Il pagellone del campionato di Seria A 2012/2013

ATALANTA 6+ Seconda salvezza filata con la penalizzazione sul groppone, sebbene molto meno pesante di quella dell’anno passato. La squadra di Colantuono appare poco brillante ma si tiene sempre alla larga, seppur di poco, dalla zona retrocessione. Denis ne fa 15 confermandosi bomber di razza nonostante periodi di calo, mentre il piccolo Moralez si eclissa e finisce nell’oblio. Pesano meno del previso le partenze ben remunerate di Peluso e Schelotto. Sempre lucida la regia di Cigarini ma il migliore della squdra è di gran lunga Bonaventura, esploso definitivamente dopo i segnali lanciati nelle scorse stagioni. Corre, segna, fa segnare. Scommetto i miei 2 penny sulla sua presenza ai Mondiali 2014. E non è detto che sia da comprimario.

Atalanta-Inter serie A

BOLOGNA 6 L’ottimo Pioli risalva il Bologna senza eccessivi patemi. Dopo Baggio, Signori, Di Vaio.. anche Gilardino trovo nel Bologna il luogo adatto per rigenerarsi e prenotare un finale di carriera ricco di gol: quest’anno sono 13. Diamanti ha illuminato il gioco rossublù e pare destinato ad altri lidi: vista l’età e il comunque alto valore di mercato può essere la fonte di guadagno più adatta per rinforzare la squadra. Tra i giovani delude un po’ Gabbiadini, pur utile in fascia e destinato a crescere molto. Il più pronto è Taider, ma rimangono in mente anche le prodezze balistiche di Konè. Tipo questa.

734957_143197532508928_2000742730_n

CAGLIARI 7 La tristissima pantomima dello stadio e il repentino cambio d’allenatore parlerebbero di una stagione travagliata. In effetti lo è stata, ma la salvezza è arrivata con la solita relativa tranquillità, e perfino con un lieve crescendo nel finale di campionato, periodo nel quale di solito il Cagliari tende ad addommentarsi. E proprio per i motivi di cui sopra i 47 punti valsi l’11° posto acquisiscono ancora più valore.  Si confermano a grandi livelli Nainggolan e Astori, tra i migliori delle Serie A nei rispettivi ruoli. Ibarbo quando parte in velocità entusiasma, Pinilla quando non è rotto dimostra di essere un attaccante estremamente completo.  Ma è Sau la vera arma in più: 12 reti, alcune splendide. Sopperisce al calo di Cossu, e a differenza sua, segna.

Marco-Sau-Cagliari

CATANIA 7/8 Senza Lo Monaco e Montella in molti ipotizzavano un campionato complicato ma la conferma in blocco dell’ottimo e sottovalutato parco giocatori uniti alla bravura di Maran hanno permesso di far meglio di sempre. Ottimo 8° posto, davanti l’Inter e prima di tutte le altre squadre di pari ambizioni. Bergessio si dimostra punta utilissima, quest’anno capace anche di raggiungere livelli realizzativi buoni (13 reti). Barrientos, Gomez, Almiron, Castro e Lodi permettono al Catania di sfoggiare un tasso tecnico da prima della classe. Il sottovalutato Izco utilissimo per manteneri gli equilibri. Molto sfortunata con le grandi dove raccoglie bene di quanto meritato, riesce però a umiliare la Lazio: 4 a 0. Sarebbe stato bello vederla in Europa.

163745076-477c3290-a5c0-4580-82f9-f9444bd50d85

Continua a leggere

Pubblicato in calcio, Sport | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 9 commenti

IL COLLEZIONISTA DI MEMORIE – Elementi²

Immagine Continua a leggere

Pubblicato in Fotografia, Il collezionista di memorie | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

STORIE DI SCUOLA/SCUOLA DI STORIE

«Insegnate ai bambini a fare domande,

perché si abituino a obbedire alla ragione, non all’autorità come gli ottusi,

né all’abitudine come gli stupidi».

street_art_blu_31

di Matteo Antonin

Secondo il filosofo francese Michel Foucault, il potere è un insieme di rapporti di forza, i quali sono fluidi e trasversali, e in nessun modo riconducibili a un’unica entità (il filosofo pertanto parla di una microfisica del potere).

Questo significa che non vi sono classi di dominatori contrapposte a classi di dominati, ma che ognuno all’interno della propria vita è contemporaneamente dominatore e dominato, a seconda dei ruoli che ricopre in quel preciso momento.

Ognuno di noi subisce e perpetra allo stesso tempo le strategie di addomesticamento e di soggiogamento della società disciplinare, la quale sopravvive attraverso istituzioni repressive e tendenzialmente punitive quali il carcere, l’ospedale, l’esercito, la fabbrica, la scuola.
Esse hanno tutte in comune la presenza di strategie di controllo del corpo, di esami e ispezioni, di accertamenti e di sanzioni.

Lavorare in una scuola significa esercitare un potere, essere parte di un dispositivo che seleziona e pone limitazioni, imponendo comportamenti attraverso le categorie del «giusto» e dello «sbagliato», della «normalità» contrapposta alla «devianza».

Non desidero qui aprire un dibattito sui metodi educativi più o meno giusti. Vorrei invece raccontare delle storie che mi hanno colpito, e che sono accadute realmente. Continua a leggere

Pubblicato in Filosofia, Narrazioni | Contrassegnato , , | Lascia un commento

IL COLLEZIONISTA DI MEMORIE – Elementi¹

Il Collezionista di Memorie torna alla sua formula abituale: nei prossimi mesi  - ogni mercoledì – un nostro fotografo ci offrirà un immagine di una serie di quattro foto su un tema scelto da lui/lei. Questo mese tocca a Scalva che vi propone la sua serie “Elementi”: quattro foto per quattro Elementi. Eccovi la prima: “Terra”.

Immagine

Continua a leggere

Pubblicato in Fotografia, Il collezionista di memorie | Contrassegnato , | 7 commenti

Ongaku no susume #27

Il protagonista di questo post di Ongaku no susume è un certo Dennis Coles. Come, non vi suona? E se vi dicessi che è conosciuto soprattutto con il nome di Ghostface Killah? Meglio vero? Spiego meglio per quei pochi che ancora arrancano nel buio. Ghostface Killah è un rapper americano ma soprattutto membro dei mitici Wu-Tang Clan. Altro spiegone: i Wu-Tang Clan sono un gruppo hip hop della East Coast americana, più precisamente di Staten Island, New York. I nomi dei componenti sono RZA, GZA, Mathod Man, Raekwon, Ghostface Killah, Inspectah Deck, U-God, Masta Killa e la buonanima di Ol’ Dirty Bastard, morto di overdose nel 2004. Frequentemente sono accompagnati in concerti e dischi da un loro amico di infanzia, un certo Cappadonna, diventato quasi un membro del gruppo. Nel 1993 raggiungono l’apice del successo con  Enter the Wu-Tang (36 Chambers), da lì in poi ogni componente del gruppo avrà una anche carriera solista. Scrivo anche perché i Wu-Tang Clan non si sono (per fortuna) sciolti ma sono più vivi che mai; hanno all’attivo cinque album (un sesto è in uscita quest’anno), sono una leggenda del rap a stelle e strisce e l’ultima performance al Coachella lo ha confermato: gente in delirio e una orchestra di archi che accompagnava rime taglienti e poco politicamente corrette di questi otto ragazzoni neri. Uno spettacolo. Continua a leggere

Pubblicato in Musica, Ongaku no susume, Recensioni | Lascia un commento