La rotta per Itaca

Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti di più.
 
Costantino Kavafis, Itaca, 1911.

La rotta per Itaca è un progetto che nasce da un’esigenza: l’esigenza di uno spazio.

Un gruppo di persone che ha dedicato parte della propria vita allo studio dei più diversi ambiti dell’arte e della cultura (cinema, filosofia, fotografia, letteratura, arte…) reclama uno spazio per un viaggio errabondo, proprio come quello che portò Odisseo, antico eroe omerico, a peregrinare per dieci lunghi e intensi anni prima di raggiungere la sua amata Itaca.

Da un lato l’esigenza di uno spazio, che nasce ovviamente dal bisogno di condividere – tra noi e con gli altri – qualcosa di importante, dal voler dare voce ai pensieri e alle riflessioni di ciascuno di noi (e di chiunque abbia voglia di interagire, confrontarsi, partecipare), dal voler creare un luogo completamente libero per proporre temi che troppo spesso non trovano considerazione nei circuiti più vasti.

Un luogo di partecipazione attiva che sia uno spazio di azione, o meglio di inter-azione, e che dia la possibilità, a chiunque senta la necessità di reagire al processo di appiattimento culturale che caratterizza il nostro tempo, di scrivere di ciò che lo interessa: un film gagliardo, un libro avvincente, un pensiero originale, un viaggio fisico o mentale, una sua riflessione critica…

Interessarsi delle cose e condividerle con gli altri, se è vero che la parola inter-esse significa letteralmente essere in relazione.

Dall’altro lato, l’esigenza profonda del viaggio errabondo, dell’essere viandanti senza meta, nasce dal bisogno curioso di conoscere, approfondire, scoprire nuovi elementi della realtà, per arricchirsi personalmente e collettivamente.

Un viaggio che trova il suo piacere, quindi, non nell’arrivare alla meta, ma nel viaggio stesso (in quanto il viaggio, con tutto il suo carico di faticoso entusiasmo e curiosità, una volta giunti a destinazione termina).

Caminante, no hay camino, / se hace camino al andar: viandante, non c’è un cammino, il cammino si fa andando, scrive il poeta Antonio Machado.

Dunque, per noi, l’importante non è Itaca, ma la rotta per arrivarci; poco importa la nostra destinazione, se il viaggio ci renderà più esperti, più saggi, più attenti alle cose, più interessati, forse disillusi.

Questo è il fine ambizioso del nostro progetto, riassunto poeticamente nelle parole di Costantino Kavafis:

E se la trovi povera, Itaca non t’ha illuso.

Reduce così saggio, così esperto,

avrai capito che vuol dire un’Itaca.

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6 risposte a La rotta per Itaca

  1. Irene ha detto:

    Bel blog, bella presentazione, bella metafora… bravi ragazzi

  2. Klaus Trapella ha detto:

    siamo sempre in viaggio…..e ancora ,e ancora

  3. Cose da Blog ha detto:

    Il punto di arrivo è il medesimo per tutti in fondo e di tutti è (forse) incurante. Cosa meglio di chiacchierare durante il cammino? Cosa meglio del condividere ciò che occhi puntati in diverse direzioni vedono? Se vi va… cammino un pochino anche io

  4. Un vecchio proverbio arabo recita:”La differenza fra il turista e il viaggiatore è che il turista passa e se ne va… mentre il viaggiatore può decidere di restare…”

  5. Riccardo ha detto:

    mi piaceee!!!

  6. passoinindia ha detto:

    felice di avervi trovato.

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