Ongaku no susume #coniglimusicali

2014-03-13 08.58.47

Ben ritornati al consueto appuntamento con Ongaku no susume, la rubrica che tira fuori conigli musicali da cilindri di maghi in overdose. Ho ascoltato tanti dischi dall’ultimo post, quindi spero di non dimenticarne nessuno. 

Dettagli tecnici per i nuovi arrivati. Come al solito, cliccando sul nome dell’artista e del disco si accederà alla relativa playlist Spotify.

Sisyphus – Sysiphus: Vi piace l’hip hop? E Sufjan Stevens? Sì? E se vi dicessi che questo strambo progetto coinvolge anche Serengeti e Son Lux? Questi personaggi che apparentemente non hanno niente in comune hanno formato una band, o collettivo come volete voi, e si sono chiamati Sysiphus. Cose strane ma belle belle.

Micah P. Hinson – Micah P. Hinson and the Nothing: Un graditissimo ritorno, ne siamo felici. Il cantautore e chitarrista texano pubblica il suo quinto album, molto diverso dai suoi precedenti lavori ma ugualmente meraviglioso.

The War On Drugs – Lost in The Dream: Altro mezzo capolavoro per la band di Philadelphia di Adam Granduciel. Dieci canzoni semplici ma molto emozionali (no, non sto dicendo emo).

The Men – Tomorrow’s Hits: Quasi tutte le riviste di musica specializzate classificano questo disco come hardcore-punk. Sarò scemo io, ma qui il punk non c’entra niente (e lo dico da amante del genere). Qui c’è del rock’n’roll distorto e veloce, sax stridenti e una voce che a tratti ricorda Bob Dylan. Devo aggiungere altro?

Nick Waterhous – Holly: Il cantante, chitarrista e produttore di LA sforna un secondo album omaggio al soul e R&B degli anni ’50 ’60. Un disco per appassionati.

Tycho – Awake: Ultima release elettronica e ambient techno del fotografo e designer Scott Hansen che. Un disco con molto appeal, che si fa ascoltare tanto. Soprattutto in metropolitana al mattino.

Step Brothers – Lord Steppington: Album di debutto per per il duo hip hop californiano formato da The Alchemist e Evidence. Un bellissimo disco vecchia scuola, da applausi.

Stefano Palmieri

 

 

 

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