Max Stirner, Vita e Opere. Bibliosofica, 2013.

copertina STIRNER_copertina TEMPORA 2

Ci sono imprese editoriali che prima di ogni altra parola, si meritano un onesto “Grazie”. È questo il caso di Max Stirner, Vita e opere (Bibliosofica, 2013). Prima di entrare nel merito del libro, è giusto concentrarsi sul valore di questa pubblicazione. Bibliosofica cura la prima traduzione italiana della preziosa biografia di Max Stirner, scritta dal poeta Scozzese J.H. Mackay, qui nella sua terza edizione, del 1914.

Niente di più sbagliato che credere che questo sia uno dei tanti libri polverosi riscoperti dall’editore erudito, tra gli scaffali di una qualche biblioteca tedesca. Ogni pagina, ogni parola, ogni lettera di questo libro sono un inno alla vita e alla Conoscenza. Intendiamo Conoscenza nel senso più nobile, quel sentimento che spinge gli uomini, al di la di ogni interesse materiale, a spendere tempo e energia per rispondere a domande che tormentano la notte.

Ma entriamo nel merito: John Henry Mackay incontra per la prima volta il nome di Max Stirner nel 1887, mentre consultava, presso il British Museum, un’imponente antologia sulla storia del materialismo. Il nome del pensatore e il titolo della sua opera “L’Unico e la sua proprietà (1845)” incuriosiscono lo studioso. La lettura del libro di Stirner sconvolge il poeta, la scoperta ha il carattere della rivelazione.

 “Non è un libro che si lascia leggere tutto d’un fiato. Non è neanche un libro che si può sfogliare. Deve essere continuamente ripreso e riposato, perché i pensieri che suscita si attenuino e i sentimenti di ribellione vengano filtrati. Ogni volta che ci si avvicinerà di nuovo però il suo effetto sarà più persistente e il suo fascino più intenso. Cosi ci accompagnerà attraverso la vita e cosi non potremmo mai analizzarlo completamente…Perché questo libro é la vita stessa.”

Ed io, umile recensore, non posso che sottoscrivere ogni parola di Mackay, “L’Unico e la sua proprietà” non è un libro fra i libri, ma: “il libro più pericoloso e radicale di qualunque tempo”. E dalla prima lettura costringe il lettore ad una riflessione sconcertante con se stesso e il mondo, per poi non abbandonarlo mai più. Il libro pubblicato nel 1845, ha una stranissima fortuna critica. Ignorato dai più, si impone lentamente allo spirito del tempo, Nietzsche, Duchamp, Heidegger, Camus, sono tutti debitori di Max Stirner.

Ma Mackay, che di mestiere fa il poeta desidera conoscere l’uomo che ha scritto l’opera, non intende limitarsi allo sterile esercizio di analisi accademica. Sorprendentemente di Max Stirner si sa poco o niente. E cosi comincia una ricerca appassionata e sincera alla scoperta dell’uomo prima che del pensatore.

Ancora vent’anni e anche gli ultimi ricordi personali andranno perduti”, Mackay comincia la sua ricerca nel 1887, Stirner muore a cinquantanni nel 1856, gli ultimi eco di un’esistenza si stanno spegnendo. L’onesta e gratuita passione di Mackai sono pari solo alle difficoltà di trovare informazioni su Stirner. Dimenticato dalla società, di Max Stirner si è consumata anche la lapide, che lo stesso Mackay provvederà a restaurare. L’autore di uno dei libri più neri e lucidi si era dissolto nella nebbia dell’ottocento. Mackay, per primo e unico, cercherà ostinatamente di dare volto e voce a quella penna così sconvolgente.

Che dire di questo libro? Oltre a essere un indispensabile strumento per ogni lettore di Stirner, quella di Mackay è l’impresa di un cavaliere contro il drago, di un narratore contro il tempo. Ogni pagina è testimone della passione che può muovere un uomo, ogni capitolo è prova di cosa realmente significhi “Ricerca”. Quello che emerge è il ritratto di un uomo che ha brillato per poi sparire, e dell’autore che va alla ricerca di questo illustre scomparso.

Bibliosofica cura un’elegante edizione, l’ottima traduzione di Claudia Antonucci rende scorrevole il testo e rispetta la prosa di inizio novecento di un ispiratissimo Mackay. In appendice interessantissimi documenti di e a proposito di Stirner, completano quello che a ragione possiamo definire uno dei lavori più interessanti e sentiti nel panorama editoriale attuale.

Non leggerlo sarebbe un crimine contro voi stessi.

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