Orsay #4 – Il peso dell’Europa League (già Coppa Uefa)

Parma_Coppa_UEFA_1998-99

Juve-Fiorentina su tutto. Ma anche due sfide ambiziose come Napoli-Porto e Tottenham-Benfica e un derby caldissimo come Siviglia-Betis. Almeno la metà delle sfide degli ottavi di finale di Europa League promettono spettacolo, equilibrio e fotta da far invidia a quelle di Champions League, quasi tutte già decise dai risultati la gare d’andata.

Nelle speranza che si trovi il modo di renderla più appettibile e meno pesante,  l’EL, anche in questa formula bislacca ma decisamente migliorata rispetto a quello di qualche anno fa, è capace di regalare, sopratutto in certe edizioni e per certe squadre, ghiottissime occasioni da cogliere.

Prendiamo le 3 squadre italiane rimaste il gioco. Il Napoli non vince un trofeo europeo dai tempi di Maradona. Le due recenti esperienze in Champions sono coincise con bellissime figure seppur beffarde, ma è chiaro che i partenopei non sono ancora capaci di arrivare fino in fondo nella massima competizione. In tal senso alzare l’EL sarebbe un clamoroso trampolino di lancio per diventare a tutti gli effetti un top club europeo.

Discorso simile per la Fiorentina, che, con Prandelli in panca, fu l’ultima squadra italiana a sfiorare l’impresa, vanificata dai rigori di Glasgow. Che goduria sarebbe poi per i viola, eliminare gli odiati juventini e vincere nel loro stadio la finalissima?

La Juve appunto. La finalissima in casa è un plus enorme che sarebbe da sciocchi non provare a cogliere. Archiviato con largo anticipo il campionato (ottenendo 9 punti su 9 nelle tre insidiose gare con Torino, Milan e Fiorentina ha seminato la Roma chiuso ogni discorso) può concentrare le energie psico-fisiche principali su l’EL e vendicare così l’amarissima eliminazione contro il Galatasaray.

C’è poi il solito noiOso ma vitale discorso del ranking Uefa che ha una dimensione individuale e collettiva. Individuale perchè migliorare il proprio ranking significa essere meglio piazzata nei futuri sorteggi europei (il Napoli non avrebbe di certo pescato Arsenal e Borussia se avesso avuto un curriculm più ricco in Europa), collettivo (e di riflesso di nuovo individuale) perchè la Serie A ha perso un pesantissimo posto al sole. Finora ne hanno pagato le conseguenze Lazio (2 anni fa) e la stessa Fiorentina (l’anno scorso e, finisse il campionato oggi, pure quest’anno) classificatesi quarte senza poter accedere ai preliminari della CL.

Il momento attuale del calcio italiano, sprovvisto di squadroni in grado di primeggiare in Europa ma con molte squadre comunque forti (ne conto almeno 6) è particolarmente adatto a ottimizzare *il peso* dell’EL. Così hanno fatto club spagnoli come Atletico Madrid e Siviglia, capaci di vincere 2 EL a testa negli ultimi anni, battendo in due occasioni altre compagini spagnole, rispettivamente l’Athletic Bilbao e l’Espanyol, club con risorse economiche limitate (sopratutto i catalani). Per non parlare del calcio portoghese che nel 2010/2011 ha portato addirittura 3 squadre in seminifinale.

Sfogliando l’albo d’oro complessivo l’Italia rimane ancora soprendentemente in testa, a dimostrazione di quanto fosse egemone tra gli ’80 e i ’90, ai tempi dellarimpianta Coppa Uefa.

edizioni vinte per nazioneQuest’anno in Serie A anche la sesta squadra accederà ai preliminari di EL, e vista la crisi del Milan sono in gioco per quell’ultimo posto disponibile tutte le sorprese della stagione, dal Verona al Torino, anche se quella più in palla sempre essere una delle compagini “storiche” della Uefa anni ’90, il Parma.

Nel mentre tra alcuni rossoneri serpeggia la solita tentazione di snobbare la cosa, considerandola un freno a lidi più consoni, una coppa che mette tristezza. Sarebbe invece il caso di rincorrere il sesto posto e provare a sopportarne il *peso*.

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