Ongaku no susume #coniglimusicali

toilet-bowl-waterfall-9[6]Prima di parlare di musica nuova da ascoltare nel lasso di tempo che ci separa dalla scrittura di questo post al prossimo, devo rivelarvi una brutta notizia. Anzi pessima. I Crash of Rhinos, una vecchia e cara conoscenza qui a Ongaku no susume, si sono sciolti. La band di Leeds ha comunicato questa decisione direttamente sulla pagina Facebook. Inutile dire che tutti, me compreso, hanno accolto la notizia come una doccia gelata e improvvisa.

Fatta questa precisazione, partiamo subito con la lista dei dischi da ascoltare. (Come d’abitudine, cliccando sul nome dell’artista e del disco si accederà alla relativa playlist Spotify)

Beck – Morning Phase: Primo album vero e proprio pubblicato dopo sei anni di collaborazioni e progetti tra i più svariati. Il genere di fondo di questo album è stato definito dallo stesso Beck come “California Music” ed è una sorta di omaggio ai Byrds, Neil Young e Crosby, Stills and Nash. Artisti hanno segnato l’infanzia del musicista americano e dopo averli esorcizzati nei dischi precedenti ora li fa propri.

Sun Kil Moon – Benji: Sesto album del cantautore Mark Kozelek aka Sun Kil Moon. Qualcuno l’ha definito come un’Antologia di Spoon River contemporanea: ci sono le persone morte in solitudine, bambini handicappati, genitori single, nonni affettuosi e serial killer e altri personaggi che animano la vita di questo album. Le loro storie sono raccontate dalla splendida voce di Kozelek accompagnata il più delle volte da una semplice chitarra acustica e nient’altro. Un disco davvero potente.

Neneh Cherry – Blank Project: Il nuovo disco di Neneh Cherry, cantante hip hop e soul, è stato prodotto da Keiren Hebden. Ricorda qualcosa? E se dicessi Four Tet meglio? Benissimo, lui. E’ un lavoro molto emozionale e caldo che ha che ha la capacita di fondere perfettamente l’elettronica, il funk e il jazz di Four Tet con la voce meravigliosa di Neneh Cherry.

Benmont Tench – You Should Be So Lucky: Il tastierista degli Heartbreakers, storico gruppo country rock americano, torna con il suo primo disco solista pubblicato nientemeno che dalla Blue Note. Se come me siete appassionati del Bob Dylan di Blonde On Blonde, di quelle atmosfere a metà tra il country, il folk e il rock’n’roll questo disco da proprio per voi.

Angel Olsen – Burn Your Fire For No Witness: Un intenso secondo album quello di Angel Olsen, cantautrice del Missouri, che mette in contrasto le sue delicate liriche con un rock garage lo-fi grezzo. La produzione del disco è stata affidata a John Congleton (Bill Callahan, St Vincent). Il risultato è un disco di rara bellezza e personalità.

St Vincent – St Vincent: Altro mezzo capolavoro della bellissima cantautrice e polistrumentista Annie Clark. Un album perfetto che miscela bene pop, ballate emozionanti, groove elettronici e mondi surreali. Anche la produzione di questo disco è stata affidata a John Congleton. Non sta sbagliando veramente un colpo. Come direbbe un mio carissimo amico: “Come fai, fai bene.”

Stefano Palmieri

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