Barbarico (Mondadori, 2013), Giovanni Lindo Ferretti.

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Se si leva la copertina, buona sola agli scaffali della Feltrinelli, il libro di Giovanni Lindo Ferretti è nero. Le 136 pagine, che si lasciano leggere ad un solo fiato, sono della fattura perfetta delle opere più grandi.

Ultimo ramo dell’albero della sapienza che cresce in Qoelet, passa per Paolo di Tarso e fiorisce nel Tolstoj de -La Confessione-, Barbarico (Mondadori, 2013) parla una lingua che andiamo dimenticando. Parla il dialetto delle campagne, parla il latino della Bibbia dei settanta, il greco delle prime comunità, l’ebraico dei sapienti. Le parole sono nere, perché il messaggio non è per i mondani. Non è per gli intellettuali da aperitivo e twitter, non è per rivoluzionari a targhe alterne, per i salvatori del pianeta nelle botteghe equo-solidali. Con la prosa ed il ritmo dell’uomo che conosce il suono antico delle parole, Ferretti guarda il mondo dalla montagna. E lo sguardo si colora di severità e amore, fratelli figli dello stesso padre. Ma chi ascolta solo la predica, resterà a mani vuote, capace solo di riaffermare la sua identità. Perché Barbarico è un libro per nomadi, per gente errante, che con le convinzioni non si costruisce case. E parrebbe ironico, visto che a scriverlo è un figlio di Santa Romana Chiesa, ma la fortuna c’ha assistito e questo è un figlio speciale. È Caino che si pente, il figlio al prodigo che si confessa, conscio e intelligente per capire e spiegare le ragioni di una scelta e dell’altra. È un libro riservato agli onesti, capaci di ascoltare le parole altrui, di riflettere e di cessare per un attimo la vis polemica, frutto avvelenato della vanità intellettuale. Non è certo un libro per quelli che ancora si affaticano a giudicare le scelte private di un uomo che ha vissuto una vita sincera. Le parole prendono il ritmo dei Salmi e dei salteri, profumano di un mondo che va sparendo. Ma non hanno mai il tono dell’accusa o l’ingenuità della malinconia, hanno il suono roco della voce del saggio. Non sono parole per tutti, e questa è una fortuna.

Questa recensione, così goffa e faziosa, mi imbarazza, ma se aiuterà almeno uno di quei fieri nomadi a trovare questo crocevia, sarà valsa a qualcosa. 

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2 risposte a Barbarico (Mondadori, 2013), Giovanni Lindo Ferretti.

  1. Milena ha detto:

    Bellissima recensione,

  2. Milena ha detto:

    Bellissima recensione,mi invoglia a leggerlo. Sono curiosa, specie perché Giovanni Lindo Ferretti è una di quelle personalità talmente poliedriche e contraddittorie che non so mai se la sua follia mi lascia di stucco perché è geniale oppure per le sue brusche dichiarazioni e cambi di rotta. Comunque mi fido di queste tua parole, lo comprerò e ti dirò.

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