Il RottAmatore – Renzi, il trionfo che non basta

di Lorenzo Mauro

renzo matteiDopo aver incassato più di due milioni di voti, ridicolizzando l’uomo dell’apparato e tramortendo il competitor sul fronte cambiamento, come non lasciarsi travolgere dall’entusiasmo? Sembra paradossale, eppure il trionfo delle primarie non è che un primo, piccolo, passo sulla strada che da Firenze porta a Palazzo Chigi. Una strada piena di ostacoli, insidie, trame e di possibili complotti.

Ricomincia da oggi la rincorsa del sindaco di Firenze alla tanto agognata poltrona. Ecco alcuni dei nodi che andranno sciolti.

Nulla di lotta, tutto di governo. Renzi è il nuovo segretario del partito con la golden share sul governo. Con Berlusconi, la Lega e Grillo all’opposizione, tocca al Pd garantire la stabilità almeno fino al 2015, e nessun indugio da parte del suo leader verrebbe perdonato né dai media né dall’establishment.

Emergenze e Scandali. Il caso Cancellieri e l’emergenza carceri hanno messo Renzi da una parte, Letta e Napolitano dall’altra. Da domani una frattura simile tra premier e segretario sarà difficile da sostenere di fronte all’opinione pubblica.

Le logiche correntizie. L’ex Rottamatore ha deciso successivamente di aggiustare il carro senza demolirlo. Ieri su quel carro sono saliti in molti. E da domani le odiate logiche correntizie saranno giocoforza affar suo.

Spostamento a sinistra. La campagna elettorale delle primarie lo ha costretto a spostarsi a sinistra, perdendo inevitabilmente appeal verso il centro. Intanto Alfano prova ad ammiccare ad un elettorato centrista orfano di Monti e deluso da Berlusconi. Senza considerare che, da domani, accompagnarsi al simbolo del Pd rischia di essere obbligatorio..

I parlamentari e l’Apparato. Renzi è fuori dal Parlamento, e là dentro può contare su una piccola truppa che i beninformati descrivono persino divisa. Urgono i rinforzi, uomini di Franceschini in primis. Ma se nessuno fa niente per niente.. in fretta presenteranno il conto.

La morsa Letta- Napolitano. Napolitano ha legato la durata del suo mandato a quella dell’esecutivo, e la durata dell’esecutivo al concepimento di una nuova legge elettorale. Letta è troppo giovane per mollare dopo questa esperienza, ed è in partita anche sul fronte sondaggi: agli italiani piace e l’elettorato gli riconosce le doti di premier. Un binomio Letta-Napolitano potrebbe giocare al deragliamento del sindaco.

La legge elettorale. La sentenza della Consulta allunga la vita al governo e allontana le urne. E se la legge del “sindaco d’Italia” è già praticamente tramontata, toccherà a Renzi mediare tra le numerose anime del suo partito.

Il logoramento. Non esistono uomini per tutte le stagioni, e l’attesa per Renzi è altissima, lo testimoniano i numeri del trionfo. Se Letta farà bene, si prenderà i meriti. Se così non sarà, la colpa sarà anche del Pd di Renzi. Il destino di uno dei due contendenti è inevitabilmente legato a quello dell’altro. Per una volta il Pd è protagonista e in compresenza di doppio leader. Ma il dato vero, quello storico, è che la sinistra politica e sociale questa volta rischia di stare a guardare.

[Lorenzo Mauro lo trovi pure su Twitter]

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