DROMOMANIA. East B-Side Gallery

003_wiedenhoeferdi Matteo Antonin

Il 9 novembre 2013 Berlino ha celebrato l’anniversario della caduta del muro.

In quello stesso giorno del 1989 il governo tedesco-orientale decretò l’apertura delle frontiere con la repubblica federale.

Tutto era iniziato con un annuncio da parte del Governo della Germania Est, il quale aveva decretato che avrebbe autorizzato le visite a Berlino Ovest. In seguito a questo annuncio un’immensa folla di cittadini dell’Est si riunì presso il muro, vi si arrampicò sopra e lo superò, raggiungendo la Germania Ovest. Da lì tutto ebbe inizio.

L’abbattimento ufficiale del Muro di Berlino iniziò il 13 giugno 1990 a Bernauerstrasse e a novembre dello stesso anno i 1378 km che costituivano l’intero muro erano stati abbattuti.

Solamente sei punti furono mantenuti come monumento. Uno di questi è la famosa East Side Gallery, il tratto più lungo (1,3 km) di muro rimasto intatto nella sua posizione originale.

La parte che guardava a est, verso il quartiere di Friedrichshain, è stata in seguito alla caduta interamente dipinta con i grafitti di vari artisti, aventi come tema la caduta del muro e la libertà, i quali oggi sono oggetto di visita per ogni turista nella capitale tedesca.

In sporadici tratti sopravvive anche parte del muro che guardava a ovest, verso la Sprea e il quartiere di Kreuzberg.

Dal 10 luglio al 10 novembre 2013 la parte posteriore dell’East side Gallery ha ospitato la mostra del fotografo tedesco Kai Wiedenhöfer, dal titolo Wall on Wall e dedicata ai muri e alle separazioni tra popoli che ancora oggi sopravvivono in tutto il mondo.

001_wiedenhoeferQuando il muro è caduto nel 1989 Wiedenhöfer era presente per documentare con la sua macchina fotografica l’evento.

Ma altri muri sono sopravvissuti, e nel 2006 il fotografo tedesco ha dato inizio a un progetto finalizzato alla rappresentazione di altre otto barriere di segregazione: oltre al muro di Berlino, il fotografo ha immortalato con i suoi scatti il muro in Cisgiordania, una barriera lunga 703 km che separa Israele dai territori palestinesi; la barriera tra Messico e Stati Uniti, lunga 3141 km; la barriera tra la Corea del Nord e quella del Sud, lunga 248 km; i 700 km di muri costruiti a Baghdad per prevenire gli attacchi terroristici; la barriera che divide Nicosia, a Cipro, dalla Repubblica Turca di Cipro Nord (180 km); la recinzione che divide il Marocco e l’enclave spagnola di Melilla (13 km); le circa 100 barriere di Belfast, costruite per proteggere repubblicani cattolici e unionisti protestanti dai lanci di sassi, bottiglie e petardi della parte avversa.

02_exhibition_kaiDa questo progetto è nato il libro Confrontier (Steidl, 2013) e in seguito la mostra a Berlino sul lato b del muro, sul quale sono state esposte alcune foto di Wiedenhöfer in “formato muro”: 9×3 m.

Nella presentazione della mostra fotografica si legge:

Kai Wiedenhöfer non è interessato soltanto ai muri. Desidera anche mostrare come i muri non possano risolvere i conflitti politici. Al contrario, i muri riflettono il fallimento della politica.

I muri definiscono gli amici e i nemici, il fuori e il dentro. I muri sono esclusioni oppressive e limitazioni dittatoriali. In altre parole, i muri sono inumani, non ha importanza che tipo di architettura, design o giustificazione venga usata per essi.

Con questa mostra l’autore vuole ricordare che ancora oggi ci sono muri in tutto il mondo, i quali impediscono una risoluzione pacifica dei conflitti e la democrazia.

I muri non sono determinati dalle leggi di natura, le quali non ci lasciano alternative.

Essi sono voluti e costruiti dagli uomini, e perciò, così come sono stati costruiti, possono anche essere abbattuti.

004_wiedenhoefer

Per approfondire:

Borderlands (in tedesco)

Wall on Wall da Internazionale

Wall on wall da seigradi.corriere.it

Wall on wall da nbcnews

Wall on wall da die Zeit

 

 

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Informazioni su matteo

Sofista contaballe, stakanovista dell'otium, luddista oscurantista.
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