ORSAY #1 – AS Roma o SSC Napoli?

La Rotta prova a ripartire. Dopo una pausa estiva più lunga del solito rilanciamo con varie novità. Tra queste c’è Orsay, rubrica pallonara a cura di @akaOnir. La parola “Orsay” deriva dallo storpiatura spagnola dell’inglese “Offside”, fuori gioco. L’idea di usare questo nome è rubata a una rivista speciale che con il calcio ha poco a che fare. Qui invece si parlerà proprio di lui, il pallone. Punto.

L’altro  sera, durante un momento morto di un’asta di fantacalcio di provincia, disquisivo con un mio amico/nemico su chi fosse più credibile in ottica scudetto tra Roma e Napoli. Lui diceva Napoli, io Roma. Quest’ultima giornata, con il passo falso non così imprevedibile della capolista a Torino,  non altera la mia opinione, pur precarisima viste le svariate variabili che se la ridono tra le pieghe di in un campionato.

Dico Roma principalmente per lo stratosferico centrocampo. Ritrovati (e collocati nella posizione consona, non solo tatticamente) De Rossi e Pjanic, c’era bisogno “solo” di un terzo super interprete. È arrivato Strootman, il miglior acquisto possibile, il giocatore che ha ridisegnato tutta la mediana. Lo ha sottolineato anche il giornalista del Corsera Luca Valdiserri in un tweet a commento proprio dello scontro diretto, la partita, decisa più da episodi che da un reale dominio, che determina l’attuale vantaggio di 3 punti da parte dei giallorossi.

De Rossi-Pjanic-Strootman è l’unico centrocampo in Italia capace di competere con quello juventino per qualità, forza fisica, apporto realizzativo, completezza. Adoro Hamsik, penso che Dzemaili sia sottovalutato, difendevo Inler quando subiva critiche eccessive, noto l’evidente utilità di Berhami… ma il trio romanista è un’ altra roba.

La seconda “superiorità” giallorossa risiede nella banale considerazione della mancanza di coppe europee  a intralciare il cammino verso lo scudo. Per la prima volta il Napoli non ha effettuato una “scelta” a inizio stagione fra campionato e coppa. Era ciò che avveniva con Mazzarri pronto a  snobbare puntualmente l’EL, e, nell’anno della CL, a dare ad essa la priorità a discapito del campionato. Era giusto così vista l’eccezionalità dell’evento, e le prestazioni del Napoli in quella edizione rimangono il punto più alto toccato da una squadra italiana dal post triplete interista. Ora che qualificarsi per la CL vuole diventare prassi, è doveroso, al pari di qualsiasi grande squadra, puntare ad arrivare in fondo ad entrambi gli obbiettivi, con conseguente inevitabile dosaggio bilanciato delle forze psico-fisiche. La Roma negli ultimi anni non è riuscita a sfruttare i vantaggi dei senza coppe, ma ora che è competitiva ai piani alti gioverà moltissimo della situazione.

La formazione del savio Garcia, inciampato ieri nel primo evidente errore stagionale facendo entrare Ljajic troppo tardi, straripa nella capacità di subire poco e al contempo creare molto, grazie proprio al centrocampo decantato poche righe sopra. A questo si aggiunge una coppia difensiva solidissima dove il sottovalutato Castan (già positivo nella parte iniziale della scorsa stagione) incide non meno del provvidenziale innesto di Benatia, sprovvisto del cristallino talento di Marquinos, ma dalla resa altissima.  Ai lati Maicon e Balzaretti riescono a sfondare sulla fascia con meno frequenza e forza di un tempo, ma sono tornati a livelli più che accettabili e nella pochezza generale dei terzini del nostro campionato primeggiano ancora. In attesa che recuperi il ricco Zuniga, il roster dei terzini del Napoli, complessivamente buono, soffre invece la poca predisposizione di tutti i componenti alla difesa a 4: tanto l’usurato Maggio quanto il generoso Armero hanno costruito la loro carriera come esterni del 3-5-2, e pure Zuniga esplose con quel modulo: un altro mestiere. Tra i pali l’esposivo Reina su cui nutrivo qualche dubbio non sta fecendo rimpiangere De Sanctis, che d’altro canto ha dato quella sicurezza che mancava da troppo tempo nella retroguardia giallorossa. Inoltre con Rafael (soffiato proprio alla Roma) come alternativa c’è un grosso passo in avanti rispetto all’imbarazzante Rosati, principale artefice della disfatta dello scorso anno in EL. In mezzo bene Albiol, capace di guidare la difesa e far partire pulita l’azione da dietro, mentre Fernandez e soprattutto Britos, rivalutati da Benitez dopo anni di guai, non paiono certezze grantiche.

In attacco tutto cambia: il Napoli è più forte. Non credete a chi dice che Higuain sia meglio di Cavani (!) ma non si poteva trovare sostituto migliore. El Pipita segna e fa segnare ed è arrivato a Napoli affamato e all’apice della carriera. Intorno a lui splende Callejon, che ci sta mostrando con spaventosa continuità quei lampi di classe che si intravedevano a sprazzi a Madrid. Mertens è un folletto imprendibile e meno fumoso di tanti suoi alte-ego, mentre Insigne, pur ancora incerto sotto porta, pare maturato tatticamente e responsabilizzato. Rimane il possibile problema del vice Higuain: prendere Jackson Martinez come a  un cento punto del mercato sembrava fattibile sarebbe stato troppo, ma tra lui e l’acerbo Zapata forse ci poteva essere una via di mezzo. Il gol del colombiano contro il Marsiglia fa però sperare che sia più pronto di quanto si temesse dalle anonime apparizioni in campionato, e la presenza di Pandev (e dello stesso Callejon adattabile nel ruolo di prima punta) lasciano relativamente tranquilli, a patto che il bomber argentino non subisca infortuni dal lento recupero.

L’attacco romanista ha qualcosa in meno ma è comunque molto forte. La scheggia Gervinho sta azzittendo gli scettici e risulta perfetto per il gioco di Garcia, Florenzi grazie ai suoi inserimenti chirurgici segna quasi come un attaccante di ruolo, Totti continua ad essere il più forte giocatore italiano o quasi, Borriello è utile scardina difese in partite da sbloccare, Destro il valore aggiunto sul punto di tornare, Lijajic un talento preziosissimo, non meno incisivo di quel Lamela ceduto a una cifra 3 volte superiore a quella pagata per l’ex viola.

Quindi la Roma ha già vinto? Lol. Basterebbe perdere per infortunio un big a centrocampo e o in difesa e già sarebbe molto meno solida. E la Juve rimane perfino favorita visto che la difesa si sta rassettando, il centrocampo continua a giganteggiare e Tevez sta facendo la differenza come nessuno. Non è partita col turbo eppure si ritrova ad appena 3 punti dal primo posto, occupato da una squadra a cui fino a ieri è andato tutto per il verso giusto.

Quindi è Juve-Roma? Il Napoli non può vincere lo scudo? Avoja se può. La sensazione è che ci sia budget per un paio di colpi importanti a gennaio capaci di arginare le falle di cui sopra. E Benitez è già riuscito nell’impresa più difficile, dare in tempi brevi un gioco riconoscibile, bello e concreto ad una squadra che aveva tutt’altra impostazione tattica.

L’ormai prossimo Juve-Napoli dirà moltissimo. Nel mentre e nel dubbio continuo a dire Roma.

Francesco Spè

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