Enrico, Francesco e il Gattopardo

di Lorenzo Mauro

Enrico e Francesco sono certamente da annoverare tra i grandi protagonisti della nostra estate. Se il primo sta tornando in queste ore da Lampedusa, il secondo è reduce da un viaggetto in Europa dove a quanto pare se l’è passata benissimo. Stiamo ovviamente parlando del Papa e del nostro Premier, per i quali sta scoppiando un’autentica mania. Che coinvolge, ahimè, anche settori insospettabili della sinistra.

Andiamo con ordine.  Non è che la Chiesa e le istituzioni repubblicane se la passassero cosi bene qualche mese or sono. La fiducia dei cittadini stava scemando per effetto dei continui scandali riportati dalla stampa. Ma la provvidenza ha scelto Francesco ed Enrico, due figli del Signore che sembrano nati apposta per fare ciò che fanno: vendere fumo.

Povero Francesco, mi vien quasi da dire, contagiato da questo virus che ci fa voler bene al suo faccione da tonto. “E’ cosi semplice, proprio come me”, dice mia nonna che guarda la televisione 25 ore al giorno. Già, è semplice, riportano i media del Papa. Ricordate quando dicevano che Monti era sobrio? Poi ha cominciato ad ubriacarsi in diretta tv, adottando cani, e la gente si è incazzata. Ora i nostri giornalisti esaltano la tranquillità e la pacatezza di Enrico Letta. E non importa della Tares, dell’Iva, dell’8 per mille, del governo col pedofilo, dei preti pedofili, dello Ior. Testa sotto la sabbia, rinvio di tutto, tanto è estate e fa caldo.

Il nostro premier ha festeggiato, con un tweet, di poter sfiorare il 2,9 % del rapporto deficit/Pil. E’ come se l’Inter, che quest’anno ha fatto ridere, a fine campionato avesse organizzato un grande spettacolo per festeggiare la salvezza. O la Spagna avesse accolto i suoi campioni esultando per il secondo posto alla Confederations Cup. Eppure, se tutti, ma proprio tutti, opinionisti compresi, ti avessero detto che quello era il massimo che si poteva ottenere, vedi che alla fine uno ci crede pure. Non a caso Moggi aveva assoldato giornalisti e show-man affinché ripetessero che la Juve non rubava (con me non attaccava, beninteso, giacchè la Juve ruba per definizione!)

Mettiamo che il Pdl è merda e il Pd è scarsissimo aceto di vino. Li hanno messi insieme. Letta ogni tanto ci butta un po’ di zucchero, i media ci raccontano quanto è buono questo zucchero per rendere accettabile il mix, e comunque ci ricordano che nella vita bisogna pur bere o mangiare. “Ma è merda”, vien da dire. E allora viene in mente quella vignetta di Vauro dove la Fornero ti dice “Beh, non vorrai mica fare lo schizzinoso(choosy)?”.

Papa Francesco in effetti ha cambiato il modo di comunicare e fa anche piacere ascoltarlo. L’altro giorno si è scagliato contro i preti che viaggiano su auto lussuose. Dai, rinuncia all’8 per mille cosi non se le possono più permettere! Dai, pagaci l’Imu cosi noi lo togliamo a chi ha solo un’abitazione! See, magari…

Letta è uguale. “Il lavoro ai giovani prima di tutto”. Poi se ne esce con un miliardino che piglia per il culo tutti quanti. Ma siccome per i tv e giornali è una misura straordinaria, quando Piepoli sonda gli italiani ne ricava giudizi lusinghieri: oltre il 60 per cento di noi pensa che rilancerà l’economia.

Intendiamoci: i simboli in politica contano eccome. Altrimenti non si sarebbe scatenato tutto questo putiferio sulla Boldrini contro Marchionne, per dirne una. Andare a Lampedusa come primo viaggio pubblico è certamente qualcosa di lodevole. Ma siccome Obama è il primo presidente nero della Storia, a volte ci dimentichiamo del guerrafondaio con il Nobel per la pace. Wojtyla lo stanno facendo santo e aveva una grande capacità di sedurre le masse, eppure a braccetto coi dittatori c’è andato eccome(Pinochet in testa). La costruzione di immaginari è da sempre una delle leve del potere. Sottrarsi a questa imposizione è una fatica immane. Lo vedi, ad esempio, quando qualche compagno, dopo aver letto dell’enciclica, ti dice meravigliato:  “peccato, il Papa ha di nuovo chiuso ai matrimoni gay”. Tempi gattopardeschi corrono. “Cambiare tutto, perché nulla cambi”. Almeno non facciamoci fottere.

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