La religione del “tengo famiglia”

Dopo gli 8 episodi di “Road to 2013”,  Lorenzo Mauro torna a scrivere su queste rotte con una nuova serie di articoli su politica e comunicazione.

MarinoTutti, o quasi, teniamo famiglia. Con ruoli diversi e modalità di relazione peculiari siamo sulla stessa barca. Gli omosessuali accorsi al Pride vorrebbero tenere famiglia ufficiale. E sapete perché il neo-eletto sindaco di Roma non vi ha partecipato? Macché, mica per le pressioni del Vaticano. “Voglio passare due giorni con la famiglia”, ha dichiarato, forse non accorgendosi della pesante gaffe comunicativa. In ogni caso, alzi la mano chi non ritiene giustificata una particolare attenzione al tema del focolare, quand’anche arrivasse dai nostri governanti.

Capitolo 1. Tengo famiglia matriarcale. Alemanno, detto anche Aledanno o Alemagno, ne sta ingoiando di rospi in questi ultimi tempi. La ritirata dal Campidoglio, certo. Ma se le sue tradizioni nere e maschiliste non sono del tutto sopite, siamo certi che vedere sua moglie (appena nominata da Alfano consigliere per le politiche di contrasto alla violenza di genere) guadagnare molto più di lui (semplice consigliere comunale a 1200 euro) dev’essere una bella rottura di scatole. D’altra parte, vuoi non finanziare il figlioletto amante dei saluti romani, anche dopo che il saluto romano l’hanno fatto a te?

Capitolo 2. Tengo famiglia che si sta abituando bene. Saremo maliziosi, ma abbiamo l’impressione che nella fronda grillina vi sia pure qualcuno che tiene famiglia abituata bene. C’è chi giura siano ventisette al Senato, abbastanza per produrre il ribaltone qualora a qualcuno venisse in mente di far cadere Letta. C’è anche chi giura che per costoro sarebbe riservato un seggio blindato al prossimo giro. I sondaggi in picchiata del M5s di certo non aiutano la fedeltà alla linea. D’altra parte non è carino smettere di pagare un mutuo pochi mesi dopo averlo acceso…

Capitolo 3. Terrei famiglia allargata Vs Tenevo famiglia. E poi c’è chi ama talmente la famiglia da volerne diverse. Prima una, poi un’altra. Nel frattempo le comparsate al Family Day. Possiamo proprio dirlo: la famiglia al centro. Solo che un bel giorno la donna di servizio si scopre incinta. Che gesto d’amore, voler allargare la famiglia. Tanto di posti letto nelle palazzine ce ne sono quanto basta. Ma forse stavolta non tutti sono d’accordo e “tenevo famiglia” rischiano di diventare le parole d’ordine. Anche se, va detto, non tutto è perduto. Si vocifera di un trio dei bellocci per le Europee. Altro giro, altro regalo. Per la famiglia, si intende.

Ps. L’Oscar alla sincerità va a un individuo di cui si tramandano poche parole. Quelle che furono proferite durante una discussione per la formazione delle liste. “Mi dovete candidare perché l’anno prossimo mia figlia deve andare all’Università”. Non tutti hanno capito subito il nesso. Poi, però, il signore è stato candidato.

Lorenzo Mauro

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