DROMOMANIA: Omaggio alla Turchia

ra (1329)

Le mie foglie sono le mie mani, centomila mani verdi,

centomila mani io tendo, e ti tocco, Istanbul.

Le mie foglie sono i miei occhi, e io guardo intorno,

con centomila occhi ti guardo, Istanbul.

 Le mie foglie battono, come centomila cuori.

Io sono un noce nel parco Ghiulkhan,

ma né la polizia né tu lo sapete.

Nazim Hikmet, da Il noce, 1957

di Matteo Antonin

Oggi Dromomania vuole rendere omaggio alla Turchia ed esprimere insieme a tutta la ciurma della Rotta per Itaca solidarietà alle rivolte antigovernative in atto in tutta la nazione, ad una settimana circa dall’inizio delle manifestazioni per difendere Gezi Park.

Lo desidera fare in un modo un po’ particolare, e nel suo stile: attraverso i ricordi di viaggio e attraverso le parole di Nazim Hikmet, il poeta turco più amato e più odiato, al quale venne restituita la nazionalità negata solo nel 2009, quando lui non c’era più per riprendersi quella sua terra che ora sta lottando per il diritto al dissenso e ad uno stato laico.

Il porto di Istanbul: pescatori, barche, mercatini di ambulanti, famiglie a passeggio, venditori di tabacco a peso e sigarette sfuse, bagnarole ondeggianti che vendono il panino col pesce, ragazzi con la bmx, gabbiani che volteggiano altezzosi, truffatori e procacciatori di clienti, ragazzi con le cuffiette, marinai più o meno in pensione, Serse re di Persia e suo padre Dario il Grande, che indica lo stretto e sconsolato commenta: «Hai voluto troppo, figlio. Gli dèi ti hanno punito».

ra (1332)

Ad oggi tre ragazzi sono morti negli scontri, nei disordini e nella durissima repressione della polizia.

Il Kesk – la Confederazione dei sindacati dei lavoratori pubblici – ha proclamato due giorni di sciopero generale per protestare contro la repressione delle manifestazioni antigovernative.

«Il terrore di Stato messo in atto contro proteste assolutamente pacifiche – si legge in una nota – sta continuando in modo tale da minacciare la sicurezza della vite dei civili».

Davanti a te hai l’armata dei nemici,

che è venuta per uccidere

tutto ciò che c’è di più bello:

la libertà,

il sogno,

la speranza

e i ragazzi.

da Alle porte di Madrid, 1937

turchia-grecia (192)

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

così sono d’autunno i castagneti di Bursa

le foglie dopo la pioggia

e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul.

da I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi, 1948

La moschea Blu è un luogo di bellezza e silenzio.

Il semplice gesto di togliersi le scarpe per entrarvi sembra essere metafora dello spogliarsi del trambusto che fuori governa la città. All’esterno i fedeli si lavano collo, mani e piedi in un antico gesto di purificazione. La nenia del muezzin riecheggia tra i minareti fino a perdersi nel mare.

La moschea è stata costruita tra il 1603 e il 1617 dal sultano Ahmet, il quale desiderava una moschea che potesse competere in bellezza e maestosità con Aya Sofya, fatta costruire dall’imperatore Giustiniano.

turchia-grecia (158)

Il palazzo Topkapi fu la residenza dei sultani dal 1453, quando Mehmet il Conquistatore lo fece costruire dopo essersi impadronito della città.

turchia-grecia (70)

La chiesa di Aya Sofya è dedicata alla Divina Sapienza. Fatta costruire sull’acropoli di Bisanzio dall’imperatore Giustiniano, la chiesa fu la più imponente di tutta la Cristianità fino al 1453, quando Costantinopoli cadde sotto il dominio degli Ottomani. Poi la chiesa fu islamizzata e utilizzata come moschea fino al 1935, anno in cui Atatürk, il padre ella moderna Turchia, la trasformò in un museo.

Sui grandi medaglioni con iscrizioni dorate sono scritti in arabo i nomi di Allah, Maometto e dei due primi califfi: Alì e Abu Bakr.

turchia-grecia (220)

Se sarò vivo

dopo quel certo giorno,

appoggiandomi ai muri

per la periferia della città

suonerò il violino e canterò una canzone

ai vecchi, intorno a me,

che, come me, saranno

sopravvissuti all’ultima battaglia.

E dovunque volgerò l’occhio,

tutto sarà allegro, splendido,

e la sera stupenda,

e ascolterò il passo di gente nuova

che intona nuove canzoni.

da Può darsi, 1930

ra (1146)

Qualche giorno fa il sindaco di Antalya Mustafa Akaydin ha negato l’acqua del comune per rifornire gli idranti della polizia impegnata da giorni nella repressione delle manifestazioni contro il governo del premier Recep Tayyip Erdogan.

La nostra terra, la Turchia

e’ un bel paese

tra gli altri paesi

e i suoi uomini

quelli di buona lega

sono lavoratori

pensosi e coraggiosi

e atrocemente miserabili

si e’ sofferto e si soffre ancora

ma la conclusione sarà splendida.

da Forse la mia ultima lettera a Mehmet, 1931

Annunci

Informazioni su matteo

Sofista contaballe, stakanovista dell'otium, luddista oscurantista.
Questa voce è stata pubblicata in Attualità, Dromomania, Esteri, Poesia, Politica, Prese di posizione, Viaggi e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...