Il pagellone del campionato di Seria A 2012/2013

ATALANTA 6+ Seconda salvezza filata con la penalizzazione sul groppone, sebbene molto meno pesante di quella dell’anno passato. La squadra di Colantuono appare poco brillante ma si tiene sempre alla larga, seppur di poco, dalla zona retrocessione. Denis ne fa 15 confermandosi bomber di razza nonostante periodi di calo, mentre il piccolo Moralez si eclissa e finisce nell’oblio. Pesano meno del previso le partenze ben remunerate di Peluso e Schelotto. Sempre lucida la regia di Cigarini ma il migliore della squdra è di gran lunga Bonaventura, esploso definitivamente dopo i segnali lanciati nelle scorse stagioni. Corre, segna, fa segnare. Scommetto i miei 2 penny sulla sua presenza ai Mondiali 2014. E non è detto che sia da comprimario.

Atalanta-Inter serie A

BOLOGNA 6 L’ottimo Pioli risalva il Bologna senza eccessivi patemi. Dopo Baggio, Signori, Di Vaio.. anche Gilardino trovo nel Bologna il luogo adatto per rigenerarsi e prenotare un finale di carriera ricco di gol: quest’anno sono 13. Diamanti ha illuminato il gioco rossublù e pare destinato ad altri lidi: vista l’età e il comunque alto valore di mercato può essere la fonte di guadagno più adatta per rinforzare la squadra. Tra i giovani delude un po’ Gabbiadini, pur utile in fascia e destinato a crescere molto. Il più pronto è Taider, ma rimangono in mente anche le prodezze balistiche di Konè. Tipo questa.

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CAGLIARI 7 La tristissima pantomima dello stadio e il repentino cambio d’allenatore parlerebbero di una stagione travagliata. In effetti lo è stata, ma la salvezza è arrivata con la solita relativa tranquillità, e perfino con un lieve crescendo nel finale di campionato, periodo nel quale di solito il Cagliari tende ad addommentarsi. E proprio per i motivi di cui sopra i 47 punti valsi l’11° posto acquisiscono ancora più valore.  Si confermano a grandi livelli Nainggolan e Astori, tra i migliori delle Serie A nei rispettivi ruoli. Ibarbo quando parte in velocità entusiasma, Pinilla quando non è rotto dimostra di essere un attaccante estremamente completo.  Ma è Sau la vera arma in più: 12 reti, alcune splendide. Sopperisce al calo di Cossu, e a differenza sua, segna.

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CATANIA 7/8 Senza Lo Monaco e Montella in molti ipotizzavano un campionato complicato ma la conferma in blocco dell’ottimo e sottovalutato parco giocatori uniti alla bravura di Maran hanno permesso di far meglio di sempre. Ottimo 8° posto, davanti l’Inter e prima di tutte le altre squadre di pari ambizioni. Bergessio si dimostra punta utilissima, quest’anno capace anche di raggiungere livelli realizzativi buoni (13 reti). Barrientos, Gomez, Almiron, Castro e Lodi permettono al Catania di sfoggiare un tasso tecnico da prima della classe. Il sottovalutato Izco utilissimo per manteneri gli equilibri. Molto sfortunata con le grandi dove raccoglie bene di quanto meritato, riesce però a umiliare la Lazio: 4 a 0. Sarebbe stato bello vederla in Europa.

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CHIEVO 6/7 Corini prende in corsa il Chievo e lo salva senza grossi patemi mettendo in campo un 11 ordinato e impreziosito da un super Thereau, che con assist e gol ha permesso di sopperire all’involuzione di Pellisier. Ormai il Chievo non è più fucina di giovani prospetti ma una navigata squadra che ogni anno il savio direttore Sartori allestisce puntando su giocatori affidabili che raramente toppano. Il risultato è l’ennesima salvezza: il prossimo anno sarà derby col redivivo Verona.

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FIORENTINA 8,5 Il beffardo epilogo di Siena-Milan nega il meritato accesso alla Champions ma non svilisce nemmeno un po’ un campionato fantastico, dove il vero rimpianto non è l’ultima di ritorno ma l’ultima di andata (o a 2 casalingo con il Pescara). Dopo 2 sciagurate stagioni che avevano addensato nubi sul futuro viola, Montella ha riportato un entusiasmo che non si respirava dai tempi del primo Prandelli. Considerando che la squadra è stata completamente stravolta e che ha chiuso il mercato in attivo grazie a mirati acquisti low cost e la ricchissima cessione di Nastasic, i meriti di Montella, bravissimo nell’assemblare il tutto dando un gioco subito riconoscibile, sono notevolissimi: solo Pasqual – migliore stagione in carriera! – Jovetic e Ljaic facevano parte della precedente Fiorentina. Proprio quello tra Jovetic e Ljaic sembra essere un passaggio di consegne: finalmente il serbo è esploso dimostrando il talento che aveva fatto vedere solo a sprazzi, e  prenderà il posto del montenegrino, destinato ad altri lidi dietro cospicua ricompensa. Nonostante le 13 reti e alcune perle da Jo-Jo ci si poteva aspettare di più. L’attitudine offensiva di Roncaglia e Rodriguez (piedi delicati e 6 gol!) avevano fatto sopravvalutare a molti (eccomi!) le loro doti come difensori,  più solidi i meno appariscenti Savic e Copper (occhio che è bravo). Bene Aquilani e Pizarro ma le due vere armi segrete sono state Cuadrado e Borja Valero: i cambi di passo del primo e la sopraffina tecnica del secondo hanno definito la cifra di questa spumeggiante viola. Incoraggia il finale di stagione di Mati Fernandez, spaesato durante il resto dell’anno. Nota di merito per Toni, tornato accompagnato da profondo scetticismo (mio in primis): 7 gol (una perla quello contro la Lazio). Lungimirante l’arrivo di G.Rossi a prezzo di saldo. Sarebbe bello vederlo a fianco di Osvaldo, o qualcosa del genere. L’Europa Legue vetrina importante: può arrivare in fondo. La gara contro Inter il capolavoro. “Il pallone è quello giallo”.

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GENOA 5- Alla fine si salva, graziata dall’annata orribile del Palermo e dalla penalizzazione del Siena. Fondamentali gli innesti difensivi di gennaio (Manfredini, Portanova) e il buon finale di stagione di Borriello. Delude Immobile. Si rivede un buon Kucka. Del Neri subentrato a De Canio si dimostra incapace di fare bene in corsa, peggiorando la situazione a cui mette una pezza Ballardini. I derby, fonti di gioie nelle recenti scorse stagioni, regalano quest’anno una pesante sconfitta all’andata e un pareggio fortunoso al ritorno. Da quando non c’è più Gasperini il grifone appare spennato, inutile dire di chi sia la colpa.

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INTER 4 9° posto imbarazzante, sopratutto per la sfilza di umiliazioni partorite nelle ultime di campionato. Gli infortuni a catena rappresentano un’attenuante più che credibile ma si doveva fare molto di più.  Rimpiantone pure per la splendida e incompiuta rimonta contro il Tottenham, picco stagionale insieme alla vittoria esterna contro la Juve che aveva illuso tanti. Si salvi il salvabile: Handanovic, Kovacic e Palacio sono stati ottimi acquisti, da cui ripartire insieme al pur acerbo Juan Jesus (calato dopo un incoraggiante inizio), Guarin (discontinuo ma devastante) e pochi altri. Rebus Ranocchia, talento difensivo troppo spesso ingenuo e spaesato. Cassano incide meno di quanto potrebbe e pare destinato a svernare altrove. Avventata la cessione di Coutinho, incomprensibile quella di Livaja, non sostituito: il buco in attacco è stato pesantissimo. Occorrono garanzie tecniche, il più adatto è Mazzarri, da prendere al volo per acciuffare il 3° posto e ripartire. Già arrivati Campagnaro, Andreolli, Icardi e Botta: serve altro.

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JUVENTUS 8/9 Vince lo scudetto come da copione e con perfino meno sforzo del previsto. Cade spesse volte apparendo più perforabile dell’ imbattuto anno passato, ma riesce a lasciarsi alle spalle la pareggite che fu, finendo così per sfiorare il record di punti. Consacrazione definitiva di Vidal, alle cui spalle giganteggia l’affarone low cost Pogba, unico nuovo acquisto realmente azzeccato (Asamoah e Giovinco partiti benissimo si sono poi spenti, Lucio super flop, Isla strapagato). Cresciuto moltissimo Bonucci, si conferma affidabile come pochi Barzagli. Pirlo meno effervescente della prima stagione ma ancora decisivo, così come Marchisio. Nel complesso positiva l’esperienza in Champions, con l’eliminazione del Chelsea campione in carica e l’espugno di Donetsk. Ma ai quarti al di là della forza del Bayern mi aspettavo molto di più dai bianconeri. Con Llorente la Juve avrà il miglior colpitore di testa del campionato, ma per il salto non basterà: Higuain sarebbe già qualcosa. Il vero colpaccio per cui svenarsi? Bale, ma andava preso prima. Curiosità su possibili novità tattiche – anche radicali – apportate da Conte. 4-3-3?

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LAZIO 6 A differenza della Roma ha trovato il tecnico giusto per ripartire: Petkovic è bravo e adatto alla causa laziale. Ottima la corsa in EL dove poteva arrivare fino in fondo con un po’ di fortuna in più.  Il crollo nella fase cruciale della stagione rovina la classifica in campionato: dopo due qualificazioni per la Champions sfiorate con Reja, il 7° posto finale non può soddisfare. Vince il primo derby, sfora il bis nel secondo ma si fa scavalcare dalla Roma l’ultima di campionato. La Coppa Italia può rimettere le cose apposto in città e dare l’Europa, altrimenti sarà la stagione del “ciò che poteva essere e invece non è stato”. Tra i singoli spicca il campionato monstre di Marchetti, di gran lunga il migliore in carriera. L’intramontabile Klose ne fa 15 nonostante l’infortunio, coinciso con il calo della squadra. Finalmente si intravede qualche giovane di talento: Onazi sarà titolare l’anno che viene, non solo per le schicchere che tira. Benissimo anche Candreva. Consiglio: dinanzi a una buona offerta vendere Hernanes e investire su un grande centrale difensivo (in calo il rendimento di Dias e Biava, ormai logori) e un centrocampista di qualità e cambio di passo. Serve poi una seconda punta agile e veloce che allegerisca i doveri realizzativi di Klose.

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MILAN 7- 7 punti nelle prime 8 giornate e un inizio in salita nel girone della Champions (o a 0 casalingo con l’Anderlecht) paiono il prologo di una stagione orripilante. A marzo il Milan si ritrova invece clamorosamente 3a grazie a una galoppata imprevista in campionato, e ad un passo da eliminare il Barcellona in coppa dopo un clamoroso 2 a 0 a San Siro. Da questi due situazioni emotivamente opposte, ne esce un risultato finale a metà: il palo di Niang infrange il sogno di sbatter fuori i culè e il 4 a 0 del ritorno rovina l’avventura europea, ma il 3° posto, tornato pericolosissimamente in bilico fino a pochi istanti dalla fine del campionato, fa vedere il bicchiere mezzo pieno. Arrivare terzi dopo le cessioni degli unici campioni in rosa Ibra e T.Silva, con un rinnovamento radicale avvenuto repentinamente, è comunque un ottimo traguardo. El Shaarawy evita il tracollo a inizio anno, quando cala lui arriva Balotelli che rende ogni oltre più rosea previsione facendo impennare la squadra: una coppia così, pur da oliare, non ce l’ha nessuno. Constant come terzino è forte, non credevo. Col bravissimo De Sciglio il Milan pare aver risolto senza spese il problema degli esterni di difesa, cronico dai tempi di Cafù. Stra utile Pazzini. Montolivo promosso. De Jong rimandato ma non bocciato del tutto. Mexes con due gol pesantissimi (rovescissima contro l’Anderlecht e gol decisivo contro il Siena) nasconde gli imbarazzi difensivi (la concentrazione non è esattamente un opzional per un difensore), molto meglio il compare Zapata che va riscattato e affiancato da almeno un super centrale: Ogbonna pare il nome giusto. In mezzo se non si trova di meglio all’estero si provi a prendere l’ottimo Nainggolan. Che fare di Boateng? Se sta bene rende ancora come pochi ma forse è ora di tornare ad aver un trequartista classico, o meglio ancora, un’ala destra che completi il trio d’attacco. PS: privarsi di Allegri sarebbe una stronzata gigante.

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NAPOLI 8- Secondo posto meritatissimo e ampiamente soddisfacente. Il massimo che si potesse ottenere, nonostante un diverso andamento degli scontri diretti con la Juve sarebbe forse bastato a rendere più avvincente la lotta Scudetto. Azzecatissimo l’innesto di Berhami in mezzo, dove Hamsik oramai è leader da ogni punto di vista. Deludono i nuovi difensori, da Britos tornato dall’infortunio senza riuscire ad imporsi, a Rolando, quasi mai utilizzato. Benatia, che pare in arrivo, serve come il pane. Bene Armero, barattolino tuttofare, e Dzemaili, ispiratissimo. Insigne può fare di più, sbagliava di grosso chi già lo pensava più forte di Lavezzi. Un Cavani immenso (29 gol!) pare destinato ad andarsene: se veramente arrivano tutti e 63 i milioni di clausola … ok. Il Napoli non può permettersi di ripetere la scelta, all’epoca condivisibile, di puntare tutto sulla Champions a scapito del campionato: ora è una grande a tutti gli effetti e devi allestire una rosa profonda in ogni reparto. Al posto de El Matador ne servono due: un talento esplosivo (Muriel?) e un bomber pronto. Primi cenni di cedimento di Maggio e De Sanctics: servono rimpiazzi di qualità anche lì. Con quale allenatore? Difficile sostituire Mazzarri, spesso irritante ma  arci-fondamentale per i succesi partenopei. Vedrei bene Guidolin per garantire continuità tattica e valorizzare i nuovi talenti in arrivo, ma forse cambiare modulo dopo tanti anni può essere un bene e mi incuriosisce. Credo arriverà un grande nome: Benitez?

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PALERMO 3/4. Davvero triste la fine del Palermo, tradita dalle insopportabili follie di Zamparini che quest’anno ha superato se stesso. La squadra è stata costruita male e i continui e comici cambi di allenatore costretto alla resa. Il trio d’attacco potenzialmente fortissimo si è svegliato solo alla fine: Hernandez è sempre ai box (ma spero rimanga in A: Garrone, mi leggi?), Miccoli accusa il peso dell’età e ha fatto la differenze a intermittenza, Ilicic è tornato a fare sfracelli come nel girone d’andata del suo primo anno ma solo quando ormai la situazione era compromessa. Ha tradito perfino Sorrentino, solitamente inappuntabile. Ora ripartirei da Sannino: un campionato di B puà fare anche bene, importante sarà non sperperare il patrimonio di talento svendendo a prezzi non consoni i 3 0 4 giocatori che hanno mercato.

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PARMA 6/7. 10° posto e 50 punti sfiorati, miglior stagione della gestione Gherardi. Niente male davvero, anche se a un certo punto sembrava che si potesse puntare perfino a un miglior piazzamento. Ottimo lavoro di Donadoni che recicla, cambiando anche ruolo, giocatori che parevano finiti come Valdes e Gobbi. Paletta guida la difesa con sicurezza,  Amauri, pur ad intermittenza, fa la differenza. Migliora Biabiany ma il prospetto più interessante è di gran lunga Belfodil, calato alla distanza ma dal potenziale enorme. Nella prima parte sorprendono i gol del folletto Sansone. Per puntare all’Europa Leonardi deve inventarsi qualcosa sul mercato, come ha spesso fatto in passato.

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PESCARA  3+ Un tracollo annunciato ma che a un certo punto pareva scongiurabile. Via in estate e non rimpiazziate adeguatamente le 3 stelle della promozione – l’allenatore Zeman, il regista Verratti e il bomber Immobile – il prescelto Stroppa si è ritrovato tra le mani una rosa fragile fragile. Lascia dopo un terzo di campionato con il Pescara comunque vivo tanto che il suo successore Bergodi la trascina perfino fuori dalla zona calda tramite un paio di impensabili vittorie (quella sulla Fiorentina in trasferta su tutte). Poi giù in picchiata alla conquista di record negativi di ogni specie: il povero Bucchi, 3° allenatore della insensata stagione, colleziona figuracce a catena. Nel finale di stagione esordisce quantomeno qualche prospetto interessante da cui ripartire (con Zeman?). Il vero cruccio è non aver sfruttato al meglio i 3 talenti della squadra: Perin, Quintero e Weiss, eclissatisi nel grigio tutto intorno.

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ROMA 5+ La vittoria in coppa Italia contro la Lazio cambierebbe e di molto “l’umore” della stagione, ma non la sostanza: per il percorso Roma, il famoso proggetto, serviva trovare l’allenatore giusto e il piazzamento Champions, non vincere un’altra coppa Italia, che invece, ad esempio, fu molto importante per il Napoli lo scorso anno. Se poi arrivasse la sconfitta sarebbe una stagione del tutto fallimentare. Piange il cuore vedendo steccare Zeman, tradito dalla sua coggiutaggine in certe situazioni ma anche da scelte subite e da contingenze sfavorevoli. Andreazzoli in certe occasioni è parso confuso ben più del boemo, seppur sia riuscito a ridestare un minimo di speranze, poi vanificate da 2 sconfitte evitabilissime contro Chievo e Pescara. Il potenziale comunque rimane enorme, anzi è accresciuto: Marquinhos è forte forte e già è tra i primissmi difensori del campionato; del talento di Lamela si sapeva ma non ci si aspettava che potesse segnare così tanto; Destro è lì pronto ad  esplodere. Rimane il nodo Pjanic: o gli si affidano le chiavi della squadra responsabilizzando il suo grande talento (voto per questa opzione) o meglio lasciarlo andare dinanzi a offerte importanti visto che non riesce ancora ad incidere come dovrebbe. Che fare poi di De Rossi e Osvaldo? Forse ha senso – a malincuore -venderli entrambi – ma non in svendita -per scatenare Destro (pur ancora molto indietro a Osvaldo per freddezza sotto porta) e puntare su un centrocampista tipo Nainggolan, che sicuramente non renderebbe meno dell’ultimo De Rossi, ovvero il giocatore più pagato della Serie A. Nota di merito per Florenzi (ci avrei scommesso!), da confermare anche Castan (partito bene e poi un po’ persosi) e il sottovalutato Marquinho. Per Totti inutile sprecare aggettivi. Ah, l’allenatore… Bielsa intriga ma sarebbe un rischio troppo grosso, l’adattissimo Guidolin pare irremovibile nel non lasciare Udine… Mazzarri farebbe bene ma lo vedo meglio altrove… voto Allegri, sarebbe perfetto.

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SAMPDORIA 6+ Per vie oblique e impervie raggiunge l’obbiettivo della salvezza, cosi come, in mondo parimenti poco lineare, centrò la promozione l’anno passato. Esordisce sbancando San Siro e ottenendo tutti i primi 9 punti a disposizione. Mette poi  in fila 7 sconfitte e risorge nel derby. Ricade dopo poco. Cambia allenatore. Col nuovo parte a razzo, umilia la Juve vincendo in trasferta, in rimonta e con l’uomo in meno. Arriva fino al 10° posto per poi raccimolare 4 punti in 10 partite, salvandosi solo a 2 giornate dal termine. Chiude il campionato ribattendo la Juve! Nei due anni post retrocessione la Samp ha saputo risollevarsi, pur a fatica, riconquistando la categoria e confermandola. Segnale sconfortante: 6 allenatori cambiati in 3 anni, contro i 3 degli 8 anni precedenti, quelli del rimpianto Marotta. Dato confortante: la meglio gioventù blucerchiata che fece sfracelli in primavera è sbocciata coi grandi. Sorprende Krsticic in cabina di regia – suo il più bel gol dell’anno blucerchiato – si conferma straripante Obiang (ma tiri di più in porta!), esplode all’improvviso Icardi, che con ben 10 reti, seppur concentrate in poche partite, rende poco doloroso il flop di Maxi Lopez. Bene Eder e Sansone, da riscattare al volo. Romero più ombre che luci. Impensabile e bella la riscoperta di Palombo, rinato nell’inedito ruolo di centrale difensivo, a fianco di capitan Gastaldello, tornato ai suoi alti livelli. Nota di merito per De Silvestri, ignorato da Ferrara e poi decisivo nel 3-5-2 con cui è stata ridisegnata la squadra da Delio Rossi. Per ripartire importante la conferma dell’allenatore e i milioni incassati da Icardi, tanti (pare 13.5), forse perfino troppi. Ai saluti pure Poli, autore di 2 gol decisivi e di tante buone prestazioni: dispiace, poteva essere il capitano del domani. Consiglio a Garrone: tiri dritto con la politica dei giovani ma non si scordi che le grandi stagioni doriane di qualche anno fa nacquero da 2 eccezioni: gli esborsi fuori budget per il cartellino di Pazzini e per l’ingaggio di Cassano. A certe condizioni – reale volontà del giocatore, costi contenuti – il ritorno di quest’ultimo sarebbe la maniera più rapida per tornare competitivi, e i giovani attaccanti che agirebbero a suo fianco trarrebbero giovamento da i suoi assist deliziosi.

Serie A/Sampdoria-Pescara

SIENA 6 Ottimo lavoro sia di Cosmi che di Iachini. Eppur non è bastato dinanzi alla pesantissima penalizzazione di 6 punti e a un valore complessivo della rosa superiore solo a quello del Pescara e inferiore a quello di tutte le altre. Nel girone d’andata la sorpresa è il brasiliano Neto: la sua ricca cessione a gennaio insieme a quelle del giocatore più tecnico – l’involuto D’Agostino – e del bomber Calaiò, sembrano il viatico della resa. E invece Iachini prova a ripetere la remuntada effettuata in B con la Samp, e per poco non ci riesce, mettendo in piedi un 11 tutta corsa in cui spicca lo sconosciuto Emeghara. La beffa è che la corsa si è fermata sul più bello, quando il Siena era riuscito a strappare la quart’ultima posizione: rincorrere stanca.
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TORINO 6 Sfortunata in molte partite, si salva per il rotto della cuffia non arrivando nemmeno ai 40 punti. Ottimo il gioco proposto di Ventura ma meno spumeggiante di quello del suo Bari. Più che Ogbonna, comunque pronto per una grande e probabile partente, a brillare è Cerci, per la prima volta continuo: da tempo l’Italia non aveva un ala così tecnica e veloce. Ora serve un bomber che rimpiazzi il partente Bianchi, capocannoniere della squadra nonostante la tanta panchina, e un regista dai piedi ispirati. Ma la sensazione è che sotto la gestione Cairo difficilmente il tifo granata potrà ambire a traguardi importanti.

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UDINESE 8. Wow!!! 5° posto in travolgente rimonta, ennesimo capolavoro di Guidolin, 3a volta filata che supera la Lazio in volata in un testa a testa per l’Europa. Applusi alla sua decisione di rimanere, anche se mai come in questo momento molte grandi in fase di ricostruzione avrebbero bisogno di un maestro come lui per ripartire (Roma e Inter su tutte). Di Natale si supera di anno in anno e da quando ha avuto Muriel a suo fianco il potenziale offensivo bianconero è tornato dirompente dopo un anno di secca. Benatia e Danilo solidissimi come sempre (uno dei 2 pare destinato ad andarsene, probabile sia il primo), Brkic non vale Handanovic ma al di là di qualche gaffe pare bravo. Rendono come sempre Pinzi e Domizzi, sorprendono le nuove stelle Allan, Pereyra e Silva, che hanno ringalluzzito un centrocampo che appariva debole. Peccato non aver visto Cuadrado in questa squadra. In Europa dopo la beffissima contro il Braga, l’impresa in Europa Legue a Anfield impreziosisce la stagione ma aumenta al contempo il disappunto per non aver passato il turno perdendo 2 volte con lo Young Boys. Per il prossimo anno puntino forti sulle coppe, anche più che sul campionato dove sarà difficilissimo ripetersi: sarebbe bello vederli alzare la Coppa Italia, competizione su misura per l’Udinese ma stranamente amara ogni stagione.

Italy Serie A Soccerdi Francesco Spè

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13 risposte a Il pagellone del campionato di Seria A 2012/2013

  1. Nainggolan, no Naingollan!!!😀

  2. considerazioni (so che le stai aspettando)
    1- il 6/7 per Chievo e Parma è oltremodo eccessivo: Il Chievo è l’anticalcio e vederlo giocare richiede massicce dosi di Buscopan…il Parma ha avuto un rendimento esterno orrendo, raddrizzato solo in 3 delle ultime 4 trasferte, peraltro contro squadre come Siena (a un passo dalla matematica retrocessione), Cagliari (già salvo) e Palermo (ieri già retrocesso)
    2- il Genoa 5 e la Roma 5+??? il Grifo ha compiuto un quasi-disastro che sarebbe stato ancor più grave di quello del Palermo vista la qualità della rosa (almeno, a inizio stagione)…non oso immaginare se davvero tornasse DelNeri quello che potrà essere…sarebbe da maniaci dell’autolesionismo…Per la Roma, vero è che si doveva ambire ad altri traguardi a inizio stagione, ma il peccato originale fu Zeman!
    3- Fiorentina e Montella squadra e allenatore dell’anno (e detto da un gobbo come me…)

    • akaONir ha detto:

      Il chievo lo davo in B, fra l’altro ha un monte stupendio bassissimo (il terzultimo dietro le ultime 2 classificate). Ho sottolineato nel giudizio che non è spumeggiante come un tempo ma ha centrato una salvezza più tranquilla di altre squadre più attrezzate. Ero indeciso tra 6.5 e 6,7, ho voluto premiare con mezza tacca in più il rapporto possibilità economiche/piazzamento. Il Parma pure da 6,5 o 6/7, visto che è arrivata prima tra le non grandi (oltre Catania e Udinese che hanno fattto tutt’altro campionato e preso tutt’altro voto), ha spesso giocato bene e ha ottimizzato il valore della rosa. Se ha fatto tanti punti in casa e pochi in trasferta mi importa poco, che il calendario l’abbia aiutata nel finale può darsi, ma è stata brava a impegnarsi fino in fondo e migliorare la classifica che si era ingrigita nel momento negativo.
      Sulla Fiorentina che dire, pija male per la come è stata beffata (e pe mi padre), ma in EL spaccherà i culi e anche l’anno prossimo lotterà tra le prime.

      Ps: errata corrige, il voto finale della juve è 8,5, non avevo salvato l’ultima modifica.

      • akaONir ha detto:

        Ah ROma e Genoa … sul voto dei giallorossi argomento bene i perché nel post, non aggiungo altro. sugli odiati grifoni ci stava 4,5 invece di 5- hai ragione, forse sono stato fin troppo clemente, ho usato come metro di paragone la samp e un punto abbondante di differenza mi sembrava sufficiente, ma 4,5 sarebbe stato anche più in linea con il giudizio argomentato del voto stesso. Cmq mi sono rifatto mettendo solo per il genoa la foto di un fallaccio invece che di un esultanza o di un gesto tecnico a dimostrazione della pochezza della stagione😀

      • allora avrei da ridire anche su questo…oh, record di punti sfiorato, una squadra che gioca da due stagioni senza punte degne di questo appellativo, un abisso rifilato a tutte le altre…ok la campagna acquisti poco azzeccata, ok il doppio KO contro Samp (!) e Bayern (ma non so se ti rendi conto che cazzo di squadra sia il Bayern), ma come fai a mettere solo 8.5? Io sarò di parte,ma non si può valutare appena meglio di Napoli e Udinese!

  3. Fab (@j0hngr4dy) ha detto:

    La mia situazione è paradossale. Provengo da famiglia gobba, e bianconera è stata la mia educazione al calcio.
    La maturità mi ha portato a Cagliari e lo stadio mi ha fatto innamorare dei colori rossoblu. Poco da dire. Parliamo di campionato.
    Il Cagliari merita il suo 7 perché, non dimentichiamolo, ha avuto un inizio di stagione travagliato non soltanto per la questione stadio ma anche perché aveva Ficcadenti (aka “l’addetto al banco carni” secondo un forum di tifosi). Il suo anticalcio lo ricordiamo ancora con orrore. L’avvento di Pulez, allenatore-crasi, ha dato evidenza a quella che è evidentemente un’autogestione: se i risultati sono questi, nulla da dire.
    Ora c’è da risolvere la questione-stadio senza proseguire con questa linea del muro contro muro contro le istituzioni, senza sotterfugi e tubi innocenti montati come fossero il palco di una festa paesana. La piazza e il blasone del Cagliari meritano un degno teatro. La vicenda stadio ha spaccato già la tifoseria, un altro anno così sarebbe più che deprimente: potrebbe essere letale.
    Nota a margine. Sono nato in quel di Sassuolo e quindi il prossimo anno per me sarà doppiamente emozionante, perché quella neroverde è stata in assoluto la prima squadra vista dal vivo: epiche disfide contro Centese, Rovigo, Fidelis Andria, Cattolica viste in piedi a 7-8 anni sui gradoni in cemento del Ricci. Altro calcio, senza tornelli e coi bambini che entravano gratis. Non migliore di questo, s’intende. I bei tempi non sono mai esistiti.

  4. Commento solo la parte sul Napoli, essendo tifoso e quindi automaticamente antisportivo: l’8 ci sta, si poteva dare anche di più data l’eccezionalità dell’annata…secondo posto, champions league diretta, capocannoniere del campionato, miglior assistman, miglior attacco e seconda miglior difesa.
    Considerando l’inizio di campionato in cui giocavano ancora Aronica e Dossena, questo Napoli ha fatto più del massimo. Ora, col cuore affranto per la partenza sicura di Mazzarri, si pensa al futuro. Io spero che Cavani possa restare, ci credo ancora. Per quanto riguarda l’allenatore, mi permetto di essere in disaccordo con l’autore del post, non fosse altro per il vincolo parentale che lo lega al suggerito Guidolin. Mi piacerebbe dare un’immagine più europea alla squadra e al gioco del Napoli, dunque: Spalletti , Rafa Benitez, Mancini anche andrebbe bene, anche se di europeo ha ben poco. Il sogno? Jürgen Klopp.

    • akaONir ha detto:

      A Spalletti non avevo pensato, in effetti andrebbe bene quasi quanto mio zio Francesco Guidolin. ZIo Francesco al di là dei luoghi comuni appioppatigli tipo “non è un vincente” “non è adatto a una big” “Non ha le palle per tenere la piazza” è bravissimo e meritebbe un paloscenico del genere e mi parrebbe particolarmente adatto al progetto Napoli da vari punti di vista. Lo preferirei di gran lunga a Di Matteo ad esempio. I nomi che fai tu son tutti ottimi, e forse nemmeno così infattibili. Quello che penso arriverà però – benitez – è quello che mi convice di meno, anche se ammetto che quando quest’estate lo davanno addirittura alla Samp, pur senza credere che potesse arrivare sul serio, un pochetto mi gasai. Arrivò invece Ferrara aka la morte. Ecco, prendetevi Ciro che ha le palle e il cuore napoletano😀
      PS: Wm 3 a MCFUT dava per quasi certa la cessione di Gennaro, in effetti però se non c’è la squadra che sborsa i 63 milioni cash possibilità che rimanga ci sarebbero, ma la vedo dura, troppi top club ricchi cercano un centravanti come lui.

  5. Giorgio Luciferini ha detto:

    Non condivido i giudizi sul Boemo..
    Il calcio più bello della stagione è stato il Suo. Ricordo a titolo esemplificativo ma non esaustivo partite come Roma- Fiorentina, Roma- Milan e Inter Roma. Ne ricordate di più belle?
    Ha avuto la sfortuna di avere uno spogliatoio diviso tra fancazzisti coatti e veri professionisti: Tra i coatti fancazzisti vi erano giocatori della vecchia guardia come Derossimerda, alias capitan futuro (se nel futuro giocatori di 54 anni potranno continuare a esercitare la profesione di calciatore), che oltre a spaccare lo spogliatoio hanno messo la dirigenza (merdosa anch’essa) nella condizione di dover scegliere tra la linea dura del Boemo (e il Suo progetto) oppure cambiare tutto in nome di meno gradoni e allenamenti. E le basi per il progetto c’erano tutte.
    Se solo avesse avuto un portiere perdio…… Steckelemburg a inizio campionato faceva vomitare, Goigoichea (per carità scoperta Sua) lo ha condannato al definitivo esonero con quella cappellazza che ancora mi sogno la notte…
    Non posso poi dimenticare i talenti scoperti anche quest’anno, giocatori che diventeranno fuoriclasse, e il restailing operato sul Pupone ( il quale lo ha ringraziato pubblicamente per averlo fatto ringiovanire di 5 anni).
    In definitiva la Roma quando girava (fino a metà gennaio) girava alla grandissima.
    Poi è arrivato Andreazzoli che non ha fatto altro che cogliere i frutti del lavoro del Boemo dando meno spettacolarità al gioco in nome del maggiore equilibrio che secondo me c’è stato fino a un certo punto….ha ritrovato un portiere e reinserito Derossimerda al posto di Tachtsidis (unica cosa che non ho capito del Boemo, ma comunque c’ha ragione Lui), ma in definitiva ha campato delle perle del Pupone..

  6. akaONir ha detto:

    Anche a me nei picchi entusiasmava molto di più la Roma del boemo – io lo sognavo per la mia Samp e Garrone prima che piombasse la Roma ci stava seriamente pensando – che quella di Andreazzoli, anche se dire “fino a gennaio girava benissimo” mi pare eccessivo. Mi è parso rigido nella gestione di De rossi e pjanic e dei portieri ma ha valorizzato Lamela e fatto esordire subito Marquinhos (non so quanti lo avrebbero fatto alla 1a di campionato). Su Totti pure ha avuto ragione a vari livelli, anche se non attribuirei solo a lui i meriti della grande stagione. Forse ZZ è rimasto schiacciato dal suo personaggio. Allegri farà bene.

    • Giorgio Luciferini ha detto:

      Si forse è merito anche della dieta..da un’intervista del 20 marzo «Sto in queste condizioni perché mi sono comportato sempre da professionista. Poi è normale ci siano annate migliori o peggiori, ma nessuno si aspettava di trovarmi così. È merito di Zeman e della dieta. Non posso più mangiare come a 20 anni». ..
      Con De rossi cosa avrebbe dovuto fare? Un pezzo di cane che prima voleva andarsene poi è restato per lamentarsi degli allenamenti e spaccare lo spogliatoio…uguale pjanic che dopo il gestaccio al mister contro la lazio sarebbe dovuto andare a spiegare rotaie con il sedere in siberia….che giocatori sono questi? Altro discorso per i portieri: all’inizio steckelemburg era imbarazzante, poi si è fatto male ed è subentrato quel paracarro di goigoichea…che due o tre partite buone le aveva pure fatte (nel mentre si parlava della cessione di steckelemburg..) e li è sfiga: dai continuità a un portiere che poi ti tradisce lanciando la palla nella tua porta….per quanto riguarda il personaggio, che vuoi dire? Lui è sempre stato così, non ha mai mentito, è e rimarrà quello che dice le cose come stanno anche in una piazza come quella di Roma che non perdona nulla…la società era distante anni luce dal tecnico, forse non ci ha mai creduto veramente…

  7. bocma ha detto:

    in queste ore frustranti e convulse difficile essere lucidi.
    strattonato dal buon aka, mi affido a chi la lucidità prova a mantenerla:
    L’unica colpa di Strama @fabbricainter
    http://www.fabbricainter.com/2013/05/24/lunica-colpa-di-strama/

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