Hollywood Party

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Location: Museion

Le feste di settore sono l’occasione perfetta per misurare la temperatura corporea di una società. A Bolzano il nuovo settore trainante dell’economia culturale è il cinema. Tramontata l’era non particolarmente felice dell’arte contemporanea l’illuminata amministrazione provinciale ha deciso di buttarsi nel rutilante mondo der cinema.

“La più grande film commision dai tempi de Marconi” parafrasando il claim di Hollywood Party. Così da un giorno all’altro se semo riempiti de romani de Rrrreoooomaaaa che pare de stà a Portonaccio e invece semo ancora in centro a BBolzano. ‘tacci sua…

Comunque sto divagando perché il topic di questo post sul nostro blog sempre più up to date è l’ultima festa di BLS, l’azienda che in Arto Adige gioca il ruolo di film commission.

Insomma io col mondo del cinema non ci ho mica tanto a che fare, però siccome c’era un amico che stava alla festa ho deciso di andare lo stesso. Anche perché a questo amico non lo vedevo da un po’.

Arrivo alla location mentre dal cielo cominciano a piovere palle di ferro. L’atmosfera è ferale e l’oscurità della notte è rotta solo da lampi lontani. Fa freddo, ma io ho sudato copiosamente sulla bici. Decido pertanto di acclimatarmi fuori dalla porta e mentre sto annusando che aria tira – zum zum zuzum – mi trovo davanti il faccione di un compagno di Rotta.

Il nostro sgrana gli occhi, sfodera un sorriso a 30 denti e afferma deciso “finalmente una faccia amica”; “all’anima de li mortacci vostra” penso mentre saluto l’amico.

Una cosa che mi colpisce sempre di queste feste è il mix tra personaggi alquanto seri, vestiti coi canoni di un’eleganza che oscilla tra il colto e l’hipster, e personaggi faceti, vestiti casual (alcuni casul che più casual non si può).

Io appartengo alla seconda categoria ché tanto son lì per salutare, bere due bicchieri a gratis, sgranocchiare due patatine e poi fuggire al pub per una stout come si deve. Un piano perfetto. Che non andrà a buon fine.

In ogni caso, nel tempo che resto alla festa, mi accorgo di alcune cose tra cui, in ordine sparso: l’insensatezza di avere un DJ se lo si fa suonare a un volume ridicolmente basso (anche se a un certo punto un gruppetto d’arditi accenna a un passo di danza per poi capire di star sfiorando il risibile); la scortesia della cameriera del catering che si è ostinata a servirmi sempre per ultimo; la straordinaria uniformità di qualsiasi discorso orecchiato qua e là tra i vari capannelli.

In ogni caso tra una provolata dell’attore famoso ivi presente e un deliro sull’imprenditoria la serata scorre tranquilla fino alla sua logica conclusione. Il bicchiere della staffa mi accompagna tra le dolci braccia di Morfeo.

Informazioni su El_Pinta

Semiologo dilettante, spettatore ostinato, saggista crossmediale, teorico poststrutturalista.
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