L’amico a 5 Stelle

Passi Fo, pure Benni, perfino Bifo (argh!). Ma Johnny no, cazzo! Johnny è il mio bibliotecario di strafiducia. Ne sa a pacchi di libri, politica, musica, e poi mi fa tanto ridere, sopratutto quando prende per il culo il prossimo suo. Ci lavorai insieme per qualche mese durante un tirocinio universitario in un periodo ameno della mia vita. Bei tempi andati.
Il pomeriggio del lunedì elettorale sono andato a trovarlo a lavoro per chiedergli dritte in vista di un colloquio alla biblioteca “rivale” (ndr: mentre scrivo queste righe ho appena saputo il simpatico esito) e per fare due chiacchiere come non le facevamo da un po’. Mi dice che da venti giorni la sua famiglia si è allargata. Dopo Matteo, ormai quattrenne, è arrivato Nicu! Sorpreso, lo abbraccio, la notizia mi ha fatto davvero piacere. Ma non è l’unica rivelazione sconvolgente del pomeriggio. Sono le 15,15, le urne si sono chiuse da un quarto d’ora. Gli faccio: «daje Jo, vedi su Internet se già se sa qualcosa, facimoce du risate co l’exit pool … a proposito, per chi hai votato alla fine?». «Movimento 5 stelle».

«Cazzo dici Jo?». «Certo. Convintissimo». Johnny parte sparato con la sua argomentazione. «Questa è na rivoluzione Francè. Na cosa così grossa, na volta pe falla ce volevano le pistole. Pija na fracca de voti, può pure vigne, damme retta. No sta a sentì chi dice che so’ mezzi fascisti. Tutte cazzate. Manna tutti a casa. In Parlamento ce andrà la gente normale, come me, come te». Basito, ribatto, anche se mi accorgo subito che le mie osservazioni pur articolate e convinte non hanno l’efficacia del suo sfogo, quantomeno nei confronti del nostro unico uditore, un utente venuto a prendere in prestito Murakami che pur rimanendo in silenzio lascia trapelare da sorrisetti e smorfie la voglia di applaudire sguaitamente Johnny e darmi dell’intelletualolide paranoico. Non mi demoralizzo e  continuo a parlare delle retoriche destrorse utilizzate da Grillo, dei simulacri di partecipazione che imbastisce, della pochezza argomentativa dei grillini in cui mi sono imbattuto, della ridicolaggine del *non statuto*, delle cialtronerie di ReteSpalla GianRoberto …

ReteSpalla Casaleggio

Makkox, da Il cappuccio

Johnny mi fa: «Stamattina su La7 faceva discorsi simili un tizio che ha scritto un libro su Grillo, un calabrese». «Ma chi, Giuliano Santoro? Ahah! Jimmy ormai è amico mio, lo chiamammo l’anno scorso per il 25 aprile, trovi pure la registrazione sul blog di Sciarada e su Giap, che venne pure Wu Ming 2». «Ancora sti Wu Ming?😀 (nrd: Johnny li apprezza e adora Asce di Guerra). A proposito, è venuto uno a pijasse in prestito la tesi tua un par de mesi fa, ancora non l’ha riportata». Bene! Se te la leggevi pure tu la tesi, capivi come Grillo utilizza la rete, c’era il paragrafetto apposito:P». «Faccio comprà subito alla biblioteca il libro di Santoro, ma guarda che lo so già che Grillo è una merda, che te pare. Non lo sopporto manco io. Ma è quello che serve. Pe azzera tutto e ripartì. Deve destabilizza sto sistema partitico, da na svegliata alla sinistra. E certe battaglie le porta avanti solo il suo movimento, purtroppo». La posizione di Johnny che pareva esaltata e acritica nello sbrocco iniziale, in questa versione riveduta e corretta risulta meno folle e grossomodo in linea con il taglio di molte riflessioni movimentiste che ho letto nei giorni post elezioni, alcune pure condivisibili, altre molto meno.

Intanto su Repubblica.it leggiamo gli exit poll: centrosinistra verso una vittoria abbastanza tranquilla, Grillo intorno al 19%. «Non me fido, vedrai che pija de più. Il Pd è capace de non vince manco sta volta». «In effetti se lo meriterebbe» gli rispondo. Ritrovo un pizzico di complicità con Johnny infierendo sulla pochezza del progetto questurino di Ingroia e lascio la biblioteca quando i primi dati reali che avrebbero stavolto il quadro e dato ragione al vaticinio del mio amico a 5 stelle non erano ancora usciti.  Con lui non ho più parlato, lo farò presto, curioso di sapere quello che pensa della situazione che si è venuta a creare. Anche se a dire il vero il grillocentrismo dei discorsi in socialnetwork, tg, talk, giornali, librerie, blog, bar, bus … sta dando la nausea anche a me.

Eppure reputo che lo sforzo di capire il fenomeno Grillo nella sua complessità, provare a individuare le tossine insite nel Movimento 5 stelle e smascherarne la natura reazionaria, sia necessario ed urgente, proprio per l’ingannevole patina rivoluzionaria di cui ama rivestirsi. Tutto ciò ha poco a che vedere con certo antiberlusconismo compulsivo, “evidente” e vuoto, che dura da vent’anni.

Ho sempre odiato il tono disfattista di chi non riesce mai a vedere spiragli positivi, di chi tifa contro a prescindere pronto a dire “ve lo aveto detto”. Ma il fatto è che questo *movimento pappa* che ho schivato e schifato fin dall’inizio «non è la soluzione ma solo una mutazione genetica del problema» come recita la quarta di copertina di Un Grillo qualunque. Perché “i mezzi cambiano il fine”. E perché non sono nemmeno convinto che i fini del Movimento – quantomeno quello dei suoi capi che ne dettano la linea in maniera autoritaria – siano comuni a quelli dei movimenti  in cui – nonostante tutti gli sbagli commessi e le occasioni perse, io continuo a riconoscermi.

Stupisce (o forse no) che taluni poco fini analisti politici (absit invidia verbo) dicano oggi che «Grillo è riuscito a fare quello che non siamo riusciti a fare noi»: quello che Grillo ha fatto noi non siamo riusciti a farlo perché quello che volevamo, e non siamo riusciti a fare finora, era cosa ben diversa da quella che Grillo ha fatto e fa. Realizzare nel concreto delle lotte, sul terreno del lavoro vivo, della precarizzazione, dell’ambiente e del diritto alla vita e alla salute, su quello dei commons e del comune significa – non può significare altro che – confliggere non solo, ma anche con i disegni di Grillo, creando nel concreto le condizioni perché le contraddizioni, i non detti, le ambiguità e le esplicite inclinazioni reazionarie esplodano. Impedire la saldatura della imprenditorialità ex-leghista, del ceto medio in cerca di ricollocazione politica, con il precariato, cognitivo e non, che costituisce il corpo di questo movimento, di dimensioni spropositatamente ridotte rispetto al suo elettorato – dunque desideroso di nuove inclusioni e ibridazioni. E che il pope Gapon, una volta di più, s’impicchi! (Girolamo De Michele, L’inverno del nostro scontento)

Informazioni su akaONir

di rap, fùtbol, archivi e altre storie
Questa voce è stata pubblicata in Attualità, Politica e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a L’amico a 5 Stelle

  1. che palle! ma il fatto che c’è gente, come bifo e come il tuo johnny che interpreta le cose in modo diverso non ti fa scattare niente no?no, no, noi del movimento vero, altro che stelle e stellette, lo sappiamo come sono le cose veramente, cosa si nasconde dietro qualunque cosa, e giù a botta di fascisti, reazionari, casapoundisti, anarco capitalisti (quest’ultima considerazione/accusa pure fondata ma potrebbe non essere il male peggiore). e non ho votato, non ho votato ne grillo ne nessun altro prima che mi rispondete: stronza grillina che non accetti le critiche. non me ne frega niente di grillo, mi frega il fatto che il movimento mio che è lo stesso tuo, si accartoccia su se stesso alla ricerca del male più attuale da debellare, piuttosto che fare.
    cazzo, dicevamo ieri con un’amica, sono anni che si fa san precario, che si lotta e si chiede che qualcuno ascolti l’idea del sussidio di cittadinanza, in uno scenario in cui i politici nemmeno la pronunciano la parola “precario” e questi parlano di reddito di cittadinanza, ma a te proprio niente ti frega?perchè a me mi farebbe davvero comodo se riuscissero a fare dei passi avanti su questo punto, visto che una vera precaria lo sono, senza la casa di mamma e papà su cui fare affidamento. proprio con culo scoperto sono io. e invece niente ci frega, perché sono fascisti e reazionari?
    non ci sono ricette buone per tutti, non si cambia il mondo urlando fascista, bisogna fare sul serio stavolta, ma non solo tra noi, pure in mezzo agli altri. a me, che gli eletti di un movimento che andranno al parlamento e al senato, si incontrino in assemblea, seduti a terra e si conoscano e presentino, mi piace. sarò reazionaria, ma me piace, e mi fa uno strano effetto. e non sto dicendo che tutto è bello e entusiasmante, ma l’aver cooptato modalità, reti, atteggiamente e anche battaglie dal movimento dovrebbe essere un motivo per stargli addosso e pretendere che le cose che ci interessano e per le quali ci battiamo da sempre, siano fatte per davvero e nella maniera più aderente a quello che vogliamo. a me non me ne frega un cazzo di chi le firma. con amore

    • akaONir ha detto:

      Questo non voleva essere il solito post paranoico contro Grillo nè chissà quale analisi iper argomentata sulle pochezze dei 5 stelle, nè tantomeno una difesa a spada tratta dai movimenti. Ho usato il racconto di quel pomeriggio con un mio amico per riflettere su alcune delle possibili ragioni dietro una scelta di questo genere: lo sbrocco iniziale mi ha sorpreso e spiazzato perché pareva esaltato e acritico, discorsi così li ho sentiti pronunciare tante volte da altri ma non mi aspettavo di sentirli da lui, un sorta di fratello maggiore di quelli che ti spronano a vedere a fondo le cose e a non farti fregare dalle apparenze. Ecco il punto per me è proprio questo: quello di Grillo è un movimento molto sfaccettato e se lo si analizza superficialmente può apparire per quello che non è. Per questo disamine approfondite che scavano dentro e ne individuino le caratteristiche e le tattiche sono importanti. CHe urlargli fascista ogni volta che sbraita sia stupido siamo d’accordo, che molte critiche a Grillo siano strumentali e fini a se stesse pure, ma individuarne tic autoritari, vedere bene cosa dice Grillo nei confronti di tematiche come l’immigrazione, e non stare zitti se una deputata fa dichiarazioni aberranti sul fascismo, è un’altra cosa, e va fatta. Ben vengano libri come quello di Santoro o riflessioni come quelle di Mazzetta, Wu Ming, Girolamo De Michele … anche se non si è d’accordo con tutto innescano riflessioni e dubbi. Così come serve altrettanto criticare queste analisi qualora le si ritengano inesatte a patto che si controbatte con qualcosa di più sensato del del solito “e allora il pd” (ad esempio le tue obiezioni sull’accusa di anarcocapitalismo mi interesserebbero, è un aspetto che pure io vedo poco chiaro, anche per ignoranza).

      Nel corso della chiacchierata col mio amico, come cerco di spiegare nel post, è emersa una posizione invece molto piu condivisibile rispetto al suo discorso iniziale: “Grillo e Casaleggio non li sopporto, il loro movimento è pieno di cose che non mi piacciono, detto questo un successo elettorale dei 5 stelle può scombinare i quadri e portare giovamento”. Può essere. Penso perfino che l’improbabilissmo accordo Pd-5 stelle troverebbe un punto d’incontro nelle posizioni di sinistra all’interno delle due forze (cioè renderebbe più di sinistra il pd e limirebbe le derive destrorse dei 5stelle su altri temi). L’altro giorno fantapoliticavo con la mia ragazza: “pensa se si alleano e il centro sinistra chiede al 5 stelle di rividere le proprie posizioni sull’immigrazione e Grillo gli risponde di sì a patto che la Tav non si faccia”. Ma non andrà così e se il prossimo candidato del pd sarà Renzi (argh!) l’unico risultato nel centrosinistra sarà il riaprirsi ancora di più a posizioni neoliberiste, “leggendo” il successo di Grillo non come voglia di radicalità ma semplicente come trionfo del discorso anticasta.

      Ma comunque leggere il risultato elettorale tutto in chiave pd-centrica sarebbe ridicolo, il vero nodo della questione lo tocca manolo_loop. nel post linko un suo intervento (clicca su “alcune condivisibili”). Ti riporto la parte finale:

      “A mio modesto parere si aprono spazi enormi nei quali piantare semi di rivolta, ma dovremmo farlo partendo da quello che possiamo fare noi, non da quello che farà Grillo e i suoi “followers”, tanti dei quali sono leghisti, fascisti giustizialisti e ultraliberisti. La riflessione dunque deve partire da uno sguardo in avanti, per concretizzare e mettere in pratica quella “democrazia liquida” che non ha bisogno di un Caudillo per esprimersi e trovare spazio. Il sasso (o meglio il masso) nello stagno è stato lanciato. Noi che famo? Continuiamo a lanciare strali a destra e a manca o riprendiamo in mano il bandolo della matassa? Spero che fra i tanti compagni “indignati” dal successo di Grillo partano suggerimenti concreti per riprenderci ciò che è nostro. Con ogni corpo e media necessario. daje!”.

      Penso solo che sottolineare le differenze tra Grillo e le lotte dei movimenti, per mezzi e in parte per fini, non significhi necessariamente essere disfattisti, e che nei confronti dei 5 stelle occorra tenere un atteggiamento al contempo critico e diffidente (perché purtroppo danno molto di che diffidare) e propositivo.

      Ricito pure Wu Ming, il cui discorso mi pare spesso venga travisato o quantomeno non letto nella sua completezza:

      “E’ doveroso incalzarli sulle loro contraddizioni, facendo esempi esempi esempi, chiudendo loro le scappatoie e prevenendo l’uso di formulette standardizzate. E’ necessario farlo, per incrinare la facciata del “feticismo digitale” grillino e rivelare il “doppio” verticistico e autoritario di quella che chiamano “democrazia diretta”, che in realtà sarebbe tutt’altra cosa. Solo così, scegliendo non l’accondiscendenza ma la schiettezza, faremo un favore alle tante persone che hanno scelto il M5S credendo in un cambiamento democratico etc. Bisogna far notare che tra quel che Grillo dice e quel che Grillo fa c’è di mezzo un mare, e non è attraversabile a nuoto”.

  2. emmapretti ha detto:

    Concordo in linea di massima col tuo post, che però si presenta troppo lungo, confuso e ” romanesco” per sviluppare vere argomentazioni ( p.esempio: davvero un bibliotecario parla come il tuo amico Johnny? Se è così il M5S farà una marcia trionfale…! )

    • akaONir ha detto:

      Troppo lungo non direi, confuso ti dò ragione. Lo sono del resto dinanzi a un movimento così complesso anche se su certi punti penso di avere le idee chiare. Comunque spiego meglio l’intento di questo post nella risposta a @donasonica. PS: Attenzione, non è romanesco, è maceratese, purtroppo in molti confondono per la tendenza a troncare le parole allo stesso modo. Ti assicuro che dal vivo si nota la differenza, e che molte espressioni sono proprio diverse🙂. E si, io e johnny tra di noi, parliamo in dialetto spinto, mi pareva triste tradurre in italiano i dialoghi😀

  3. emmapretti ha detto:

    Il m5s è, a mio parere, è un’espressione di rivolta contenuta ancora in confini legali, per questo può essere pericolosa, emotiva, male indirizzata, ma ha una sua logica – esprime esasperazione.
    L’esasperazione non elabora programmi.
    Ciao🙂

  4. kappazeta ha detto:

    Devo ammettere che, nonostante la bussola necessaria della analisi di Giuliano Santoro e di Wu Ming, davanti alla situazione attuale tendo a restare senza parole. Credo di potermi definire “allegramente fatalista”. Gli scenari plausibili sono tanti e vanno da quelli più positivi – incalzare il M5S da sinistra e far passare certe battaglie – a quelli distopici preconizzati da Casaleggio. Il problema della leadership del M5S è sicuramente una delle prime contraddizioni che deve essere risolta. Il come potrebbe comportare dei problemi. Di sicuro il sasso è stato lanciato, a giudicare non solo dalla crisi dei partiti (anche se il Pd non sembra aver ancora capito nulla dal risultato elettorale – e non stupisce) ma anche da quello che sta succedendo in tutto il mondo della sinistra e dei movimenti. Che questo possa essere un incentivo a trovare delle soluzioni realmente di sinistra e realmente adeguate ai tempi che viviamo è una speranza. Mi sembra di percepire voglia di rimettercisi, di riorganizzarsi, di creare nuovi percorsi. Ce la faremo?

  5. El_Pinta ha detto:

    Sinceramente io non capisco una cosa del ragionamento che fa donasonica e che ho sentito fare a molti. Ovvero, sintetizzando con l’accetta, “se Grillo ci fa il reddito di cittadinanza perché noi (collettivo, movimento, ecc.) che abbiamo lottato e lottiamo da anni per averlo dovremmo sputarci sopra solo perché ci sono aspetti che non ci piacciono nel modo di organizzare il movimento”.
    Questo relativismo a cosa ci porta? Io comprendo l’argomentazione ma i mezzi cambiano dannatamente il fine.
    Che reddito di cittadinanza possiamo avere facendo sponda a un movimento che non ha mai fatto mistero delle sue posizioni antisindacali? Che reddito di cittadinanza sarà se lo facciamo con un movimento che ha dichiarato di voler abolire l’art.18? Che dichiara di voler eliminare gli stipendi pubblici e le pensioni?
    Possiamo pensare davvero che quella proposta sia valida, al di là di tutto questo? Perché se è così allora ci sono buone idee anche nei programmi di Casa Pound, basta sfrondarli dalle incrostazioni razziste e dettagli del genre. Ma se cominciamo a ragionare così franiamo miseramente, purtroppo.

    • donasonica ha detto:

      leggo solo ora, sono felice di rispondere e magari riavviare un confronto. a proposito del reddito, al momento, parlo dal punto di vista personale, ma anche per molte persone come me: non mi frega chi lo fa, basta che lo si faccia. questo per ragione concrete, e non filosofiche. poi con un reddito di cittadinanza, con la sicurezza che io non ho di arrivare non dico a fine mese, ma quasi, possiamo discutere di tutto. io credo che molto del nostro movimento abbia dimenticato la realtà e la urgenza di certe necessità, è vero che i mezzi cambiano il fine, ma il fine a volte è più urgente della discussione dei mezzi, Poi io non sto accetando acriticamente chiunque proponga o porti avanti una lotta che condivido o/e che mi aiuterebbe a vivere meglio la mai condizione, mi sembra che franiamo a ragionare così, risolvendo tutto in questa negazione. Non ho alcuna idea chiara, riguardo il movimento 5 stelle, non ho votato per loro (ne per nessun altro) sto solo elaborando un’idea, quindi non ho certezze o verità da svelare. quello che so è che in questo momento c’è bisogno di concretizzare delle cose che noi, come movimento, non possiamo fare da un punto di vista istituzionale/realizzabile (non so come dire, possiamo battagliare, possiamo manifestare, possiamo criticare, possiamo distruggere/creare/proporre, ma non siamo in grado di cambiare la realtà concreta, attualmente) e io e molti come me, ora ne abbiamo maledettamente bisogno.

  6. akaONir ha detto:

    Ieri mi sono imbattuto in un’analisi davvero accurata e ricca di spunti http://idadominijanni.wordpress.com/2013/03/13/quattro-punti-sul-m5s/. Riporto la parte finale, che approfondisce alcuni punti emersi dal post e dalla discussione in calce:

    “Quando le cose che abbiamo desiderato si presentano con un segno rovesciato rispetto a quello che avevamo pensato, c’è poco da cantare vittoria e molto da riflettere, autocriticamente, sul nostro deficit di capacità egemonica. Per questo non mi convincono i salti di gioia per la composizione di classe, la critica della rappresentanza, la democrazia diretta e gli effetti di ingovernabilità del M5S. Che esso incorpori punti programmatici e istanze dei movimenti non significa che noi avevamo visto giusto e che Grillo lavora per facilitarci il compito: significa che noi non abbiamo saputo dare a questi punti e a queste istanze una carica egemonica, e che su questo deficit si è infilata la loro trascrizione grillina. Anche questo è già successo, con la trascrizione berlusconiana neoliberista delle istanze di libertà del 68 e del femminismo, e sappiamo com’è andata a finire: per dirne una, con la libertà delle donne di vendersi al mercato del sesso e al mercatino del bunga bunga. Forse è più adeguato puntare sul seguente ossimoro: prendere sul serio l’elemento comico del personaggio Grillo. Forse la sua vera forza destituente sta qui, nel portare all’estremo paradossi e parossismi in cui la politica tradizionale e la democrazia rappresentativa si sono infilate da sole. Si chiama pratica della parodia, e non è poi tanto strano che sia l’unica efficace contro una politica ridottasi alla parodia di se stessa”.

  7. akaONir ha detto:

    Per quel che vale, Johnny s’e rinsavito. Stamane è stato divertente sentirlo perculare Crimi.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...