Note sparse sul rap italiano

di Francesco Spè

Non è hardcore o commerciale, è che sulla strumentale ce vai male (cit.)

Il rap veloce è meglio.

Sei un rapper, la scelta delle parole è fondamentale, il messaggio che lanci pure. Dico a te, che ripeti “frocio” e “puttana” in loop e alla cazzo sgualcendo il tuo talento.

Fin da bimbo tendevo a skippare i ritornelli per sentirmi le strofe. Sono proprio un b-boy fiero!

No, è che i ritornelli dei pezzi rap italiani di solito fanno pena. Quando sono ascoltabili, me li godo volentieri.

Fabri Fibra non mi interessa

Zulu è un treno, ma la mia preferita era Meg. E comunque dei 99 posse sentivo “mie” solo poche canzoni.

Ensi in freestyle spaventa, ma mo’ mi sento il disco nuovo da solista e poi vi dico quanto vale.

Kiave è bravo ma non mi convince.

Stokka & Mudbuddy hanno il mio tifo.

Paura o Clementino? Uhm … Paura!

Caparezza ha creato cose simpatiche ma tendenzialmente mi infastidisce

I Truce boyz sono la merda, Noyz comunque sa reppare.

Il più bravo è l’aka Danno.

Non si snobbi Masito. Preciso e potente.

Dai, Er Piotta è simpatico.

Studente rappuso di facoltà amena, convinci un tuo prof giovine e dinamico ad appoggiarti una tesi sul flow di Kaos!

“Mi Fist” fu una bomba a mano, ma intuii subito che i Club Dogo non erano compagni, il che, per il mio orecchio, non è necessariamente un peccato mortale.

“Penna Capitale” bel disco, nel complesso.

Il flow di Guè Pequeno mi ha sempre colpito.  Ascolto volentieri alcune sue strofe, anche recenti. Per altre sue “mosse” provo profondo imbarazzo.

Fame è un rullo.

Quanto è piccoso Esa!

Joe Cassano? Big up!

Inoki è un cretino. Prometteva bene.

Sono sinceramente convinto che tua nonna con una settimana di allenamento sarebbe in grado di sfornare una strofa rap meno imbarazzante di quelle di Rude mc (il secco dei Flaminio Maphia).

Giocherei i miei due cents su Rancore. Vi avverto che 3 o 4 anni fa li giocai su Marracash.

Alcuni giochi di parole di Marracash sono stilosi, lo stesso vale per Mistaman. Ma non bastano per renderli grandi rapper.

Luca Militant A è compagno vero. Lo si sa.

La perla degli Assalti Frontali è “Banditi”, l’unico disco con una major.

Da ragazzetto ho sentito così tante volte e con tanta sincera fotta “Cosi com’è” che non potrei mai volere male a J-ax. Nonostante tutto.

Non provo imbarazzo alcuno nel dire che, cinquenne (o giù di lì),  bigiavo l’asilo con la complicità di mia nonna per rimanere a casa a zompare sulle note de “La mia moto” (cassetta) di Lorenzo Jovanotti Cherebuni. Indossavo un cappelino rosso con scritto Yo. Al contrario.

A Frankie hi nrg perdono tutto (quasi) ma ancora mi perplimo se ripenso che osò dire: “Se si mettesse a reppare, Cristicchi sarebbe un grande mc”.

Daniele Silvestri sì che sarebbe un bravo mc. Forse.

Un giorno uscirà davvero il nuovo del Colle, vedrete.

Si, SXM è il più grande disco hip hop italiano mai concepito.

Gruff, Deda e Neffa insieme e all’apice. Rendiamoci conto.

Gruff se la tira un tot. Ne ha ben donde.

Informazioni su akaONir

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7 risposte a Note sparse sul rap italiano

  1. Martinika ha detto:

    La pina, mia zia.

  2. joemarto ha detto:

    si, ma…Matt er Negretto e Er Costa do i mettimo???

  3. joemarto ha detto:

    L’evoluzione del rap in Italia mi da il voltastomaco…come, sempre, per fortuna, c’è qualcosa di nicchia che si ascolta sempre con piacere.
    Da bimbo ascoltavo quasi solo i rit., ma anche grazie a te ho allargato le mie vedute.
    Fibra mi interessava, e ammetto che a volte lo riascolto con divertimento.
    Non più di una settimana fa ho ascoltato un paio di pezzi nuovi di Ensi e non sono niente male…da approfondire.
    Stokka e Mad, oltre Ghetto Blaster c’è di più?
    Nell’Olimpo il Colle e Kaos.
    Piotta lo lasciamo per le serate trash…alla fine è simpatico.
    I Dogo li apprezzo…per qlke loro videoclip😉
    Inoki…erano i tempi!
    Fra, spero per te che quel cappellino rosso con la scritta YO! ce l’abbia ancora conservato da qualche parte!
    Che fine ha fatto Mistaman? E il Lato Oscuro della Costa???
    Per il disco nuovo del Colle, è più facile che la Roma vinca prima il suo terzo scudetto.

  4. menoned ha detto:

    la citazione d’apertura e’ sbagliata: “hardcore o commerciale”😉

    • akaONir ha detto:

      ma certo che è “commerciale”! Era non solo inizio ma anche centro del pezzo la rinuncia della dicotomia commerciale/ hardcore. Che ci entrava “strumentale”? Poveri lettori disorientati. Come ho fatto a non accorgermi della gaffe avendo riletto varie volte? Me misero, me tapino, me distratto. Grazie Menomed😉

  5. Ginola (@Ginola_) ha detto:

    Spinto da akaONir, vinco la mia proverbiale pigrizia e la mancanza di tempo e scrivo il mio primo commento sulla “Rotta”, pur seguendo il blog e alcuni di voi su Twitter da tempo.
    Sono un classe ’81, ho iniziato ad ascoltare rap nella prima metà dei ’90 e sono cresciuto con i vari LouX, Colle, Sangue Misto, Kaos, Assalti, OTR, Cor Veleno. Ero uno di quelli che si registrava le puntate di “One-Two, One-Two” (a proposito la sigla di Neffa spacca sempre), all’epoca uno dei pochi modi per un ragazzo di provincia di ascoltare le ultime novità dal mondo del rap. Ancora oggi mi informo sulle uscite hh italiane e fremo per ascoltare le rare robe nuove della cosiddetta “vecchia scuola” che fortunatamente continua a produrre rap (a proposito, grazie agli OTR per questo: http://youtu.be/7oiomJxl6uw e daje Colle per il nuovo disco).
    Difficilmente mi hanno entusiasmato dischi rap della nuova o nuovissima scuola. Il primo disco dei Co’ Sang è uno di questi, anche se come è capitato ad akaONir per i Dogo, avevo il sentore che ben presto sarebbe andato tutto a puttane (e così è stato http://youtu.be/RtkzCM3vbo4 ).
    I Dogo di “Mi fist” spaccano, in “Penna Capitale” già mi convincono meno, con “Vile Denaro” li ho completamente abbandonati.
    Della scena napoletana mi piacciono i Sangue Mostro (Cenzou+Ekspo+Zin), mentre mi entusiasmano ben poco Clementino e Paura. Non so voi, ma i virtuosi del freestyle dopo un po’ mi annoiano. Come dice il buon Frankie HiNRG “il rap è qualcosa che parte dalla testa ed esce dalla bocca passando per il cuore”. Nel rap cerco ancora qualcosa che mi faccia in qualche modo emozionare, se non lo trovo sposto lo sguardo altrove.
    Peace.

    • menoned ha detto:

      > Ero uno di quelli che si registrava le puntate di “One-Two, One-Two”
      io custodisco gelosamente puntate di “Venerdi’ Rappa” in cassette da 90min😉

      Rileggendo il post ed i commenti spicca l’assenza di un disco che (per me) e’ fondamentale, Melma&Merda.

      Riguardo alle delusioni, direi che la piu’ grossa (o la piu’ fresca) e’ questa:

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