Road to 2013: Neanche il bisogno di turarsi il naso

di Lorenzo Mauro

renzi bersaniSi sta finalmente concludendo questa estenuante campagna elettorale per le primarie del Pd. Era ora! Domenica si vota e si pone fine alle chiacchiere. Anche se va considerato un piccolo particolare: queste erano solo le semifinali. L’andata ha visto prevalere Bersani, tanto che al ritorno la fastidiosissima squadra di Renzi, abituata a smorzare il gioco altrui più che a proporne uno suo, dovrà compiere un’impresa per ribaltare il risultato. Dell’altra semifinale non si sa ancora nulla, ma tutto lascia pensare che verrà decisa a tavolino. E una volta conosciuti gli sfidanti, potrà allora cominciare una bella, fantastica, nuova campagna elettorale. Proprio quello di cui abbiamo bisogno. Un incubo, anche per gli appassionati del genere. Perché va bene, viva la democrazia e la discussione, ma ormai lo abbiamo capito che per il vecchio “se tocca a me, nessuna promessa”, e per il nuovo “abolire il finanziamento pubblico ai partiti, lo hanno deciso i cittadini con un referendum”. L’ultimo confronto, dicono gli esperti, non dovrebbe aver spostato più di tanto gli umori dell’elettorato. A Renzi servono i voti del Sud e quelli di Nichi Vendola. Ai primi ha detto “preferisco perdere le primarie, ma non eludere il fatto che dovete cambiare”, ai secondi ha proposto il codice Ichino come riforma del lavoro. Difficile che abbia fatto breccia. L’impressione è che la tattica del sindaco fosse rivolta a rafforzare i suoi, tentando al massimo di richiamare nuova gente al voto. Certo è che per un momento mi è sembrato davvero di trovarmi di fronte il dibattito tra due candidati, uno di centro destra e un altro di centro (sinistra?).

Credo che ce la faccia Bersani. E non perché io sia un esperto: potete verificarlo voi stessi telefonando ad una sede del Pd. Mi risponde un compagno, gli dico che voglio votare al secondo turno. Già mi avverte che sarà molto difficile, che devo avere una giustificazione. Io gli chiedo di che genere debba essere. “Un biglietto aereo, ad esempio, che dimostri che lei non ha potuto iscriversi”. “Ok -ribatto- vedrò di procurarmelo”. Poi, però, ci pensa su e mi avvisa: “Beh, però, neanche un biglietto va bene. La registrazione poteva essere fatta anche su Internet”. Insomma, dovrei dimostrare che sono stato via, con un biglietto aereo, ma in Amazzonia o in Antartide, per qualche settimana, senza incontrare nessuno con un accesso a Internet. Quando ho attaccato il telefono, mi sono sentito davvero sollevato. Io che alle primarie del Pd non volevo partecipare, posso non partecipare! Con queste regole, è difficile prevedere un massiccio intervento di neo-renziani dell’ultim’ora. E poi io me li immagino tutti con l’I-phone (a proposito di accesso a Internet). Per questo il mio voto non serve. Che felicità, poter evitare di turarsi il naso per l’ennesima volta. Renzi ci aveva provato in ogni modo a ricreare nella mia mente il mostro di Berlusconi. Ma il centro (sinistra?) ora non ci casca più, si è fatto furbo. Occhetto gli ha insegnato come perdere una partita già vinta. Bersani spero abbia capito: il sindaco va tramortito sul nascere.

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4 risposte a Road to 2013: Neanche il bisogno di turarsi il naso

  1. Giorgio ha detto:

    Ciao! bell’ articolo che condivido appieno….ne approfitto per porti la seguente domanda: ammesso e non concesso che Renzi la pigli in quel posto domenica….dove andrà il 36 per cento dei voti del PD? Se fossimo in america questo problema non si porrebbe: la Clinton ebbe la poltrona da segretario di stato e buona notte al secchio.. e comunque il sistema elettorale americano non permette frazionamenti all’ italiana. Ma se il Renzi decidesse, come dice, di tornare al suo ruolo di sindaco che succederebbe? il 36 per cento rimarrebbe a casa o voterebbe Grillo ? Non credo vi sia gente che rivoterebbe bernasconi, anche l’elettore di renzi ne ha piene le palle di silvio…

  2. Lorenzo ha detto:

    Probabilmente quello che cita Giorgio è IL TEMA. Se come penso prevalesse Bersani, naturalmente Renzi passerà all’incasso. Oggi i giornali parlavano già di accordo tra i due per fare in modo che il sindaco diventi il prossimo segretario del Pd. Non mi sembra poco. Oppure c’è chi addirittura ipotizza un’uscita di Renzi dal Pd. Sinceramente a me sembra difficile. Certo è che il giovane fiorentino piace e molto a destra e raccoglierebbe molti voti dei delusi.

    • Giorgio ha detto:

      Eccoci qui all’ indomani della vittoria di Bersani. Ne approfitto per vedere e rilanciare con alcune riflessioni.
      La prima: ma che c’avrà da festeggià Bersani? E’ vero ha vinto a mani basse, ma quel 40 % dei votanti Renzi? Se come dici e come penso, Renzi passerra all’ incasso, lo stesso diritto vorrà essere esercitato da Vendola. E giù a spartir poltrone.
      Credo inoltre che di quel 40 per cento una buona metà non sia propriamente elettorato di sinistra e ora che Renzi ha perso, quell’ elettorato se ne tornerà a casa sua. Sempre che trovi una casa. In mancanza, c’è sempre il M5S oppure la possibilità di starsene a casa per davvero.
      In definitiva,se l’elettorato di centro-sinistra si aggira intorno ai 12 milioni e 3 sono andati a votare alle primarie (e di questi 1 milione si disperderanno alle politiche), non mi pare un successone cosi come paventato dalla classe dirigente piddina.
      Anzi, voglio proprio vedere come Bersani riuscirà a destreggiarsi tra Vendola, Renzi e la possibilità di formare un governo con l’UDC.
      E qui vengo alla seconda riflessione. Dubito che questo governo riuscirà a cambiare la legge elettorale. Alla fine il porcellum va benissimo a tutti. E allora mi viene spontaneo chiedere: con questa legge elettorale, con Bersani che dovrà dividere le poltrone tra i protagonisti sopra menzionati, cosa cambierà realmente nella politica italiana? Il PD continuerà ad avere correnti tra loro contrapposte, oggi unito domani diviso e con ogni probabilità al primo ostacolo verrà giù come un castello di carte.
      La soluzione al problema potrebbe essere rappresentato da delle primarie vere, primarie di parlamentari in ogni circoscrizione del paese. Se i parlamentari devono essere scelti dal partito, che almeno siano non dico tutto l’elettorato, ma almeno gli iscritti al partito stesso a scegliere chi candidare alle politiche. E benvenuti nel regno di Utopia.
      Passando oltre e dando un’occhiata dall’ altra parte, non si può non notare che la vittoria di Bersani potrebbe favorire la discesa in campo niente popò di meno che di Silvio Berlusconi. Avesse vinto Renzi non ci sarebbe storia, B. avrebbe sicuramente perso su tutti i fronti. Ma ora? Certo il PDL fa quasi pena, Alfano non sa più che pesci pigliare, le correnti interne al partito sono in preda al “libera tutti” anche se non sanno esattamente dove andare e tutti aspettano che accada qualcosa che possa perlomeno garantire una competizione elettorale. Le primarie del PDL ad oggi sono una pagliacciata e secondo me, a parte qualche pulmino di anziani dirottato nei seggi, nessuno andrebbe a votare qualcuno tra quelli indicati finora come aspirante al titolo. E poi non dimentichiamoci che il PDL non può vantare la macchina organizzativa ex comunista del PD.
      Per cui, mentre ti scrivo, aspetto da un momento all’ altro la nuova discesa in campo.

  3. Daniele Di Rubbo ha detto:

    In realtà l’ironia in merito al secondo turno è fuori luogo (a meno che lo scopo non fosse fare ironia perché fare ironia sulla politica è sempre divertente e cosa buona e giusta – però di certo la politica non si fa con l’ironia). Ho scoperto stasera che il concetto del doppio turno, in tutti i sistemi del mondo occidentale, è proprio andare a sondare il medesimo corpo elettorale del primo turno.

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