Ongaku no susume #23

di Stefano Palmieri

Neanche te ne accorgi e arriva il momento in cui manca poco meno di un mese a Natale. Sono stato preso alla sprovvista quando una mia amica ieri me l’ha detto,  non sapevo se  risponderle “chi se ne frega” o se iniziare ad angosciarmi per i soliti buoni propositi di fine anno accantonati inevitabilmente già all’inizio di febbraio. L’anno scorso ad esempio mi ero ripromesso di imparare a memoria i nomi delle capitali di tutti gli stati americani con relativa collocazione geografica. Cose utili insomma. Ad ogni modo, proprio perché Natale è quasi alle porte, il disco protagonista di quest’ultima puntata di Ongaku no susume è “Silver&Gold” di Sufjan Stevens, un mega cofanetto di 5 cd che raccoglie 58 nuove canzoni di Natale (per quasi tre ore di musica) scritte o riarrangiate per amici e familiari. Non è la prima volta che il cantautore di Detroit fa questa operazione, infatti già nel 2006 era stata pubblicata una raccolta di canti natalizi intitolata “Songs for Christmas”.

Tutta la musica di Sufjan Stevens è caratterizzata da uno stile minimalista e folk, con temi riguardanti la famiglia, la fede (è cristiano e amico del pastore presbiteriano super hipster di Williamsburg Vito Aiuto) o le piccole storie di tutti i giorni, una specie di Fogazzaro in salsa indie pop. Gli strumenti musicali utilizzati da Sufjan Stevens sono quelli della tradizione americana, come il banjo ad esempio, ma anche il ricorso ad arrangiamenti orchestrali che mischiano jazz, musical, swing e cori di bambini. Il tutto mescolato ben bene in un frullatore psichedelico.

Il debutto solista di Sufjan Stevens avviene nel 2000 con l’album “A sun came”. Per motivi di studio, si trasferisce da Detroit a New York, dove nel 2001 pubblica il suo secondo disco “Enjoy Your Rabbit”, dedicato agli animali dell’oroscopo cinese. Nel 2003 è la volta di “Greetings from Michigan: The Great Lake State”, dedicato al suo paese natale e primo disco di un progetto ambizioso, quello di pubblicare un album per ognuno dei 50 Stati che compongono gli USA (quando si dice che tutto torna). Nel 2004 Stevens, forte del successo ottenuto con Michigan, pubblica “Seven Swans”, una raccolta di vecchi pezzi folk acustici da lui composti durante l’adolescenza, dedicati a tematiche cristiane. Mentre nel 2005 continua il suo tributo agli States con “Come on Feel the Illinoise”, album dedicato all’Illinois, considerato tra i migliori del decennio in ambito folk e indie pop. Tra le altre cose, nel 2007 ha contribuito con il brano “Ring Them Bells” alla realizzazione della colonna sonora di “I’m Not There”, film dedicato alla vita del cantautore statunitense Bob Dylan.

Passiamo ai dettagli tecnici che forse sono quelli che vi interessano di più. Se avete voglia di ascoltare Silver&Gold potete farlo in esclusiva cliccando QUI sul sito della NPR oppure QUI sul solito Spotify.

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