L’agenda dei Bamboccioni

di Lorenzo Mauro

Non so se vi sia mai stata una distanza così rilevante tra la politica mediatizzata e quella reale. Ma certamente la grande giornata di mobilitazione europea contro l’austerity è un buon esempio per valutare questa tesi. Sono appena tornato dalla manifestazione romana, che mentre scrivo viene descritta sul principale quotidiano italiano, “Repubblica”, con il termine “guerriglia”. No, a Roma non c’è stata guerriglia. A Roma c’era la generazione perduta che si è ripresa la scena contro tutto e contro tutti. Forse con disperazione, perché dal 14 dicembre 2010 tutto è cambiato. Quel giorno aveva rappresentato la sconfitta per milioni di giovani, che hanno visto le speranze di cacciare la Gelmini umiliate dalla compravendita dei deputati. Quel giorno il distacco dalla classe politica si è concluso divenendo irreparabile, perché l’impotenza e l’inefficacia delle lotte si sono palesate in tutte le sue forme. E allora il movimento ha preso la sua strada, diventata parallela, e senza alcuna convergenza immaginifica, rispetto a quella già lontana della politica. Da una parte un movimento assolutamente generazionale, di quella generazione che non lavora, non studia, quando finisce gli studi non trova impiego, quando vorrebbe sposarsi o fare un figlio non lo può fare. Dall’altra i bamboccioni, gli sfigati, quelli che vogliono vivere per sempre con mammà.

Li chiamano anti-europeisti. E’ falso, difendono le radici europee più di tutti gli altri. Difendono l’Europa che si autodistrugge cancellando la sua invenzione più grande, quel Welfare frutto del patto tra capitale e lavoro. Provano a fare agenda. Chiedono di discutere veramente, e fino in fondo, su dove ci porta l’austerità. E dove ci conduce la Bce. Invece “fanno agenda” solo quando prendono botte. Se non le prendono, non fanno notizia. Il discorso pubblico si muove poi inevitabilmente tra chi sta dalla parte dei poliziotti e chi dalla parte dei manifestanti. Cosicché fenomeni di popolo conducono agli appelli sul numero identificativo per gli agenti. Il che è ovviamente un falso problema, rispetto alla portata dei temi sui quali si vorrebbe porre l’accento, per scalfire anche minimamente il pensiero unico.

Uno degli slogan più gettonati è “nessuno ci rappresenta”, ovvero l’argomento più scottante. Possono i “Fantastici 5” rispondere alle richieste di ascolto? Lo potranno fare in novanta secondi sulla televisione di Murdoch, su quella del Biscione, o su quella lottizzata dei partiti? E’ evidente che non lo faranno. Ma la rabbia e il disagio sociale, così, difficilmente si trasformeranno in speranza. Il nemico verrà individuato nel poliziotto con il suo manganello, la prospettiva diventerà ACAB. Il che è funzionale al potere. Perché, al limite, un numero identificativo si può pure concedere.

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Una risposta a L’agenda dei Bamboccioni

  1. Betta ha detto:

    “… l’impotenza e l’inefficacia delle lotte si sono palesate in tutte le sue forme…”, esatto: quel giorno – 14/12/2010 – ho visto ragazzine piangere, alla notizia che la fiducia era passata (e NON per i lacrimogeni o i manganelli, venuti dopo)!
    Ma: i “Fantastici 5” cominciano a promettere che si batteranno per una legge contro la tortura (e farà la stessa fine della commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del G8 GE… o sul conflitto d’interessi televisioni/capi governo?)

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