Il Caimano seduttore e abbandonato

di Lorenzo Mauro

“Gli italiani vogliono qualcuno che pensi per loro. Se va bene, va bene, se va male lo impiccano a testa sotto”. Queste parole di Mario Monicelli mi sono tornate in mente in questi giorni mentre assistevo alla deflagrazione del Pdl. Uno shock prevedibile quello del partito personale, in ogni caso accentuato dalla condanna in primo grado per i fondi neri che ha colpito il Cavaliere; il quale ferito ha preso di mira il governo Monti, concludendo una rabbiosa conferenza stampa con la minaccia di levargli la fiducia. Non mi ha sorpreso la giravolta dell’uomo di Arcore, giacché in un quindicennio uno ha imparato a conoscerlo. Lui butta ami, segue i sondaggi, abusa di smentite, parla alla pancia del Paese. Ciò che non mi aspettavo, e mi ha provocato un voltastomaco più forte, è stata invece la reazione dei peones, gente che è rimasta attaccata al culetto flaccido fino a quando ha potuto approfittarne, per poi darsela a gambe in cerca di salvezza. Sono metafora di un certo Paese, i vari Lupi, La Russa, Verdini. Omini capaci per anni di difendere l’indifendibile, ma mai fino in fondo.

Dopo la condanna Berlusconi si è ritrovato solo: non che mi dispiaccia, per carità, ma fa comunque un certo effetto. La Gelmini dove sarebbe se non avesse incrociato i favori del Grande Capo, dove sarebbero Alfano, piazzato al comando pur non disponendo di quel quid, o gente come Osvaldo Napoli e Quagliariello? Fabrizio Cicchitto, esperto di “uso politico della giustizia” e di logge massoniche, socialista fedelissimo di Craxi prima, fra i più strenui accusatori poi, è stato tra i primi a frenare sulle parole del Cavaliere. Con un ammonimento “montiano” ha invitato a non fare dichiarazioni che potessero far alzare lo spread. Quanta attenzione per le sorti del Paese, ora che nei prossimi mesi saranno in gioco soprattutto le sue. Attraverso, banalmente, il posto da conquistare nella lista elettorale.

Intanto lo spread, effettivamente, si è alzato. I problemi giudiziari di Silvio sono entrati all’interno di un sistema finanziario malato, e hanno provocato tensioni nella psicologia degli investitori. Un battito di ali di farfalla che scatena l’uragano. Le cancellerie venivano descritte come terrorizzate. Berlusconi ha per l’ennesima volta dimostrato che per i suoi problemi sarebbe disposto a far crollare tutto. I suoi uomini, però, per amor di Patria si sono opposti. C’è da cercare qualcun altro che gli dia da mangiare perché Silvio è finito. Sarebbe bello che affondassero insieme, sarebbe bello vederli tutti a testa in giù. Ma in fondo a Piazzale Loreto c’è finito Mussolini, e amnistie e “dimenticanze” hanno cancellato le colpe degli altri. Qualcuno è perfino diventato comunista. Cicchitto, se servisse, ne sarebbe capace.

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