Pinterest e tassonomie (le mie)

di Francesco Spè

Si inizia con LETTERE, board (tabellone, bacheca tematica, lavagna) costituito principalmente da pin (ogni roba – immagini o video – che affiggi nei board) di foto tratte da post del mio blog LettereRete, ai quali furbescamente rimando tramite ridondante doppio link (su “fonte” e al termine della “descrizione”) come nel caso del pin di un’illustrazione di Anatra all’arancia meccanica. Si tratta di un modo piuttosto obliquo – partendo dall’immagine – di diffondere i propri fitti scritti, nonché dell’uso più diffuso e utile di Pinterest tra i blogger vispi. Tocca poi a RIME che ospita video di pezzi rap che mi “rappresentano” (yo!): nella descrizione cito (e quindi rimarco all’attenzione dell’utente che si imbatte nel pin) il pezzo di strofa che spacca di più. Il termine scelto come titolo – rime – mi  permette di mantenere la coerenza semantica del board qualora inserissi spezzoni di poesie o, come ho già fatto, altre forme di improvvisazione in rima come la decima cubana.  Dopo rime c’è NOTE, ovvero la prova che negli scompartimenti del mio cervello continuo a scindere il rap, il genere che più sento mio, dal resto della musica:  anche qui mi limito a raccogliere video da You Tube di brani che amo (altra considerazione a margine che deduco da questa mia categorizzazione spontanea: quella che conta per me nel rap sono soprattutto i testi mentre negli altri generi è la musica? Uhm ….).

Tocca a FILMICHE: spezzoni di film o interi corti o anche immagini relazionate al cinema come quella di Stanley e Alex  con cui rimando dopo mesi a uno dei miei primissimi post per la Rotta per Itaca.  Si trova sempre una buona scusa per ri-linkare un pezzo dopo tanto tempo dalla sua creazione in social network come Facebook o Twitter ma se lo si fa su Pinterest attraverso (partendo da) una foto con la “scusa” che il post altro non è che la fonte della stessa, la scusa regge di più e forse attira anche un pubblico diverso.  Ma la cosa bella di tutta questa storia è il viaggio che fanno le immagini se entrano nel circolo del folle ri-pinnaggio. Ce lo spiega Giovanna Tinunin aka @platipuszen nel pioneristico e acuto post Pinterest e Aby Warburg: così lontani, così vicini:

Una delle cose che mi colpisce di più di Pinterest è la ri-classificazione continua che subiscono le immagini. Una volta appuntate in una categoria, iniziano un viaggio che le può portare a condividere categorie di senso completamente diverse. […] Tutto dipende dall’osservatore e dal suo punto di osservazione. L’operazione di sensemaking è del tutto soggettiva. Non c’è un’immagine originaria, ma quelle che vediamo non sono semplicemente copie. Solo riattribuzioni di senso, immagini immerse in un flusso temporale.

Ma torniamo alle mie interessantissime tassonomie. SATIRE per il momento non è altra cosa che la raccolta di vignette o strisce di alcuni simpaticoni come ZeroCalcare o El Roto. Dateci un’occhiata, si ride, anche amaramente. Il 6° board si chiama invece FUTBOLOGIE con chiaro riferimento al festival quasi omonimo che si terrà il 3 novembre a Bologna e al blog ad esso relazionato in cui ho scritto un paio di pezzi pure io. Il board nasce con lo scopo di diffondere tramite immagini un progetto per cui tifo (dotato a suo volta di ricco profilo Pinterest) ma col tempo è finito ad ospitare vari pin relazionati in generale al calcio che mi piace.

BASCHERIE è invece il board più specifico, perché raccoglie frammenti di vita da una esperienza in Euskadi da cui sono appena tornato. Il buffo titolo (e il sottotitolo “robbe vasche”) oltre a strappare un sorrisetto al lettore mira a fare si che il board non sia solo il racconto – finito – dei miei mesi baschi ma la raccolta – in fieri – di tutte le cose in cui continuo ad imbattermi relazionate a quella terra, con particolare riferimento all‘attivismo politicoMURI è il primo board che creai e vuole ospitare … muri … colorati. Si tratta a tutti gli effetti di una bachecha di street art a cui mi è venuto di dare un nome un filo meno scontato (la didascalia di ogni foto è “da un muro di ..”). Conseguenze della scelta? A volte vorrei condividere un opera di street art non realizzata su un muro ma su un board così nomato non ci dice! Rinunzio, o meglio, faccio “mi piace” senza pinnare. Si, perché il tasto di “mi piace” di facebukkiana memoria qua lo si usa, o meglio io uso, per mettere in stand-by immagini fighe in attesa di  categorizzazione, quelli che non riesci a collocare in board esistenti e che non reputi sufficientemente trainanti da creare un nuovo board apposta per loro. Il problema è che magari ti viene voglia di condividerla subito quell’immagine ribelle che sfugge alle tue noiose categorie seminando il panico nelle tue granitiche convinzioni, e allora ti riduci a creare MISCELLANEE (l’alter ego della cartella sul tuo desktop “vario vario”) ovvero il board tramite il quale capisci che forse non era mica il caso di fare un post su quanto sei bravo a tassonomizzare su Pinterest.

Ps: questo post avrà una seconda parte incentrata sul processo del following di board altrui e su altri aspetti peculiari di questo social network visuale … Ma se ci avete capito poco di quanto scritto sopra o se volete approfondire la cosa da un altro punto di vista, meglio che vi rivolgiate al compagno di Rotta @el_pinta che pinna da prima di me e che ha scritto anch’egli un post su Pinterest molto più chiaro di questo. Qui.

Informazioni su akaONir

di rap, fùtbol, archivi e altre storie
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