SVENTURATA LA TERRA CHE HA BISOGNO DI EROI: Albert il Primo, ricordiamo per voi.

Questa rubrica mensile intende discutere volta per volta la vita e le azioni di personaggi poco edificanti. Persone che suscitano o hanno suscitato scandalo, polemica, fastidio. Questo perché, nella volontà di scrive, è salda l’idea che ogni scoperta nasce dal conflitto. Perché il confronto più profondo e leale lo si fa con i propri nemici, con i propri fantasmi. Non vi è in questo progetto nessuna pretesa accademica o dottrinale. Ci sono spunti, provocazioni, da discutere insieme, se si vuole.

Questi animali hanno fornito un grande servizio 
alle rispettive nazioni. Hanno sacrificato la loro vita 
nel nome dell’avanzamento tecnologico,
aprendo la strada per l’esplorazione spaziale da parte 
di tutta l’umanità.
NASA

Pioniere. Termine militare che designava quei soldati atti a costruire avamposti, strade, fortificazioni. Dal francese Pionner “fante”, dal greco Pìon “pedone”. Parola gloriosa, pioniere, che rinvia a gesta eroiche, coraggiose scoperte. Suggestioni che ci arrivano dal lontano ovest americano, da caravelle portoghesi, operai russi.

I primi uomini. Uomini e scimmie.

Qui si rende gloria ad Albert I, Macaco Rhesus, partito per lo spazio.

L’11 giugno del 1948, il missile V-2 Blossom III era pronto per il lancio. L’ente spaziale Americano intendeva mettere, per la prima volta, il naso fuori dall’atmosfera terrestre. Lo spazio. Il naso era quello di un macaco, una scimmia. Il primo essere vivente capace di vincere la gravità, di salutare dal finestrino il pianeta che culla la vita. Un viaggio senza ritorno.

White Sands, New Mexico, l’alba di un giorno glorioso. È ancora notte quando prelevano Albert dalla sua gabbia. Albert è agitato, viene sedato con delle iniezioni di sodio pentobarbital. Perde coscienza, se mai ne ha avuta. Il suo destino è quello che appartiene agli eroi. Eroe a sua insaputa.

Legata ad un cilindro di latta del missile V-2 Blossom III, convertito da prototipi militari, la scimmia dorme. I dottori e gli scienziati della NASA collegano i cavi al corpo di Albert. Gli ingegneri attivano le macchine che registreranno gli impulsi vitali del primo astronauta. Albert è ancora inerte quando le porte a tenuta stagna vengono sigillate. Fra poco meno di trenta minuti il primo essere vivente abbandonerà la terra, terzo dei pianeti del sistema solare, galassia: Via Lattea. Se Dio guardasse da queste parti, si stupirebbe, “Una scimmia nello spazio? Non è così che doveva andare…”.

L’intera missione prenderà il nome dal Macaco. Il nostro pioniere si sta svegliando. La missione si chiamerà “ Albert Project”. Il conto alla rovescia comincia, il sole si alza nell’orizzonte lontano del deserto. I Macachi sono animali socievoli e intelligenti, predisposti agli esperimenti. Albert comincia a svegliarsi. Il Macaco Rhesus popola il sud-est asiatico. I macchinari cominciano a dare problemi. Albert pesa 9 libre, 4 chili più o meno. La macchina che dovrebbe trasmettere gli impulsi vitali si arresta.

Di Albert non si sa più nulla.

Il razzo parte ugualmente. I Macachi vivono in gruppi che vanno dai venti ai centoventi individui. Albert è solo, legato ad un tubo che viaggia oltre il muro del suono. Il volo dura pochi minuti, 37 miglia, poi un cortocircuito. Nessuna informazione arriva dalla scimmia. Il V-2 non risponde più ai comandi. Albert era cresciuto al centro primatologo di Des Moines, Iowa. La procedura di rientro non funziona, il paracadute di Albert si rompe, 50 km di volo libero. Del corpo non rimane nulla.

Albert è morto senza raggiungere lo spazio. Il corpo dilaniato, missione fallita. Gli scienziati recuperano la scatola che registrava i dati. Solo quella. Albert ha cessato di esistere prima di lasciare terra, soffocamento polmonare. Probabilmente una dose eccessiva di sodio pentobarbital. Nel missile lanciato a grande velocità c’era solo un corpo morto.

I primi uomini, la prima scimmia.

Le scoperte si fanno a costo di cadaveri, anche quelli di una piccola scimmia. Pionieri, soldati che marciavano avanti gli altri. Che scrutavano la strada e assicuravano l’esercito. Pionieri, coraggiosi, incoscienti, miserabili e dannati. Il primo uomo a mangiare un fungo, il primo uomo a fumare foglie secche, a varcare le montagne. Morti. Le generazioni approfittano, ringraziano e scordano i Primi.

Lo spazio e le stelle, sempre lontane, un po’ più vicine, grazie ad Albert.

In principio fu una scimmia, poi un cane, poi un uomo nello spazio. Poi la luna e le macchine, i telescopi, e robot su Marte. Fra qualche anno un essere umano dovrebbe calpestare la terra rossa. Fra qualche secolo chissà.

In principio fu Albert, che non arrivò mai a mettere il naso tra le stelle. Seguirono altre scimmie più fortunate.

Ma Albert fu Primo. Si renda gloria.

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