Hipstalist: consigli per la vostra estate

È arrivata l’estate col suo carico di caldo umido e consigli lapalissiani sui media e come lo scorso anno anche la Rotta si prende un periodo di vacanza per ritemprare le forze, riordinare le idee, dare la caccia alle gonnelle o ai bermuda, sorseggiare aperitivi rinfrescanti (leggi birra come il resto dell’anno) e tutte quelle altre tipiche attività che caratterizzano la stagione del cornetto algida e dei falò sulla spiaggia.

Quest’anno però vi salutiamo da veri hipster stilando le nostre personali liste di consigli per allietare le vostre vacanze: libri, dischi e qualsiasi altra menata che possa essere ordinata in un catalogo ragionato. Nella speranza che tutto ciò vi possa essere utile, vi auguriamo una splendida estate!

El_Pinta

Oh si! Ecco a voi una bella e verbosa selezione di roba da leggere sotto l’ombrellone. Godetevela cari lettori e ci vediamo presto.

Voglia di vincere, Tom Bissel, ISBN edizioni: per me è finora il libro più meglio dell’anno. Un saggio narrativo che racconta il rapporto dell’autore con l’universo videoludico e mette in luce una serie di non irrilevanti questioni teoriche. Si legge come un romanzo e ci trovate dentro tutti i giochi che avete amato di più. Da avere.

Sforbiciate, Fabrizio Gabrielli, Piano B: una raccolta di racconti che parlano di calcio parlando di uomini. Con uno stile personale e avvincente il Gabrielli ti tiene incollato alla pagina mentre ti racconta storie che hanno dell’incredibile e alla fine non sai bene se crederci oppure no ma finisce che ci credi perché meglio una menzogna ben raccontata che una triste verità. Ah, dimenticavo, nel libro ci sono delle stupende illustrazioni ed è un oggetto bellissimo (così poi i detrattori non mi dicono che sono un e-booktusiasta)

Mai morti, AA.VV., Dissensi: ci ho scritto io e ci ha scritto gente molto ma molto più brava di me. Sapete già di cosa si tratta, per cui ho poco da dirvi se non di procurarvi questo libero e di non rompere troppo le ostie al sottoscritto che ne fa una brutale autopromozione…eccheccazzo

Madreferro, Laura Liberale, Perdisa Pop: e già me lo sento, quel qualcuno che mi dice “eh ma tu conosci l’autrice, ci sei amico su fesibuk, ci sei andato a fare le cene insieme e bla bla bla”. Ma tanto la Rotta non ha aderito a TQ e poi questa non è mica una recensione, o sbaglio? A me il libro è piaciuto per cui ve lo consiglio. Parla di donne, di terra, di ferro e di sangue.

L’aspra stagione, Tommaso De Lorenzis-Mauro Favale, Einaudi: spacca. È la storia di Carlo Rivolta che fu giornalista di Repubblica fin dalla nascita del quotidiano numero uno in Italia. Racconto il ’77, il meridione e l’eroina dall’interno. Così dall’interno che alla fine di roba c’è morto. Gli autori ne raccontano la vita, la carriera e la scrittura. Un libro che quando lo leggi ti chiedi come ha fatto Repubblica a cadere così in basso…

Dimitri

Vi consiglio poche cose, ché in fondo sappiamo bene di non avere molto tempo. Sono cose che la maggior parte vi voi avrà sicuramente già letto, visto, ascoltato. Se non lo avete ancora fatto, noi siamo qui per questo.

Libro: Lolita di Nabokov. Ora penserete che io sia un pervertito, e lo pensavo anch’io, ma in realtà non è mica vero. E poi è scritto bene.

Disco: Distal dei Crash of Rhinos. Se leggessi con più attenzione il blog per cui scrivo, li avrei scoperti molto prima. Comunque non è mai troppo tardi per alzare il volume.

Film: Porgi l’altra guancia, con Bud Spencer e Terence Hill. Vedere un po’ di cattivi presi a pugni nella testa può aiutarvi a ritrovare una sana spiritualità.

Mostra (questa sicuramente non l’avete già vista perché ancora deve cominciare): Alles wird gut, che significa “andrà tutto bene”, organizzata dal collettivo artistico M10 nella remota valle Venosta, Alto Adige. Se per qualche arcano motivo capitate sulla statale tra Sluderno e Tarces, nella vecchia casa degli operai Montedison, l’inaugurazione è questo venerdì e si balla, mentre la mostra prosegue fino al 25 agosto. Hai visto mai…

Matteo

Allieterò la mia estate con le tarantelle infuocate e lo spaghetti-balkan-turbo-folk dei Figli di madre ignota;

per ballare barcollanti (ragionevolmente ubriachi) in una serata tosta scelgo le note dell’irish-punk dei Flogging Molly;

per svarionare tranquilli al tramonto sulla spiaggia consiglio la musica di Le Peuple de l’herbe o di Thievery Corporation;

per muovere un po’ il sederino a un bel concerto ri-sponsorizzo il punk-rock tutto one-two-three-four dei DeeCracks: assolutamente da non perdere…

Infine, per un momento introspettivo (fine serata, prima di addormentarsi) consiglio l’indie-folk dei Mumford & Sons.

Un libro: Il libro degli abbracci di Eduardo Galeano (Sperling & Kupfer Editori). Brevi storie di ricordo, sogno e esperienze vissute, narrate con infinita poesia.

Stefano

Libro: Il collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi di Karen Russell, una serie di racconti un po’ horror e umidicci ambientati durante il periodo delle vacanze estive della fanciullezza. Lei, Russell, è una scrittrice che brucia di talento, e neanche con due vite a disposizione molti scrittori potrebbero arrivare al suo livello.

Fumetto: La serie Bone di Jeff Smith, un’incredibile saga a fumetti di un improbabile eroe che deve salvare una meravigliosa vallata dalle forze del male. Matt Groening, il creatore dei simpson, di Bone ha detto: “è semplicemente grandioso!”

Serie Tv: Per chi non lo sapesse è iniziata la quinta stagione di Breaking Bad (a mio avviso la miglior serie tv di sempre) e la terza di Louie, serie scritta, diretta, interpretata, montata e prodotta dal suo stesso ideatore, il comico stand-up Louis C.K. Per di più questo è l’anno di The Newsroom, drama tv creato da Aaron Sorkin, quello di The Social Network e The West Wing.

Film: Batoru Rowaiaru di Kinji Fukasaku. Alcuni ritengono che sia stato più di una fonte di ispirazione per The Hunger Games, il fenomeno cinematografico dell’anno, e potrebbe anche essere vero. Violenza, humor nero e Takeshi Kitano nei panni di un cinico e masochista insegnante di educazione fiscia. Non vi ho ancora convinto?

Disco: Ormai dei Fine Before You Came, il disco italiano più bello di questo 2012. Ne abbiamo parlato anche qui alla Rotta. Per tutti quelli che affrontano l’estate aspettando un nuovo inverno.

Francesco (akaOnir)

Il mio personaggio preferito (@flaccidia), dice che faccio l’internazionale separatista. Al sol fine di tenermi ben appiccicata questa piacevole etichetta, vi consiglio (quasi) tutta roba proveniente da Catalunya, Euskal Herria, Argentina e Puerto Rico.

Calle 13. Li ascoltai per la prima volta (per caso) in un concerto a Barcellona quando ancora non erano molto famosi. Mi piacquero, ma mi dimenticai di loro fino a quando  una recensione apologetica del loro ultimo disco da parte del Collettivo Militant me li ha fatti tornare in mente. Vedete questo documentario che ben spiega chi sono. E sopratutto ascoltate le loro canzoni (le mie preferite: LatinoAmerica e Preparame la cena). Alcune possono sembrare perfino tamarre, ma questo progetto tanto coerente quanto eterogeneo ha molto da dire. E lo dice con stile. E rabbia.

Libero. Se vi imbattete in un tizio che in un edicola spagnola chiede una copia di “Libero” non guardatelo con giustificato disprezzo come fareste con l’alterego italiano. Si chiama infatti “Libero” una nuova rivista trimestrale sul calcio che cerca di «futbolizar la cultura y culturizar el futbol». Inutile dire che è materiale per i nostri amici futbologici che se, putacaso, si imbattessero in questo post potrebbero perfino chiedermi di presentare la rivista. Facciano pure.

Hanno cambiato faccia. La sera in cui vidi questa pellicola a un cineforum della mia società operaia, pensai subito: prima o poi scriverò un post per la Rotta sulla sua colonna sonora. In attesa di quel giorno che mai arriverà, sparatevi subito questo strambo horror marxista pieno di difetti e di incongruenze. Irresistibili.

Cuminum cyminum. Per anni mi son chiesto cosa fosse questo sapore meraviglioso in cui mi imbattevo ogni tanto, che sembrava curry ma non proprio. C’è voluto un cuoco basco per farmi capire cosa fosse e come si chiamasse.  Cumino. La scoperta più importante delle mia estate. In barba al caldo, lo vado mettendo un po’ dappertutto con sincero entusiasmo. Per onorar i piaceri che mi dà, proverò finalmente a leggere dall’inizio alla fine Gente di Dublino, dove  mi dicono che Joyce narri di un uomo che nasconde il puzzo dell’alcool masticando frutti di cumino, spezia che tutto può.

Albert Pla. Quando, circa un lustro fa, conobbi Carmen, disinvolta ragazza catalana, una delle prime cose che mi disse fu: “hai un qualcosa, non so cosa, che mi ricorda un noto cantautore di queste parti, si chiama Alberta Pla, è un genio”. Quella sera mi sentiì figo come poche altre volte in vita mia. Il giorno dopo Google mi rivelò che tal cantautore aveva il doppio dei miei anni, un corpo e un volto segnato dall’abuso di droghe varie ed eventuali e un naso di rara imponenza. Niente male le sue canzoni però. Ve ne propongo tre: una versione in castigliano e con un testo altamente “alterato” di Walk on the Wild side; e due ballate catalane e notturne, la prima, dolcissima, concilia il sonno, la seconda, irrequieta, fa venire voglia di uscire di nuovo.

Elliott Erwitt. Quelli che mi conoscono come @akaOnir, quello di Twitter, si saranno forse chiesti chi è il ragazzetto con la pistola puntata sulle tempie e un sorriso smagliante che funge da mio avatar. Non lo so manco io a dire il vero, ma so di chi è lo scatto che lo immortala: Elliott Erwitt. Ticcarsi le sue foto è intraprendere un viaggio paradossale nell’incongruo.

Gli autonauti della cosmostrada. Quelli che mi conoscono come quello in fissa coi Wu Ming (e vorrei vedere, sentite che bomba questo pezzo da Radio Giap Rebelde), che poi so’ più o meno gli stessi che mi conoscono come @akaonir, sappiano che ora il narratore per cui sto davvero in fissa si chiama Julio Cortàzar, gigante cronopio che i miei cari wuminghi se li fuma in un sol tiro (mi smentiscano col nuovo romanzone!). Una mia amica che su Cortàzar ci ha fatto la tesi si lamenta di qualche traduzione italiana piuttosto bislacca di varie sue opere. Di sicuro a Einaudi va riconosciuto il merito di aver appena ricacciato fori una perla non troppo conosciuta (quasi introvabile perfino in Spagna) dell’ampia produzione cortaziana. Il *viaggio atemporale Parigi – Marisiglia” de El Lobo y la Osita è una delle cose più belle che mi siano mai capitate tra le mani.

Scalva

Egli è il nostro ultimo fotografo acquisito. Ma siccome è timido come tutti i fotografi lo presentiamo d’ufficio. Di lui si dice che sia un pericoloso anarcoinsurrezionalista. Ma siccome ci ha dato delle belle foto per il blog abbiamo deciso di chiudere un occhio sul suo turbolento passato.

Danijel Zelelj: – “Sun City” e “Sophia”.
Chiamare le storie di Zezelj “fumetto” o “graphic novel” è a mio parere estremamente riduttivo. Mi piace pensarle come favole moderne, ciniche ed assassine ma dense di poesia in bianco e nero. Tecnica mista, china ed emozioni dall’autore Croato che è riuscito a sbarcare alla DC Comics.

Jonathan Littel: – “le Benevole”.
Un’ “opera prima” estremamente controversa: la storia della seconda guerra mondiale, tra l’olocausto e l’assedio di Stalingrado, vista con gli occhi di un ufficiale delle SS omosessuale. Molto intenso e a tratti quasi psichedelico. A mio parere, un capolavoro assoluto.

Ugo Riccarelli: – “il Dolore Perfetto” .
L’epopea di una famiglia e la storia di un piccolo paese in terra Toscana. Partendo dalla fine dell’ottocento, Riccarelli ci porta per mano fino agli anni ’50, seguendo le orme del “Maestro”, un insegnante con idee anarchiche che è sempre alla ricerca di una rivoluzione che non arriva. Una sorta di “Cent’anni di solitudine” in salsa italiana, tra storia e sogno.

Joe Sacco – “Palestina”.
Anche qui, parlare di fumetto sarebbe svilente. Joe Sacco per me è una sorta di “reporter per immagini”. In questo volume cerca di spiegarci il suo punto di vista su una delle situazioni politicamente più complesse di questi anni, facendoci entrare nel conflitto tra Palestina ed Israele con le parole e le immagini di chi quotidianamente lo vive.

José Saramago – “La Zattera di Pietra”.
Se la penisola Iberica di punto in bianco si separasse dall’Europa e cominciasse a navigare nel mediterraneo come una enorme zattera, cosa succederebbe? Il premio Nobel portoghese per la letteratura José Saramago, ci racconta la storia di un pugno di persone che per caso si ritrovano in mezzo a questa situazione. Come molto spesso accade, la fantasia è il miglior punto di vista per riuscire a capire la realtà.

Robert Doisenau – la monografia Taschen.
Beh, qua non c’è proprio niente da dire, c’è solo da guardare. Tutti conoscono il suo scatto più famoso, il “bacio”. Però non molti sanno che ha fatto centinaia di altre fotografie altrettanto belle, con un occhio sempre attento alla denuncia sociale e allo zeitgeist.

Informazioni su El_Pinta

Semiologo dilettante, spettatore ostinato, saggista crossmediale, teorico poststrutturalista.
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Una risposta a Hipstalist: consigli per la vostra estate

  1. Ahahahah! 🙂 grazie per la “presentazione”, per lo spazio che mi date, per i vostri consigli estivi e per tutto il resto! Una buona estate a tutti voi!
    A presto, Sca.

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