Nessuno può portarti un fiore

Gli incoscienti sperano, i coscienti agiscono

(Fabio Moglia)

di Matteo Antonin

Di Pino Cacucci amo la semplice, ma rara, capacità di raccontare storie.

La magica maestria nel narrare, con un’estrema delicatezza e poesia, le vicende personali e le esistenze vissute di personaggi, sconosciuti o dimenticati – cui la storia non ha in ogni caso reso giustizia – come se fossero racconti o parti di un romanzo.

La capacità di intrecciare storia e letteratura in emozionanti scorci recuperati nei bassifondi, nel regno dell’oblio e dei libri ingialliti. 

Nessuno può portarti un fiore (Narratori Feltrinelli, 2012, 14 euro) è il suo ultimo lavoro: malinconico ed estremamente emozionante come le vite intense dei personaggi che ritornano in vita tra le sue pagine. Un libro bellissimo.

Proseguendo sulla strada già imboccata circa dieci anni prima con Ribelli! (recensito qui sulla Rotta) Pino Cacucci ritorna a narrare di uomini o donne che hanno vissuto la propria esistenza con particolare intensità, accomunati da un fuoco ardente che spesso li ha fatti bruciare molto in fretta.

Vite molto diverse tra loro, le quali «hanno però una caratteristica in comune: incarnano in un gesto o in una vita intera l’insofferenza profonda per il conformismo e l’ingiustizia».

Come un «rabdomante sempre a caccia di storie» l’autore dipinge – spesso ritraendosi usando la prima persona o utilizzando espedienti letterari quali la forma epistolare – i “suoi” personaggi, provando a immaginare i loro pensieri, le loro emozioni, la loro sofferenza, la loro passione e i loro ideali.

Il risultato è una serie di ritratti fedeli dal punto di vista delle vicende, ma vividi e palpitanti, i quali restituiscono ai personaggi la passione e le emozioni che hanno contraddistinto le loro particolari esistenze.

Raccontare la storia, e questo tipo di storia, più o meno volutamente dimenticata, (3 personaggi su 7 sono dei banditi anarchici che a cavallo tra Ottocento e Novecento si misero ad assaltare banche, individuando nei banchieri i principali nemici della società) ha oggi – in tempo di crisi economica – per l’autore un significato particolare:

Oggi viviamo una crisi generata dalla scelleratezza di banchieri e speculatori che non battono altra bandiera che quella del facile profitto: ecco, credo che ricordarli (gli anarchici) sia una piccola rivincita.

(intervista su Il fatto quotidiano, 29 aprile 2012)

Il ricordo e la memoria sono quindi il filo conduttore nella letteratura di Pino Cacucci. Continua l’autore:

Molti dei libri che ho finora scritto riguardano il valore della memoria, la necessità di scavare nel passato per riportare alla luce vicende inestimabili di donne e uomini che la storia ha dimenticato o trattato con superficialità, quando non maltrattato.  E ancora una volta ho sentito l’esigenza di raccontare storie di persone che si sono rivoltate contro intollerabili ingiustizie, o che hanno lottato per affermare se stesse contro le convenzioni e il perbenismo, cercando con grande dignità di affermare i propri ideali.

(dalla stessa intervista )

E allora conosciamoli questi personaggi, «spesso ribelli contro la loro stessa volontà» che «corrono incontro al destino con innamorata leggerezza».

Il racconto che dà il titolo al libro racconta di Antonieta Rivas Mercado,  intellettuale femminista, promotrice di arte, teatro e musica per le quali dilapidò tutto il denaro del padre. La sua vita travagliata, ma appassionata nell’inseguire i propri sogni, finisce – tragicamente e in povertà – nella chiesa di Notre-Dame. Nessuno può portarti un fiore, Antonieta.

Si racconta poi la triste storia di Sylvia Ageloff, giovane ragazza innamorata, sedotta e manipolata da Ramon Mercader (sicario di Stalin) per entrare nell’entourage di Trockij e assassinarlo, in un racconto di grande amarezza ma di emozionante intensità.

In un viaggio dal Messico all’Italia, incontriamo la giovane Edera de Giovanni, sfrontata ragazza allergica alle ingiustizie prima che partigiana, catturata, torturata e fucilata dai fascisti a Bologna; e il partigiano francese Louis Chabas, detto Lulù, esperto di travestimenti e autore di imprese leggendarie nelle Langhe, in Piemonte.

Infine, i banditi anarchici. Horst Fantazzini, bandito e rapinatore gentiluomo, protagonista di rocamboleschi tentativi di evasione e di imprese sgangherate, narrate anche nel film Ormai è fatta! di Enzo Monteleone con Stefano Accorsi. Horst rapinava le banche con una pistola giocattolo e ha passato 34 anni in carcere – più tempo di molte condanne per omicidi – per soli reati contro la proprietà.

Sante Pollastro, ciclista con la pistola cantato anche da Francesco de Gregori nella celebre canzone Il bandito e il campione. Sante, bandito anarchico di Novi Ligure, trascorse 32 anni in carcere, prima di ottenere la grazia nel 1959.

Infine, Clément Duval, anarchico illegalista e teorico della rivolta e dell’esproprio, condannato ai lavori forzati nella Guyana nel 1887 ed evaso su una scialuppa nel 1901.

Al processo nel quale era stato condannato, Clément Duval si era difeso con queste parole:

Non sono un ladro né un assassino: sono semplicemente un ribelle. Non vi riconosco il diritto di interrogarmi, perché qui, sono io l’accusatore. Accuso questa società matrigna e corrotta, in cui l’orgia, l’ozio e la rapina trionfano impuniti e anzi venerati, sulla miseria e sul dolore degli sfruttati. (…) Voi stessi sareste capaci di condividere ciò che sto per dirvi: che lo scopo dell’essere umano è la libertà e il benessere. Ma la prima non può trionfare se non grazie alla rivolta contro chi devasta la civile convivenza perseguendo soltanto i9l proprio profitto, e il secondo si realizzerà soltanto con la violenta distruzione degli intollerabili privilegi di un’oligarchia razziatrice. Per questo sono anarchico.

Informazioni su matteo

Sofista contaballe, stakanovista dell'otium, luddista oscurantista.
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Una risposta a Nessuno può portarti un fiore

  1. stefanoeviola ha detto:

    A questo bellissimo libro è dedicato il cortometraggio che sto per girare.

    Sarà un cortometraggio in analogico, sulle storie di donne che hanno dato la loro vita per i loro ideali.

    Donne dimenticate, per la censura, per il maschilismo, a cui nessuno può portare un fiore.

    Chi decide quale ribelle resterà nella storia??

    Ho bisogno del vostro aiuto per poter realizare questo cortometraggio. Vi prego di dare una occhiata alla pagina di raccolta fondi. Ognuno può collaborare con quello che può.

    Aiutateci a ricordare queste grandi donne.

    Grazie Pino, Grazie a Voi.

    https://www.indiegogo.com/projects/nessuno-puo-portarti-un-fiore/x/9011587#/story

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