C’è grossa crisi

Dimitri El Madany

In questi ultimi mesi La rotta mi ha permesso di scrivere una marea di cagate pseudofilosofiche, e per questo la ringrazio, così come ringrazio tutt* quell* che hanno letto e magari anche commentato le suddette. Oggi però avverto come un senso di ultimità, pur non essendo del tutto sicuro sul significato di questa parola. Come vedete ho anche abbandonato il consueto plurale maiestatico, di modo da rendere la situazione più colloquiale, diciamo pure intima. Il problema è che mi commuovo facilmente, e questo potrebbe essere l’ultimo post che scrivo per la nostra amata rotta.

Inizialmente avrei voluto scrivere qualcosa di calcistico, anche in vista del grande appuntamento futbologico di ottobre a Bologna. Avrei voluto scrivere sul Trap e sulla sua mitica conferenza stampa in tedesco, che ha preparato il terreno a chi, come me, è stato emigrante in terra di Germania. C’è chi è rimasto e ha fatto fortuna, e c’è chi invece è ritornato wie eine Flasche leer. Questione di spread, forse. O magari di clima, di cucina, di pizza e mandolino. Vuoi mettere una bella tazzulell’e café? Ricordate: mai varcare il Brennero senza una bialetti nello zaino. Io per non sbagliare mi ero portato pure la pasta, con tanto di pummarola. ‘N copp, si capisce. Sì lo so, tutto questo è molto italiano. Ma vogliamo parlare degli spaghetti col ketchup alle cinque del pomeriggio, magari accompagnati da uno schiumoso cappuccino?

E poi dai, i tedeschi non si sanno vestire. Indossano sempre quegli orribili scarponi da montagna. Ho capito che fa un freddo boia, piove orizzontale e tira vento direttamente dalla steppa siberiana, però non stai mica andando a scalare il Kangchenjunga. Quando invece arrivano i caldi, ecco che tutti se ne vanno in giro pressocché completamente ignudi, non senza l’immancabile calzino sotto al sandalo. Un’accoppiata archetipica, che da secoli getta noi latini nello sgomento totale, fin dai tempi delle prime discese in Italia di Federico Barbarossa. Recenti studi storici hanno dimostrato come il terrore suscitato nelle popolazioni italiche dalle orde di lanzichenecchi in calata libera fosse di natura essenzialmente estetica: calzini in cotta di maglia sotto a birkenstock ferrati. Si salvi chi può.

Avrei voluto parlare del Trap, vi dicevo, e invece ecco una sequela storicamente fondata di luoghi comuni sui tedeschi, ultimamente trasversalmente antipatici manco fossimo nel 1939. Ma quando uno ritorna da quel grande paese che è la Germania con le pive nel sacco, poi ha il suo bel daffare per convincersi che si sta meglio nel Belpaese. Capiamoci: la Germania non è perfetta, però da molti punti di vista ci dà le piste. Rimanendo nei luoghi comuni, lì le cose “funzionano”. O almeno molte delle cose che in Italia invece non “funzionano” affatto. State pensando ai treni che arrivano in orario? Occhio perché anche qui da noi, quando c’era lui…

Ma non divaghiamo, e soprattutto non impelaghiamoci in un confronto tanto impietoso quanto illegittimo. Dicevamo – non si sa come, ma per un attimo ritorna il plurale di maestà – che i tedeschi negli ultimi tempi risultano essere particolarmente antipatici. Specialmente in Grecia, sai com’è. Non che prima sprizzassero simpatia da tutti i pori, per carità, però adesso rischiano veramente di non poter più prenotare le loro abituali vacanze nel Dodecaneso. E se continua così, presto neanche in Costa del Sol o sul Gargano. Come ha sostenuto di recente un raffinato economista velatamente filellenico: “Quella cicciona della Merkel ci ha fracassato i maroni, se ne tornassero al tallero e all’unione anseatica. ‘Sti cravattari mangiacrauti”. Ecco, diciamo che la situazione diventa diplomaticamente sempre più delicata.

Volevo scrivere di calcio, ed invece mi ritrovo a farvi discorsi da bar sulla crisi economica e su quanto i tedeschi siano brutte persone. Non ci siamo proprio. Questo è quello che succede quando uno si mette a scrivere senza sapere bene cosa vuole dire. In realtà io i tedeschi li amo. E non vi ho nemmeno detto perché questo potrebbe essere il mio ultimo post sulla rotta. Non che ve ne cali granché immagino. O forse invece sì. Ma c’è qualcuno dall’altra parte? E soprattutto c’è un’altra parte? Qualcuno sta prestando attenzione a questo vaniloquio? Molti dubbi, troppe domande, nessuna certezza. Questa è la condizione esistenziale dell’individuo postmoderno. Dispiace, ma è così. Un brullo nulla di nulla. Non ci resta che fare il tifo per la Grecia.

Πάμε Παιδιά, stasera siamo tutti con voi!

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5 risposte a C’è grossa crisi

  1. Fatjona ha detto:

    Tutto questo per dire forza Grecia? No, il mio cuore non regge.

    La Grecia è quella nazionale di calcio che ha come capitano Karagounis. Karagounis è quel tipo di persona che tu guardi e poi riguardi, e poi guardi ancora e ti dici “caro Darwin, non mi freghi più”. No, non ce la faccio. Il calcio è una roba seria, molto più seria della Merkel e degli scarponi dei tedeschi.

  2. Christiano (@xho) ha detto:

    Si, tifiamo per la Grecia, ma quell’altra.
    Tifiamo per la Grecia che smonta l’accampamento in area di rigore e va alla Rivoluzione.
    Tifiamo per Mr. Santos Kivemmuortos, di cui Luca Wu Ming 3 canta le gesta: L’Europeo visto da lontano Germania-Grecia

    C_

  3. dan ha detto:

    Eppure non ti facevo cedevole ai dubbi postmoderni 🙂
    Che questo potrebbe essere il tuo ultimo post mi rende triste. I tuoi post mi hanno regalato momenti di gioia e ilarità. Aprire la rotta e trovarci una cosa tua è sempre bello!
    E ricorda Wittgenstein (il primo!)

  4. Dimitri ha detto:

    Grazie dei commenti e scusate il ritardo.
    @ Fatjona & xho: La Grecia (calcistica) purtroppo ha fatto la fine che ha fatto e speriamo che lo stesso mesto destino non attenda anche la rivoluzione. Non c’era Karagounis, che personalmente reputo un uomo molto affascinante (!), e la sua assenza come si è visto ha pesato molto…
    @ dan: Il tuo commento è talmente gratificante che ha spazzato via tutti i miei dubbi postmoderni. Ci saranno altri post. E dai dai dai!

    Stasera mi raccomando ricordatevi di staccare il telefono… http://www.youtube.com/watch?v=b6QymD6rqZw

  5. M ha detto:

    e sì, a quanto pare c’è qualcuno dall’altra parte… c’è sempre qualcuno dall’altra parte… il fatto che io trovo interessante ..la domanda che mi sconfinfera al quanto è …: chi c’è dall’altra parte ? … ho usato sconfinfera, e non intendo cambiare questa parola, ma solo per un fatto di ritmo e simpatia ..perché in realtà interpreta piuttosto male ciò che mi provoca questo interrogativo …questo ricciolino seducente e guerriero che sta là … e qua ..sta ovunque io stia .. inizialmente lo sistemavo mooolto attentamente dietro all’orecchio … ecco direi che lo pettinavo . ..ma non so se avrei potuto fare di peggio …gli ho garantito per luunghi anni il posto d’onore. e ancor peggio senza rendermene troppo conto. e non immagino quanto si sia divertito a trastullarsi con le mie paturnie . non intendo dire che per lui non sia stato un duro lavoro, a volte . ma comunque ..riccioli a parte… e appurato che[per quanto questa sia “evidentemente” la “direzione”o usando il termine spagnolo che qua fa molto evocativo …”el destino” ], ancora non siamo arrivati ad un livello di coscienza cosmica dove la dualità si annulla per accedere infine all’ esitenza suprema all’uno que todo reune .. dati i dati … chi c’è dall’altra parte ? a sì!! già!!! i crucchi, che gente i crucchi … anch’io ho un rapporto strano con loro ..li adoro …ma da tempo, da un tempo quasi immemore, quindi di una forma piuttosto innata, li stimo e rimango incantata a vedere queste famiglie belle che passeggiano per borghi e città con un’eleganza alquanto selvaggia e naturale, che in spiaggia fanno pranzo con un peperone crudo e che trattano i figli, persino i più minuscoli, come persone!..e non come pupazzi…. e poi io li invidio precisi, ordinati, colorati, soprattutto green. gente che accende i lampioni delle strade con un messaggino( gratuito dalle cabine posizionate lungo i viali) gente che al pensiero concreto ha unito l’astrazione e lo han fatto di una forma di tutto rispetto e soprattutto lo han fatto perseguendo degli obiettivi interessanti e ..da da da dan sociali! lo so che qua potrebbe partire la proiezione di certi documentari che metterebbero sotto una cattiva luce ciò che sopra dichiaro. ma non travisate no ce n’è motivo. torniamo più tosto a noi… chi c’è dall’altra parte??? i ragazzoni e le gnocche biondi, alti, fighi pure con calzini e birkenstock e con i cieli più speciali messi là dove stanno normalmente gli occhi e poi c’è anche la Merkel! e gli asili, e i mezzi pubblici e i parchi nelle città e i fondi per la cultura e la birra. e dall’altra parte chi c’è ??? i ballerini di sirtaki !!! i produttori di retsina e ouzo i mangiatori di spiedini di agnelli, e formaggio di capra, quelli che negli occhi hanno la notte, e i pozzi, e il fondo del mare, quelli che nelle strade hanno i cani e anche nei mezzi pubblici a volte hanno i cani … gente di mare e di guerre diverse … di là c’è la mia vacanza al mare …con i crucchi chiaramente e c’è Atene … e Itaca. ma chi c’è dall’altra parte? .. ora ci sono io . che mi domando …chi c’è dall’altra parte ? c’è una rotta …una barca … io dico a vela ! c’è una terra … ci sei tu . tra marinai non ci si dice molto salendo a bordo …ma ci si stringe la mano, a volte, ci si guarda negli occhi.prima o poi . e si va …dove???? si va dall’altra parte . ai marinai più o meno gli importa una mazza dello spread ..sì ho sentito mille storie di viaggi di ida y vuelta fatti in nome di qualche cosa chiamata così, ma non mi hanno convinto molto… si danno molti nomi alle cose a volte, questo confonde … la lingua a volte è strana e gioca brutti scherzi … così dentro una parola si nascondono mondi interi . di una cosa sono più sicura… tutti hanno guardato dall’altra parte. e perché? aaa Itaca . scrivo con un aria un po’ clandestina. scrivo italiano mentre fuori un vento atlantico soffia forte e il rombo degli aerei tenta di nascondersi tra i suoi ululati che maestoso intona a questa luna piena … soffia lui sospiro io.sono in una stanza silenziosa. sono lontana da casa. ma non lo potrei affermare con tanta facilità due volte. forse sono in queste parole come in un divano leggendo Gaarder, mentre l’odore della pummarola con tanto origano mi custodisce i sensi. sono lontana da casa, ma sono nella mia barca. certo le onde. la nostalgia … forse uno degli strumenti più precisi di cui l’uomo possa avvalersi per il viaggio. lontana da casa figlia di un precariato che la restituirà al suo paese .”Molti dubbi, troppe domande, nessuna certezza. Questa è la condizione esistenziale dell’individuo postmoderno.” ma noi lo sappiamo che c’è molto di più no ?! sì noi lo sappiamo …. io so poche cose e mi intrippo abbastanza ma questo lo so ! dimmi la verità cosa c’era nella tua valigia quando sei tornato a casa? ….

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