Ongaku no susume #16

Niente dischi nuovi neanche stavolta, ma tanto tanto hip hop

Stefano Palmieri – Da quant’è che non recensiamo un disco qui alla Rotta? Sembrano secoli. Anche voi c’avete ragione, questa rubrica si chiama Ongaku no susume (che significa “musica consigliata” per quei pochi che ancora non lo sapessero) – ma che ci volete fare, di album nuovi e decenti neanche l’ombra. Sarà che sono diventato più esigente io e per voi vorrei solo il meglio (strizzata d’occhio), sarà che sto lavorando troppo e quindi non riesco più a scovare delle chicche musicali abbastanza soddisfacenti, oppure molto più semplicemente, non è stato pubblicato niente di significativo fino ad ora ma vorrei e mi piacerebbe essere smentito.  Quindi anche questa volta saremo camaleontici e siccome ci piacciono le visiere dritte, i denti e le catenone d’oro e sotto la doccia cantiamo “vorrei la pelle nera”, questa volta  parleremo di un film, anzi di un documentario per la precisione, intitolato Something From Nothing: The Art of Rap.

“hip-hop didn’t invent anything…hip-hop re-invented everything.”

Che cos’è: è un viaggio nella cultura hip hop, che racconta attraverso le voci dei protagonisti la nascita e l’evoluzione del Rap, dai primi beats che sfondavano le casse dei leggendari Ghetto Blaster fino ad arrivare alla scena contemporanea. Il documentario è diretto da Ice-T, ed è stato presentato durante l’ultima edizione del Sundance Festival, forse l’evento cinematografico indipendente più importante al mondo. L’uscita nelle sale americane è prevista per il 15 giugno e negli States l’attesa per questo film è già spasmodica, soprattutto visto e considerando le reazioni di chi il film l’ha già visto in anteprima, come ad esempio Glen E. Friedman:

“This is going to be the biggest documentary of all time! I saw it, I know!”

Ma se le parole di Glen ancora non vi hanno convinto, allora date uno sguardo al cast del docufilm, ossia tutta (ma proprio tutta) la scena hip hop americana che ha fatto la storia: Afrika Bambaataa, Big Daddy Kane, B-Real, Bun B, Chino XL, Common, DJ Premier, DMC, Doug E. Fresh, Dr. Dre, Eminem, Grandmaster Caz, Ice Cube, Ice-T, Immortal Technique, Joe Budden, Kanye West, Kool Keith, KRS-One, Lord Finesse, Lord Jamar, Marley Marl, MC Lyte, Melle Mel, Nas, Puerto Rico, Q-Tip, Raekwon, Rakim, Ras Kass, Redman, Royce Da 5’9″, Run, Salt, Snoop Dogg, Treach, WC, Xzibit, Yasiin Bey (Mos Def) e Kool Moe Dee. E se tutto questo popò di roba ancora non ha saziato la vostra curiosità, sul sito ufficiale del film è possibile spulciare i pezzi musicali che compongono la colonna sonora, mai selezione fu più azzeccata. Insomma, pare proprio che sia un evento da non perdere assolutamente, sperando che esca al più presto nei cinema italiani, anche se ne dubito considerando gli enormi ritardi e le lacune delle distribuzioni nostrane. Al massimo ve lo scaricate. Yo!

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