Ongaku no susume #15

Il nuovo documentario su Jobriath, la “vera fata” del rock and roll.

Stefano Palmieri – Un nuovo documentario sulla sfortunata carriera del glam rocker Jobriath è stato proiettato all’ultimo BFI London Lesbian and Gay Film Festival ricevendo un’accoglienza molto calorosa da parte della critica. In una recensione entusiastica il critico Andrew Pulver del Guardian ha scritto:

” […] in questo documentario straordinariamente diretto da Kieran Turner, Jobriath è stato completamente riabilitato: come performer carismatico, ma soprattutto come vittima inconsapevole dell’arroganza dell’industria discografica e improbabile martire per i diritti gay.”

Ma come, non avete mai sentito parlare di questo personaggio? non preoccupatevi, non siete gli unici. Jobriath è stata la prima rock star apertamente gay. David Bowie e Lou Reed flirtavano con la bisessualità, smalto e make-up, certo, ma Jobriath era nelle sue stesse parole, “una vera fata.”

E in un altro articolo pubblicato sempre dal Guardian, Marc Almond ha reso omaggio al suo eroe spiegando perché Jobriath è stato “troppo” ma sfortunatamente “troppo presto”:

“Jobriath (vero nome Bruce Wayne Campbell) era un’entità senza una grande storia alle spalle, ma era emozionante e seducente, un segreto colpevole. Mi ricordo che, prima di sentire una sua nota, feci un viaggio nella grande mela per comprare il suo primo album, l’omonimo Jobriath. In copertina c’era lui con la pelle di porcellana, una stella disegnata in viso e rossetto rubino sulle labbra. Sembrava una bellissima statua. Ad un primo ascolto, la musica di Jobriath era un mix sconcertante di glam, teatro e quel tipico rock degli anni ’70. Semplici accordi di chitarra e cori alla Starman, troppo intelligente ma non abbastanza pop. La sua voce aveva un tocco di Mick Jagger, era un mix di punk con gli occhi spalancati, innocenti e stanchi del mondo. Per me, prima di tutto, era un eroe sessuale: davvero la prima stella pop gay. Le sue apparizioni oltraggiose negli Stati Uniti al Midnight Special suscitarono shock, stupore e disgusto. Tutti odiavano Jobriath – anche, e soprattutto, le persone gay, perché era imbarazzante ed effeminato in un’epoca in cui il machismo e i baffi a manubrio imperavano.”

Jobriath AD avrà la sua anteprima americana il 14 Aprile al Florida Film Festival. Ecco il trailer:

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