Banach-Tarski e le arance danesi

di jumpinshark

Prima di tutto il video, caricato sul canale YouTube Matematikrevyen e da me conosciuto attraverso un post di Maggie Koerth Baker su BoingBoing:

La didascalia  recita: “Il famoso paradosso di Banach-Tarski, ora nella vita reale. Guarda le arance moltiplicarsi secondo la la potenza di due. E non dimenticare di consultare Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Banach-Tarski“. Se Wikipedia è troppo rigorosa, provate con l’articolo della Koerth Baker che ha un incipit memorabile: “Il paradosso di Banach-Tarski è uno dei tanti luoghi in cui la matematica avanzata inizia a suonare come una conversazione tra matricole che si fanno le canne nel dormitorio del college”. Se proprio la matematica non vi interessa, riguardate un’altra volta il video, notando bene quante arance ci sono a ogni nuova inquadratura del ragazzo addormentato sulla poltrona. Ogni volta raddoppiano, e fermiamoci qui.

I cinefili penseranno subito a Drowning by Numbers di Peter Greenaway, a Pi di Darren Aronofsky ecc.. Ma non mi interessa indagare il “rapporto cinema-matematica”, quanto cercare di comunicare la mia gioia nel vedere questo video realizzato dal dipartimento di matematica dell’Università di Copenhagen o meglio dalla Matematik Revyen, una revvy ovvero “rivista”, nell’accezione teatrale del termine, di quel dipartimento (almeno questo comprendo dalla pagina FB in danese, e si veda il commento qui sotto). Al posto delle spesso tristi e stantie goliardate italiche, a cui molti di voi staranno pensando, troviamo un prodotto molto inventivo e professionale. Elaborato da studenti di matematica, probabilmente con l’appoggio di  giovani di altre facoltà e sicuramente con qualche sorta di finanziamento.

Citazione ironica di nerd

Il video è brillantissimo per come in primo luogo rifiuta l’immagine del nerd, sia nella versione classica da “sfigato”, oggi più che altro recuperata in citazione orgogliosamente ironica, sia nell’insopportabile versione modaiola, alla Zuckerberg & Co.. I giovani studenti di matematica ballano gioiosamente male “Barbra Streisand” di Duck Sauce, riuscendo veri e splendidi. Questi ragazzi e ragazze dimostrano come non vi sia nulla di più sfigato di credere sfigati gli scienziati, senza per questo cadere in quel trendismo feisbuccaro tecno-dorato che subito sborda pericolosamente in orridi sandali e sacrifici mistico-carnivori (Only eat meat I kill).

Stupisce poi quanto siano belli (e, ovviamente, funzionali) gli uffici, le aule, la biblioteca, la mensa, i corridoi, pure i bagni dell’Università\Dipartimento di Matematica di Copenhagen. Si sente subito che lì l’idea della cultura come “lusso che non possiamo permetterci” non è mai passata, sostituita dall’orgoglio di avere sedi vive e ben finanziate (che non degenerano però in pretenziose e inutili sboronate da università privata coi finanziamenti pubblici…). Non sono un esperto di Danimarca e tanto meno delle loro università ma vorrei che, quando viene nominato il “modello danese” [Ichino], si pensasse in primo luogo a questo investimento sulla cultura, in tutte le sue forme. Perché il video, lo ripeto, è deliziosamente scientifico nel tema, ma la realizzazione ha molto probabilmente coinvolto i famosi “inutili umanisti”, che non hanno monopolio di creatività e innovazione (per usare l’ineffabile endiadi) ma possono dare un contributo prezioso nei campi più diversi. E anche se non fossero stati coinvolti, in questo caso singolo, non credo proprio che in quella adulta nazione deridano le humanities (“ahahah scienze delle comunicazione, sì sì, scienze delle merendine”), tirandosela pure per il pratico astuto cinismo… Ahò, co’ Dante nun se magna!

Stupisce infine, e mi vergogno di tale per me inevitabile stupore, che questi giovani non siano rassegnati e depressi, esauriti in senso storico prima che psicologico, come troppi dei nostri pischelli, a cui troppi amici, un poco più grandi e già laureati (e già presi per il culo nelle agenzie interinali con il “sei troppo qualificato” anche per fare le presentazioni nei supermercati), indicano il futuro di  m…a che li aspetta. Nel caso non ci fossero ancora arrivati da soli…

Non sto dicendo che che con un filmato deliziosamente intellettuale e gioiosamente danzereccio si salvino l’università e la gioventù studiosa italiane. Sto dicendo che se qualche studente di matematica domani mostra questo video al prof. di Analisi Funzionale e chiede se da noi si può fare qualcosa di simile, con giusto qualche eurino di sostegno per cominciare, il povero luminare si crederà preso per i fondelli.

Perché da noi già solo l’idea di promuovere un’iniziativa simile  in un’Università pubblica oggi è del tutto folle, umiliati, nei fatti e nei pensieri, come siamo dal micidiale programma politico “non ce lo possiamo permettere”. Perché con la nostra industria a bassissima tecnologia e il sistema di servizi non avanzati, con i tondini e le agenzie di recupero crediti, con queste priorità che ci permettiamo da decenni, stiamo facendo una bella strada…

E come il paradosso di Banach-Tarski non è affatto un paradosso, ma un teorema che semplicemente va contro l’intuizione geometrica, così l’investimento su l’Università, la cultura, la ricerca, pure “fine a sé stessa” -investimento che oggi, nell’Italia della Crisi, riesce il paradosso per eccellenza-, è invece un teorema per la crescita che semplicemente va contro un tipo molto spiacevole e scorretto di intuizione economica indotta (a lato, il malfamatissimo “fine a sé stesso” significa spesso “non immediatamente integrato con sistemi produttivi sorpassati”).

Le arance che si moltiplicano secondo la potenza di due diventano così il miglior simbolo di come, in un contesto meno arretrato e rigor-mortale, frutterebbero seri piani di investimento sulla cultura.

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3 risposte a Banach-Tarski e le arance danesi

  1. elisabetta ha detto:

    La studenterrevy viene messa in scena da studenti universitari ed è la versione studentesca del più ampio genere della ”revy”, una caratteristica forma di spettacolo teatrale composto da sketch, canzoni e performances varie di stampo satirico, tipica dell’intrattenimento danese. In particolare, questo genere di spettacoli messi in scena annualmente dagli studenti, che alla lontana possiamo assimilare alle “recite” nostrane, si riferiscono ad episodi o avvenimenti dell’anno precedente. Matematikrevyen, come è scritto nella relativa pagina Facebook, è la “recita” degli studenti di matematica dell’Università di Copenhagen, che viene messa in scena ogni anno dal 2004, generalmente a fine novembre-inizio dicembre e che attira un pubblico sempre maggiore con il passare degli anni. Detta così può sembrare una sciocchezza, ma in Danimarca la revy gode di grande dignità!

  2. jumpinshark ha detto:

    @elisabetta
    Grazie mille dell’utile commento.

  3. catenomarco ha detto:

    L’ha ribloggato su L'ordalia dell'acquae ha commentato:
    La matematica di Dio?

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