Ongaku no susume #specialenatalizio I

Vi raccontiamo i dischi che ci sono piaciuti di più quest’anno

Stefano Palmieri – Mentre scrivo questo post sono in treno, sto andando a Bologna a sentire per l’ennesima volta LaQuiete. Quando dico ennesima non lo faccio in senso negativo, sia chiaro, sono uno dei miei gruppi preferiti da sempre . Insieme a loro suoneranno i Distanti, che mi fece conoscere l’amico Pippo. Vi ricordate Pippo? Quello delle foto ai Verme + Crash of Rhinos. Anche loro, i Distanti, sono prodotti dalla mai abbastanza esaltata etichetta Triste Records. Che strano no? Quante coincidenze. Comunque, a parte questo. Non scrivo mai quando sono in treno, è scomodo: la gente che urla mentre parla al telefono, i tunnel improvvisi che assordano, il controllore che ti disturba nel momento clou chiedendoti il biglietto. Aggiungeteci anche che in pochissimi treni ci sono le prese per l’alimentazione elettrica e la batteria del mio portatile fa schifo, tutto torna. Per farvi rendere conto, ora sto scrivendo su una Moleskine e non per fare il figo, ma sostanzialmente perché seduta a fianco a me c’è una ragazza italiana bellissima che sta leggendo il Wall Street Journal. Non riesco a non guardarla. E io sono strano; fosse gnocca e basta non avrebbe attirato la mia attenzione. Oddio, non più di tanto. Ma guardarla analizzare con occhi attenti l’andamento dell’indice Nikkei mi manda ai pazzi, il mio cuore ha fatto crack come Lehman Brothers e mi è salito lo spread al cervello. Non ho nè un giornale, nè un libro con me e l’Iphone si è scaricato nel momento peggiore. Allora vi ammorbo un po’. Nota ai naviganti: questa puntata di Ongaku no susume è uno speciale natalizio e sarà quindi dedicata ai migliori dischi dell’anno. Un post sui generis, non recensiamo niente ma cerchiamo di fare un elenco il più esauriente possibile anche se sarà difficile, molto difficile. Starà alla vostra curiosità andarli a spulciare uno ad uno. Quindi, ecco a voi i dischi più belli scelti da La Rotta Per Itaca. Ah, per inteso: non sono nè in ordine di gradimento nè cronologico. Sono a cazzo di cane e questa è solo la prima parte. Partiamo

James Blake – James Blake

Kurt Vile – Smoke Ring For My Halo

Real Estate – Days

M83 – Hurry Up, We’re Dreaming

Wilco – The Whole Love

tUnE-yArDs – w h o k i l l

Fleet Foxes – Helplessness Blues

The Roots – Undun

M.E.D. – Classic

Tom Waits – Bad as me

Various Artists – Drive OST

Youth Lagoon – The Year of Hibernation

Four Tet – Fabriclive 59

St. Vincent – Strange Mercy

Tinariwen – Tassili

Washed Out – Within and Without

Shabazz Palaces – Black Up

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2 risposte a Ongaku no susume #specialenatalizio I

  1. Andrea Casa ha detto:

    la versione di Tinariwen – Tassili me l’ero persa..semplicemente stupenda.

  2. Tra quelli che non conoscevo (parecchi) mi ha incuriosito il pezzo de Tune Yards. Provvedo a procurarmi il disco.

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