IL COLLEZIONISTA DI MEMORIE: Margini²

Il secondo modo in cui il regista può definire lo spazio fuori-campo è con lo sguardo off. Spesso in Nana, una sequenza (si vedano soprattutto le peripezie della corsa ippica) comincia con un primo piano o piano ravvicinato di un personaggio che si rivolge a un altro fuori campo, e talvolta la situazione è tale, lo sguardo tanto insistente, tanto essenziale che questo personaggio fuori campo (e quindi lo spazio immaginario in cui si trova) assume altrettanta se non maggiore importanza del personaggio nell'inquadratura e nello spazio in campo. Noel Burch, Prassi del cinema

 

(foto di Andrea Pozzato)

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