Imprevisti

A causa di pressanti impegni lavorativi, questa settimana l’ormai consueto appuntamento coi DIECI INEQUIVOCABILI SEGNI DELLA SCOMPARSA DELL’UMANITA’ verrà rinviato a data da destinarsi, forse, pensandoci bene anche questo è un segno.

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Semiologo dilettante, spettatore ostinato, saggista crossmediale, teorico poststrutturalista.
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9 risposte a Imprevisti

  1. silvia ha detto:

    E forse lo è anche il fatto che lo scaldabagno mi abbia detto addio…ah ah ah. Fosse almeno estate, gli idraulici sono una specie in via d’estinzione come il Panda Gigante, bisognerebbe sensibilizzare la popolazione ma in questo momento storico la vedo molto dura…Un abbraccio forte prima della mia scomparsa per la polmonite che mi beccherò a breve…Ciaoooo

  2. El_Pinta ha detto:

    E’ il segno, è il segno!!! Miraaaaaaaaaaaaaacolooooooooooooo!!!

  3. lucagiudici ha detto:

    Il caos domina, astuto Ulisse. Penelope tesse la rete, e trasforma il caos nel cosmo, ma la rete è fragile, e si spezza. Così bisogna riannodare i fili strappati, e ritornare sui propri passi. A volte guardare lontano, e altre restare vicino. Prometeico è il compito: cosa diventa il caos se lo racconti?

    • silvia ha detto:

      ….Una fantastica occasione per farsi 2 risate mentre ci si passa attraverso….un abbraccio, vado a lavorare e sono in ritardo, il Dio Crono è un tiranno che non fa sconti…

  4. El_Pinta ha detto:

    Luca, che bella domanda che fai!

    • lucagiudici ha detto:

      In realtà è Claudia che – non so quanto voluto – fa un lavoro demiurgico e di mitopoiesi. Raccontare il caos, narrare il cammino verso la fine è il tentativo estremo di dare ordine (cosmo) al caos. La rotta per Itaca stessa è una complessa metafora della tensione e dello sforzo teso a riappropiarsi di un percorso culturale (un lavoro culturale). Claudia solleva muri e abbatte barriere, cercando di inquadrare la follia, di darle almeno una parvenza di senso, ma non lo fa con la lingua severa dell’analisi (non si può affrontare il vento del nulla con il rasoio di Occam), bensì con lo sguardo del mito. Ecco perchè è Penelope, che di giorno razionalizza il suo agire e tesse, connette e regola, ma di notte – Lilith – distrugge il suo lavoro, ridando spazio a quel caos generativo. Poiché ben sappiamo che la trasformazione è la cifra del mito, e i riti sono sempre di passaggio: difatti incontriamo asprezza, astio, passione, compassione, commozione, amore e tristezza. L’assenza è il segno di oggi: il vuoto che noi sappiamo essere in fondo al cammino del caos-cosmo, anche se pare solo mancanza di tempo. Dice bene Silvia: Crono non fa sconti, si paga tutto.

      • El_Pinta ha detto:

        Vero, ed è anche sforzo che non cessa, ordine che cede sempre al caos in un infinito alternarsi. Forse questo vuoto ci voleva, visto che lo stiamo riempiendo di qualcosa che è simile ad un ricordo anticipato…

  5. Claudia Boscolo ha detto:

    carissimi! è bello ritrovarvi anche su questo non-post🙂 forse è proprio un segno! a prestissimo comunque vi somministrerò settimo segno, perdonate il ritardo! Un abbraccio a tutti, C.

  6. Luca Giudici ha detto:

    Si davvero … questo segno è come se ci fosse stato.

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