DIECI INEQUIVOCABILI SEGNI DELLA SCOMPARSA DELL’UMANITA’

Che cosa sono i dieci inequivocabili segni della scomparsa dell’umanità? Scoprilo qui

Tutto il potere al soviet dei robot

All modern comfs
Viaggio nel bunker dell’umanità superflua
di Claudia Boscolo
A che serve un essere umano se il suo frigorifero fa la spesa da solo? Ce lo spiega Ikan, il robottino da interfacciare al frigo che scannerizza i prodotti e trasmette i codici direttamente al sito del supermercato presso cui facciamo la spesa. Questo a sua volta provvederà a consegnarci gli acquisti a domicilio. Se vogliamo aggiungere o togliere prodotti basta che ci colleghiamo al nostro account e che operiamo da lì le modifiche necessarie. Il nostro account contiene i dati della carta di credito su cui viene addebitata la spesa, e quindi non dobbiamo preoccuparci neppure di avere denaro contante per pagare il fattorino. Scommetto che nessuno dei miei proverbiali venticinque lettori ha una particolare passione per la spesa e i supermercati, altrimenti non si sarebbe affezionato a questa rubrica; quindi il prossimo passo per tutti noi sarà acquistare il robottino e scordarsi il confronto con la società dei consumi: è la via definitiva della liberazione, l’ultimo passo verso la dematerializzazione cui tutti aspiriamo. Se per caso, tuttavia, un giorno dovesse assalirci la voglia di entrare in un negozio di alimentari e provare l’ebbrezza di fare la fila, allora Ikan può sempre stampare la lista. Tutto ciò “non solo facilita la spesa di alimentari, ma stai anche risparmiando energia e salvando il pianeta, perché Ikan ti dice se il prodotto è riciclabile e in quale bidone gettarlo”, recita la pubblicità. Non c’è neppure il bisogno di preoccuparsi per l’ambiente: il frigorifero, o meglio lo scanner che gli hai applicato, ci pensa al posto tuo.
L’umano dematerializzato, in assenza di necessità primarie e sollevato da ogni preoccupazione, può così dedicarsi interamente alla sua vita lavorativa, che si svolge nel bunker informatizzato in cui vive. Ulteriore segno inequivocabile della scomparsa dell’umanità: la sua vita quotidiana ridotta ad appendice superflua delle macchine che lui stesso ha creato.
Il lavoro consiste nello sfiorare i vari touchscreen devices con cui  svolge attività intellettuali dalle quali deriva il suo stipendio mensile. Che consiste in una schermata ottenuta collegandosi al proprio conto online, dove può controllare la somma accreditata ogni mese, o come vanno le obbligazioni. Non c’è bisogno di comunicare con altri umani perché tutto fila sempre liscio, gli interessi si accumulano, le bollette si pagano da sole tramite addebito permanente sul conto.
A parte litigare col precario del call center perché il gestore cambia le tariffe ogni quarto d’ora, non c’è più bisogno di parlare con nessuno.
Non c’è neppure più bisogno di vedere nessuno. Il lavoro cognitivo arriva alla società di appartenenza tramite un servizio di file sharing, e qualsiasi comunicazione su eventuali problematiche avviene in chat.
Se proprio venisse in mente la bislacca idea di recuperare uno statuto tridimensionale ci sarebbe la palestra del quartiere, ma chi ne ha bisogno? Solo gli sfigati. Per tenersi in forma basta scegliere una delle numerose applicazioni per iPad e iPhone che organizzano la routine di esercizi quotidiani. E’ sufficiente avere in casa gli strumenti per il fitness, un materassino, delle fasce elastiche, dei pesi, una pedana mobile, una cyclette, strumenti che non sono affatto cari. Al costo totale di all’incirca un computer portatile puoi rimanere in forma senza dover condividere spazi con altri umani sudati e puzzolenti.
E’ cosa nota che i robot mantengono ancora in vita gli esseri umani grazie a una caparbia fiducia nella loro natura essenzialmente buona, e per un vago attaccamento filiale nei confronti dei loro primigeni ideatori. Questo gesto magnanimo, d’altronde, non fa che replicare un’inveterata abitudine degli umani stessi, che pur appesi a un filo, si occupano a tempo pieno di cani, gatti e altri animali domestici, spendendo cifre a svariati zeri in scatolette e lettiere, e rinunciando a una porzione dello scarso spazio vitale che i robot concedono loro all’interno di bunker sempre più minimali. In ogni caso, il robot, con lo stesso amorevole afflato che dedica alla cura dell’umano, è sempre sempre disposto a intervenire anche nell’alimentazione del gatto: se siete così concentrati sul vostro lavoro intellettuale per sentire le lamentele dell’amico felino, ci penserà il vostro Pet Feeder a sfamarlo all’ora giusta.
E nel caso dovesse surgere incontrollabile e improvviso un desiderio di partecipazione che porta nelle piazze a protestare contro l’invadenza dei robot schiavizzanti, non lasciate a casa l’application I’m getting arrested per Android: il poliziotto è sicuramente più cattivo del robot, ma l’unico vero amico che avete in quel momento è il vostro avvocato.
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Informazioni su El_Pinta

Semiologo dilettante, spettatore ostinato, saggista crossmediale, teorico poststrutturalista.
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2 risposte a DIECI INEQUIVOCABILI SEGNI DELLA SCOMPARSA DELL’UMANITA’

  1. matteo ha detto:

    articolo molto interessante claudia…io che sono molto scettico (qualche collega di questo blog dice troppo…) nei confronti del dominio tecnologico che porterà computer e robot alla conquista della terra mi sono (amaramente) divertito a leggerlo….

  2. Claudia Boscolo ha detto:

    Grazie Matteo, mi fa piacere. E’ un divertissement, ma neanche tanto, visto che c’è già gente che vive così. Io stessa sono già così, e quindi è un’autocritica davanti all’orrore che mi causa la prospettiva che il mondo si riduca davvero a dipendere dalle macchine che ha creato.

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