Prove di fantascienza: i Sofisti

Prove di Fantascienza

 L’idea è quella di pubblicare, a puntate, un piccolo racconto di fantascienza. Dopo aver passato parecchie ore sulle pagine di Asimov e Dick, credo che la struttura narrativa propria della fantascienza offra un enorme quantità di possibilità retoriche e concettuali.

Con molta umiltà offro al lettore, volta per volta un capitolo del mio primo racconto di fantascienza.

Chiedo di esprimere pareri, critiche e consigli, se si vuole.

Va da sé che tutto questo è più utile per me autore, che per voi lettori, che però avete la possibilità, con un click, di abbandonare questa scanzonata prova di scrittura.

 

 #1- I Sofisti

 -Nessuno crea il linguaggio, esistono serie eterne di deduzioni logiche che si succedono-

Di questo sono consci i Sofisti, non la quasi totalità dell’umanità. Al pari di una casta religiosa, i Sofisti vengono venerati e temuti dal popolo. Maestri dell’algebra booleana, I Sofisti edificano le miriadi di realtà virtuali all’interno delle quali ogni essere umano o quasi, passa la sua esistenza. Costruttori e mescolatori di linguaggi proposizionali, sono di fatto, le fondamenta sui cui poggia l’esistenza e l’esperienza dell’umanità. Che sia il programma -Civitas 4000- o il simulatore 9.5, la mente umana che dirige la realtà virtuale prescelta è quella di un Sofista.

Ad individuare i potenziali Sofisti, è un programma, uno dei programmi più vecchi, che verifica la capacità neurologica dell’individuo che si connette alla realtà virtuale. Ovviamente, nell’ultimo secolo il programma ha avuto delle migliorie, organizzando sempre più sistematicamente il ruolo del Sofista. Una volta selezionato dalla macchina, il potenziale Sofista viene connesso necessariamente alla serie di prove attitudinali che il programma di formazione prevede. Se le prove vengono superate, comincia una fase di istruzione. Quelli che arrivano al compimento del programma di abilitazione, possono cominciare a forgiare le equazioni necessarie alla creazione dei mondi.

Esistono ancora delle realtà virtuali parallele, costruite da eretici del software. Connettersi a queste realtà oltre che essere fortemente sconsigliato, vuol dire approdare in mondi di perversione e anarchia, cosa pericolosa e poco conveniente. Di fatto, dal momento che un individuo è connesso, ed oramai questo avviene alla nascita, le realtà che può esplorare sono quelle create e collaudate dai Sofisti. Succede però a volte che il sistema venga crackato, e per qualche ora si possano vivere esperienze poco consigliabili.

Generalmente i sofisti non si conoscono tra loro, non credo che abbiano nemmeno coscienza di loro stessi. Eseguono in maniera rigorosa gli ordini che i superiori loro affidano. Che sia l’espansione di un mondo già esistente, il perfezionamento di una realtà simulata o la creazione di nuovi spazi virtuali, questi uomini si trovano, data una linea, più vicini all’estremo della macchina, che a quello dell’umanità. Non conoscono il vocabolario, non conoscono espressioni approssimative o affermazioni vaghe, non concepiscono le emozioni, temono il paradosso più della morte, vivono seguendo l’evoluzione della logica modale e binaria. Interagiscono con i numeri, unica realtà consistente.

Vi sono Sofisti più bravi di altri. I più attenti riconoscono la mente del sofista dalla struttura stessa del mondo costruito.

Come artisti naif, i Sofisti si divertono a nascondere all’interno del mondo su cui hanno lavorato, piccoli segni personali di riconoscimento. Non sarebbe lecito, la politica delle società di costruzione di realtà virtuale esige il totale anonimato e la spersonalizzazione delle menti calcolatrici.

Forse questo è uno degli ultimi segni di quella che era una mente umana, un segno di riconoscimento, forse inconscio, che afferma un individualità che, negata, si perde nel mondo del calcolo.

Nessuno conosce personalmente un Sofista, nessun Sofista ha un avatar. Difficile da concepire, cercherò di spiegarlo. Non essendo fruitori, ma costruttori dei mondi virtuali, i sofisti, esistono solo come menti calcolatrici. Non hanno coscienza, o così ci fan credere, dell’io. Esistono solo come entità di calcolo e seguendo questa logica, nemmeno possono concepire la nostra esperienza virtuale. Quello che a noi appare come il mondo nel quale stiamo in quel momento vivendo, i palazzi, l’esperienza di volo o le esperienze ludiche, sono per i sofisti, solo complesse funzioni algebriche. Per i Sofisti noi siamo solo varianti controllate. Per noi i Sofisti sono solo simulacri di macchine.

Questa voce è stata pubblicata in Narrazioni e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...