Ora e sempre Resistenza – Intervista a Lionello Bertoldi

In occasione della recente commemorazione del 25 aprile, la rotta per Itaca ha fatto qualche domanda a Lionello Bertoldi, presidente della sezione bolzanina dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Onorati dalle sue risposte, ve le proponiamo.

“Il nuovo 25 aprile è stato per Bolzano l’obiettivo raggiunto di un più alto livello di democrazia, ed una nuova ripartenza per il fondamentale risultato che vogliamo raggiungere, quello di una società nuova, ricca delle due culture, che convivendo sbocciano, producendo donne e uomini nuovi, capaci di guardare all’Italia come al Paese della Costituzione, ed all’Europa della Pace a cui tutti apparteniamo.”

Che significato ha essere iscritti all’ANPI oggi, a più 60 anni dalla guerra di Liberazione?

Essere iscritti all’ANPI significa appartenere alla casa comune dei valori dell’antifascismo.

Essere patrioti della Costituzione, vivere la responsabilità delle Regole, per avere la forza di pretendere l’attuazione di valori e diritti che la Resistenza ha collocato in essa, per tutte le generazioni a venire. Tutto questo vuol dire essere iscritti oggi all’ANPI.

La Resistenza partigiana si oppose al regime fascista con le armi. Lei giustificherebbe oggi una rivolta violenta contro l’attuale “regime”? Se no, quali strumenti crede possano essere efficaci per cambiare lo stato delle cose in Italia?

La Resistenza contribuì non solo alla sconfitta del nazifascismo, ma anche ad aprire la strada alla democrazia. Vivere responsabilmente le Regole oggi, significa anche saper dissolvere ogni regime che attenti alla democrazia conquistata.

Come valuta l’odierno tentativo di revisione storica del periodo 1943-1945, volto all’equiparazione di fascisti e partigiani, entrambi combattenti per una propria idea di Italia?

La Costituzione fu un grande sigillo di pacificazione, distinguendo bene tra chi aveva operato per i valori da porre nel più alto patto di popolo e chi quei valori li aveva negati con la violenza. Ogni subdolo tentativo di equiparazione è un attentato alle fonti della nostra democrazia.

Quali peculiarità ebbe la Resistenza in Alto Adige?

Un partigiano deve potersi muovere nel popolo come un pesce nell’acqua”, direbbe qualcuno.

In Alto Adige prima il fascismo operò la feroce snazionalizzazione di un popolo di lingua e cultura diversa, poi nazismo e fascismo furono complici nella volontà di sradicare quel popolo dalla sua Heimat con le opzioni, rendendo così questa terra la più arida ad ogni possibilità di incontro tra popolazioni di lingua e cultura diverse, anche nel resistere al fascismo ed al nazismo. Ognuna delle due parti seppe ugualmente resistere alla disumanizzazione del nazifascismo, ma dovette farlo da sola, e furono minoranze isolate, deboli anche se eroiche. Forse è questa la peculiarità che ci portiamo appresso dalla Liberazione, di avere avuto due diverse resistenze al nazifascismo, che non seppero incontrarsi ed agire assieme.

All’epoca, essere partigiani significava anteporre un valore etico alla vita stessa. Lei crede che oggi ci siano ancora persone pronte a sacrificare i compromessi del tempo per un ideale più grande?

Voler sopravvivere è un sentimento molto umano.

Voler conservare ed espandere la propria umanità, come fece la Resistenza, rende questo sentimento ancora più ricco e profondo. Questo rimane ancora un ideale per molte donne e molti uomini, ed anche per i giovani, che hanno bisogno di un ideale come hanno bisogno dell’aria per respirare.

L’ANPI è senza dubbio un elemento indispensabile per la memoria storica. Ma è anche una voce critica sul presente?

ANPI non è solo la casa comune dei valori dell’antifascismo. Il suo ottimismo della volontà la eleva a coscienza critica di come e in quali tempi le istituzioni ed i partiti attuino quei valori e quei diritti che la Resistenza ha posto nelle Regole per tutte le generazioni a venire. E’ un compito grande, per tante forze diverse, di cui ANPI intende essere costante catalizzatore.

Ritiene che l’ANPI dovrebbe cercare di ottenere una rilevanza mediatica maggiore di quella che ha? Se si, in che modi?

ANPI avverte prima e più di altri come sia in atto un velenoso tentativo di frantumare ogni solidarietà e unità fra gli uomini, anche nelle società avanzate e democratiche, per fare dell’uomo un individuo solo, ridotto a consumatore delle proprie possibilità.

ANPI chiama a stare assieme, a vivere responsabilmente le Regole per poter pretendere futuro. L’informazione è quindi indispensabile, come la formazione. Spetta alla famiglia, spetta alla scuola, spetta alle istituzioni, tanto quanto ai media. Niente impedisce di trovare nuovi ed originali strumenti dell’informazione. Le parole possono essere pietre.

Ci racconterebbe un aneddoto significativo?

Settembre 1944, al Centro scolastico di Caldonazzo (TN) uno degli universitari, che fungeva da nostro professore, ci trattenne in un angolo, bisbigliando prudentemente.

Nella prima quindicina di agosto, i nazisti e i fascisti hanno fucilato 16 uomini tra partigiani e malgari, presi lassù alla malga Zonta, verso passo Coe.”

Una mia compagna sussurrò: “Si, era il 12 agosto, sono venuti anche a Centa, sono entrati in casa mia ed hanno rubato tutto anche i miei vestiti.”

Rimanemmo silenziosi a lungo. Poi, io, che ero un frugolo di terza scientifico, non mi trattenni. “Prof. cosa sono i partigiani?”

Non leggi i giornali?”

No, a casa non arrivano.”

Quando leggi banditi, quelli sono i partigiani.”

Lasciai subito il mio amico Piva e tornai a casa in bicicletta. Erano chilometri facili, ma non avevo voglia di pedalare. Pensavo ai i cartelli «Achtung Banditen, Tag und Nacht».


Concludendo, una domanda filosofica: secondo lei, è possibile amare il proprio nemico?

Fatta ad un cattolico la domanda è retorica: “Ama il prossimo tuo come te stesso, ama il tuo nemico”, recita il Vangelo.

Per tutti gli altri, ottimisti della volontà nel desiderio della pace, anche il nemico può essere il prossimo che si avvicina.

Annunci

Informazioni su Dimitri

Braccia rubate all'agricoltura
Questa voce è stata pubblicata in Eventi, Interviste, Personaggi, Storia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Ora e sempre Resistenza – Intervista a Lionello Bertoldi

  1. Pingback: La bellezza e l’orrore. Appunti su “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi” | La rotta per Itaca

  2. Luciano Sirianni ha detto:

    Il Senatore Bertoldi con la Sua saggezza ha ancora una volta dato prova che una generazione di persone di valore resta il simbolo di una Resistenza che molti non vogliono riconoscere ma che ci ha permesso di riprendere il cammino per i nostri figli e nipoti.Grazie ancora a Lui.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...