Dalla Storia non si impara mai abbastanza

Già una volta per le strade di Bolzano è riecheggiato il suono cadenzato dei passi di marcia.

Era il 2 ottobre del 1922, i fascisti di Benito Mussolini marciarono per le vie della città e deposero l’allora sindaco Julius Perathoner. Non era che una prova generale. Quattro settimane dopo, infatti, i fascisti marciarono su Roma, sancendo l’inizio del Regime.

La marcia che il 2 ottobre attraversò Bolzano non fu la prima né l’ultima, ma sicuramente la più gravida di conseguenze storiche.

Oggi, a quasi novant’anni di distanza da quella giornata, Bolzano è nuovamente attraversata dallo spettro di nuovi e vecchi estremismi, irresponsabilmente alimentati dalle scelte dei partiti di governo nazionali e provinciali.

Il recente accordo tra la SVP ed il PDL ha visto i parlamentari della Stella Alpina astenersi dal voto di fiducia al Ministro della Cultura Sandro Bondi, contribuendo così alla sua riconferma, in cambio della ricollocazione di alcuni monumenti risalenti al periodo fascista. Una scelta storicamente miope e politicamente esplosiva, perché cancella d’imperio le tracce di un passato vissuto e patito da tutta la popolazione del nostro territorio, un passato nei confronti del quale non si è mai riusciti ad elaborare una memoria ed una coscienza condivise.

La scelta dell’SVP si inscrive in una precisa strategia politica volta a recuperare i consensi persi alle ultime elezioni a vantaggio dei partiti dell’estrema destra tedesca (Freiheitlichen, Union fur Südtirol, Südtiroler Freiheit).

Dal canto suo, l’estrema destra italiana non si è lasciata sfuggire l’occasione per mostrare i muscoli, organizzando a Bolzano, per la giornata di sabato 5 marzo, la prima manifestazione nazionale di Casa Pound, con l’appoggio di Unitalia. Questa manifestazione è una pericolosa espressione di revanscismo, tanto più pericolosa perché ha luogo in una terra di confine. Il concetto di identità che questa manifestazione vuole difendere ci appare anacronistico ed escludente, privo di qualsiasi prospettiva volta a costruire una pacifica convivenza in questa terra.

In questo delicato momento storico, gli equilibri economici e geopolitici globali vengono alterati da una grave crisi economica, i cui esiti sono ancora tutti da decifrare. Gli effetti di questa crisi si ripercuotono sull’Europa ed in particolare sull’Italia, logorata dal berlusconismo. Per la prima volta vacillano anche le basi economiche su cui di fatto si regge l’Autonomia della nostra Provincia.

Oggi il rischio è quello di veder riaffiorare odi etnici mai del tutto sopiti, risvegliati da una crisi economica che mette in luce tutti i limiti della pacifica coesistenza altoatesina, mai realmente trasformatasi in convivenza.

Annunci

Informazioni su Dimitri

Braccia rubate all'agricoltura
Questa voce è stata pubblicata in Attualità, Eventi, Prese di posizione, Storia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Dalla Storia non si impara mai abbastanza

  1. Pingback: 17 marzo 2011: unità oltre l’identità | La rotta per Itaca

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...