Finalmente disconi a Ongaku no susume, come non li vedevamo da tempo. Questa volta parliamo del nuovo e primo album dei Quakers, pubblicato dalla beneamata e mai elogiata abbastanza, Stones Throw.
- Stefano Palmieri – Il suono dei Quakers è apparso per la prima volta nel film del 2011 di Banksy Exit Through The Gift Shop, e da lì le fondamenta erano già state scosse. Il nome del gruppo, infatti, non deriva mica dal movimento religioso dei Quaccheri (in inglese Quakers), ma da terremoto.
Quakers è un collettivo hip-hop composto da più o meno 35 membri che orbitano intorno a un nucleo centrale formato da tre produttori: Fuzzface, 7-Stu-7 e Katalyst.
Fuzzface non è nient’altro che Geoff Barrow, uno dei fondatori dei Portishead (e precedente collaboratore dei Massive Attack e di Tricky), il gruppo di trip hop inglese originario di Bristol che tanto era in voga nel finire degli anni ’90. Fuzzface è da lungo tempo sostenitore della stessa Stones Throw e in contatto col fondatore dell’etichetta Peanut Butter Wolf sin dal 2004, anno di uscita del capolavoro di J Dilla e Madlib (assieme Jaylib) Champion Sounds. Gli altri produttori sono appunto 7-Stu-7, che è ingegnere del suono sempre dei Portishead e produttore della Invada Records nel Regno Unito, e Katalyst, uno dei produttori più rispettati in Australia e anche lui partner della Invada Records.
Delusi e annoiati da gran parte dell’hip-hop che li circonda, i tre produttori pensano bene di creare il tipo di rap e di sonorità che loro vorrebbero ascoltare e far ascoltare. Piuttosto che limitarsi a inviare beats ai nomi della scena rap più caldi del momento, hanno cercato invece collaboratori veri e propri, che a loro volta, hanno partecipato allo sviluppo dell’intero lavoro, indipendentemente dal fatto di essere leggende hip hop o semplicemente gente divenuta famosa nel world wide web. Gli inviti mandati dai tre sono stati immediatamente raccolti da leggende della Golden Age come Prince Po e The Pharcyde’s Booty Brown, grandi nomi della scena rap indipendente americana come Dead Prez e Phat Kat, e, naturalmente, da alcuni dei personaggi che hanno contribuito a rendere grande la Stones Throw: AloeBlacc, Guilty Simpson, MED e i nuovi acquisti Jonwayne e Dave Dub. Alla riuscita dell’album hanno collaborato anche alcuni talenti che sono ancora poco noti: Kid CoinLocker, Lyric Jones, Estee Nack e altri.
Insomma, tantissima carne al fuoco, talenti vocali a mille, eppure quel che è al centro del disco è la produzione stellare dei Quakers che lega assieme più di 40 pezzi in un insieme coerente e freschissimo. Beats pesanti e veloci si alternano tra di loro, intermezzati da intro che sembrano suonare la carica. “Su le mani si ve piace”, buon ascolto.

Entusiasmo