La rotta intervista RC Sud

Dimitri El Madany

Da sx a dx (in senso orario): Sten, Bomberman, Ness, Dj Nigo, Funky Ciro e Jack'Er

Anche grazie ad un certo familismo amorale, noi* ragazzoni de La rotta per Itaca abbiamo trovato il modo di incontrare nella loro tana suburbana una delle crew più efferverscenti della scena hip-hop bolzanina: gli RC Sud. Ecco com’è andata e cosa ci hanno raccontato.

Era un sabato pomeriggio, e a Bolzano c’era il raduno delle Harley Davidson. Non avendo noialtri una Harley Davidson, e più in generale non possedendo motociclo alcuno, lasciamo perdere la consecutio temporum e decidiamo di snobbare il raduno per dedicarci ad un’attività di maggior spessore culturale, come per esempio intervistare dei musicisti. I musicisti, come è noto, tirano un casino, e noi siam mica nati ieri, eh! Cosa c’è di meglio da offrire ai nostri lettori (ma soprattutto alle nostre amatissime lettrici) di una bella intervista con dei baldi giovini che praticano la ritmata arte della poesia musicale, meglio nota come hip-hop? E per giunta di sabato pomeriggio?

La risposta che ci diamo è: “Assolutamente nulla!” E quindi eccoci diretti al peggio in corsia preferenziale, a bordo del bolide GTI di Sten aka Strato ed in compagnia di Bomberman, che sarà il nostro cicerone anche in virtù del familismo amorale di cui sopra. Sì perché, che vi pensate? Che a Bolzano certi meridionalismi non ci siano? Che qui sia tutto Heidi e Peter e baite di montagna? Basta con questi cliché fasulli. Noi bolzanini prendiamo gli autobus come tutte le persone normali, mica andiamo in giro con le slitte trainate dagli husky e compagnia bella. Ma siccome il sabato pomeriggio di autobus ce ne sono pochi, ecco che accettiamo ben volentieri il passaggio di Sten, che in un lampo ci porta a destinazione.

Scendiamo dall’abitacolo e ci troviamo in uno dei tanti angoli grigi della zona industriale di Bolzano. Un’insegna luminosa dice Strip Club, ma per il momento è spenta. Una chiazza di vomito sull’asfalto sta lì a testimoniare che per certe cose ci vuole fegato, per altre stomaco. Entriamo da una porta che no, non è quella dello Strip Club (zozzoni, abbiamo appena detto che è chiuso), e scendiamo varie rampe di scale. Transitiamo per un paio di corridoi, strisciamo dentro a un cunicolo, passiamo attraverso una botola, guadiamo una specie di torrente, risaliamo da una scala a chiocciola, ci issiamo su delle liane, superiamo un portale dimensionale e finalmente ci ritroviamo dentro al covo degli RC Sud.

Sciaguratamente ci rendiamo conto di aver dimenticato nella macchina la penna ed il taccuino, e così ci tocca rifare tutta la strada. Questa volta vi risparmiamo i dettagli. Nel frattempo sono arrivati tutti, o quasi, i componenti della crew, ovvero Dj Nigo, Funky Ciro, Jack’Er, Ness aka Nazzareno, e naturalmente Sten e Bomberman. I ragazzi ci tengono a far sapere che, oltre a Ganja (che ha lasciato da poco la crew per motivi personali gettando tutti nello sconforto), mancano all’appello anche Blacotrack (che è diventato papà di recente, e gli facciamo gli auguri del caso!), White Vince (che probabilmente è andato a donne), Zampa (che se la spassa a Londra), ed infine ‘Ntoni u ciozzo (che invece si è dato alla muratoria). Ognuno fa quel che s’ha da fare. Noi pure sappiamo quel che s’ha da fare, e quindi facciamo finalmente partire questa tanto attesa

INTERVISTA

Bella regaz, prima di tutto grazie di averci invitati qui per questa chiacchierata. Iniziamo subito con la prima domanda: com’è nato il vostro progetto e da quanto tempo lo portate avanti?

Tutto è iniziato più o meno cinque anni fa. All’inizio la faccenda si chiamava solo RC, che stava per Dj Nigo (che all’epoca si faceva chiamare Rani) e Funky Ciro. Poi attorno a questo primo sodalizio hanno iniziato a gravitare altri elementi, e si è creato un gruppetto di simpatici perdigiorno. Qualcuno è rimasto fino a oggi, altri invece li abbiamo persi per strada (c’è chi è espatriato, chi ha cambiato identità, e perfino chi si è dato alla musica neomelodica). Da un paio d’anni a questa parte la formazione è pressoché stabile. RC è diventato RC Sud, perché, chi più chi meno, abbiamo tutti origini meridionali.

Non a caso alcuni vostri pezzi sono in dialetti del sud. Che significato ha per voi questa cosa, anche considerando che siamo a Bolzano?

Che questo sia un elemento fondamentale lo si capisce già dal nostro nome. Noi siamo genti du sud, e ci sentiamo terroni nel profondo! Non c’è da stupirsi: chi la conosce sa che Bolzano, nella sua componente italiana, è una città fatta da immigrati in gran parte venuti dal meridione. Funky Ciro rappa in lingua calabra, Jack’Er in napoletano e Bomberman in salentino, perché queste sono le nostre origini. Probabilmente il nostro disco gira più tra i guaglioni di Giugliano (NA), i massicci di Galatro (RC) e i vagnuni di Veglie (LE), che non a Bolzano. La musica diventa così anche un modo per rimanere in contatto con gli amici lontani mille e più chilometri.

Cosa vuol dire essere una crew?

L’hip-hop non è una musica individuale, l’hip-hop è qualcosa che si fa insieme. L’elemento della condivisione è fondamentale. Quello di crew è un concetto che va oltre l’aspetto prettamente musicale. È una sorta di fratellanza. Noi non veniamo qui in sala solo per registrare, noi qui praticamente ci viviamo. Certo facciamo musica, ma per noi questo è prima di tutto un modo per stare insieme.

Come lavorate ai vostri pezzi?

Si parte sempre dalla base. Il Dj prende un campione e ne tira fuori due o tre tracce. Insieme si sceglie la più adatta. Poi sul beat calibriamo il testo e il tono. Ognuno scrive la sua strofa. Quella è forse la fase più personale: c’è grande rispetto per l’espressione individuale e non ci correggiamo mai l’un l’altro. Al massimo qualche consiglio. Quando poi si passa alla registrazione, bisogna trovare il flow, ovvero riuscire a far scivolare il testo sul beat. Quando si registra non si scherza più, e in questa fase diventa fondamentale il parere di tutti, specialmente quello di Nigo. Il nostro Dj è un drago del suono! Ma qui ognuno ha il suo talento particolare, e alla fine è l’unione che fa la forza, come sempre.

Quali sono i vostri punti di riferimento musicali? Avete una formazione strumentale?

A parte Jack’Er (pianoforte e basso) e White Vince (chitarra), non abbiamo una vera e propria formazione musicale. In compenso abbiamo sempre ascoltato tantissima musica. Per quanto riguarda il genere, le nostre radici affondano negli anni novanta. Un nome su tutti: Wu Tang Clan. Ma anche La Famiglia e Sangue Misto, il brodo primordiale dell’hip-hop italiano. Come per molti altri, anche per noi questi sono stati i punti di partenza. In generale, al midi preferiamo il campione e cerchiamo di essere il più hip-hop possibile, senza sconfinare nell’elettronica.

Nei vostri pezzi parlate spesso di “mondo parallelo”. Potete spiegarci meglio questo concetto?

“Mondo parallelo” potrebbe essere il nostro secondo nome. È un concetto coniato a suo tempo da Ness, ed è molto semplice: quando siamo davanti a un mic, come per magia le menate della vita di tutti i giorni svaniscono, passano in secondo piano. La musica diventa così un modo per scaricare, per sfogare le frustrazioni quotidiane. La sala di registrazione diventa un mondo a parte – appunto, un mondo parallelo – in cui ci possiamo finalmente esprimere in maniera libera e autentica. E poi, come abbiamo già detto, non si tratta solo di musica, quanto piuttosto di vita in comune. In questo senso, per noi il mondo parallelo è molto più “vero” del mondo reale.

Giusto per farci una rata di cazzi vostri: come sopravvive questo mondo parallelo? Come mantenete lo studio e il materiale di registrazione?

Attualmente con la cassa integrazione di Funky Ciro [grasse risate, ndr]! Scherzi a parte, per la sala ognuno contribuisce come può. La strumentazione invece è stata messa insieme a poco a poco nel corso degli anni. Uno ci ha messo il computer e un altro il mixer, uno la cassa destra e un altro ancora quella sinistra. Insomma, ci arrangiamo come possiamo.

Con noi de La rotta potete essere sinceri: questo significa che andate a rubare, non è vero?

Mai sia! Rubare è peccato. Al massimo abbiamo preso in prestito da qualche bar i quadri che vedete alle pareti. E i posacenere…

Siete proprio dei bravi ragazzi. Vi meritate un’ultima domanda-trabocchetto: cosa ci dite della scena hip-hop bolzanina?

Fare hip-hop ormai è diventato relativamente facile ed economico. Anche per questo motivo, attualmente la scena bolzanina è decisamente in fermento. Le crew non mancano, e non solo in città: anche ad Appiano e Merano, per esempio, ci sono delle realtà interessanti. Il problema è che c’è poca collaborazione. A noi onestamente piacerebbe suonare più spesso, ma organizzare una serata a Bolzano è un’impresa. E poi, quando anche ci riesci, massimo a mezzanotte tutti a nanna. Questo purtroppo vale per la musica in generale, non sono per l’hip-hop. Quindi, non possiamo che essere grati al Pippo Foodchillstage, che ha organizzato una serata importante per il prossimo venerdì 27 aprile. Approfittiamo di questo spazio per invitare tutti i vostri lettori che quella sera saranno a Bolzano ad accorrere numerosi! Potremo suonare fino alle una, e fidatevi che per questa città è molto, molto tardi…

Eh sì, ore piccole! Beh, non ci resta che estendere l’invito alle nostre lettrici (era già implicito certo, ma dovete sapere che noi siamo particolarmente affezionati alle nostre lettrici) e ringraziarvi per questa piacevole conversazione.

Siamo noi che ringraziamo voi! Peace fratello!

A questo punto gli RC Sud ci congedano in maniera molto professionale: i ragazzi prendono il mic, il Dj fa partire il beat, ed ecco che ci piove addosso una gragniuola di rime improvvisate fatte apposta per noi de La rotta, che, impreparati a cotanto estro, quasi quasi ci imbarazziamo… Purtroppo il nostro media center ha ancora dei grossi limiti, e non avevamo con noi una telecamera per immortalare la performance. Ma potete fidarvi sulla parola: gli RC Sud spaccano di brutto!

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* In realtà eravamo solamente io e quella sagoma del Pintarelli, il quale a sua volta ha raccontato in questo articolo il sabato in questione.

Informazioni su Dimitri

Braccia rubate all'agricoltura
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